Delle abitudini alimentari degli artisti del passato non si sa molto, ma si possono ricavare curiose notizie da diari, aneddoti, racconti dei contemporanei. Sappiamo quindi che Pontormo aveva una vera e propria ossessione per il cibo, e che annotava minuziosamente sul suo diario i menu di pranzi e cene Copertina-leonardo non era vegetariano(“giovedì sera una minestra di buono castrone e insalata di barbe. Venerdì sera insalata di barbe e due huova in pesce d’uovo. Sabato digiuno. Domenica sera, che fu la sera dell’ulivo, cenai un poco di castrone lesso e mangiai un poco d’insalata, e dovetti mangiare da tre quarti di pane”); possiamo immaginare che Caravaggio amasse i carciofi (celebre è rimasto l’aneddoto secondo il quale ne scagliò un piatto in faccia ad un incolpevole garzone, che non era stato in grado di dirgli se erano stati cotti nell’olio o nel burro, e aveva commesso l’inammissibile errore di portarsi il piatto al naso per annusarli…), e che Michelangelo preparava scrupolosamente la lista della spesa, come ogni massaia che si rispetti.
Un libro, appena pubblicato dalla Maschietto Editore, si colloca in questo filone artistico-culinario, smentendo al tempo stesso uno dei miti della storia dell’alimentazione: quello che Leonardo da Vinci non mangiasse né carne né pesce. Leonardo non era vegetariano, dello chef Enrico Panero, con la collaborazione di Alessandro Vezzosi e Agnese Sabato del Museo Ideale Leonardo da Vinci (e con un’introduzione di Oscar Farinetti) è a metà tra un libro di ricette ed un attento studio di fonti documentarie, una sorta di ritratto del grande genio toscano che mette insieme le sue invenzioni – dai mulini a vento robotici ai forni agli alambicchi, dalle fontane a sorpresa per la tavola alle stoviglie infrangibili – e i suoi appunti (della Valchiavenna scrive ad esempio : “Trovasi di miglio in miglio bone osterie”; su di un foglio si trova invece trascritto un interessante sonetto di consigli medici, che riporto integralmente, vista la sua modernità: ”Se voi star sano, osserva questa norma: non mangiar senza voglia e cena leve; mastica bene, e quel che in te riceve sia ben cotto e di semplice forma. Chi medicina piglia, mal s’informa; guar[da]ti dall’ira e fuggi l’aria greve: su ritto sta, quando da mensa leve (ti alzi); di mezzogiorno fa che tu non dorma. El vin sia temprato, poco e spesso, non for di pasto, né a stomaco voto; non aspectar, né indugiare il cesso: se fai esercizio, sia di picciol moto. Col ventre resupino e col capo depresso non star, e sta coperto ben di notte; el capo ti posa, e tien la mente lieta; fuggi lussuria, e attienti alla dieta”).
Ma il libro è pur sempre scritto anche da uno chef, e allora ecco delle ricette liberamente ispirate alla vita di Leonardo, come lo sgombro in guazzetto di ceci o le coscette di pollo alla melarancia piccante…una lettura insomma che nutre la mente ed il corpo. 

Didascalie immagini

  1. Leonardo non era vegetariano
    [particolare di copertina]

In copertina:
Leonardo non era vegetariano,
copertina del volume

Enrico Panero
Leonardo non era vegetariano
Maschietto Editore
pp. 192

Dove e quando