Il fotografo goriziano Roberto Kusterle propone la sua prima antologica alla Galleria Harry Bertoia di Pordenone. La fotografia è lo strumento ideale della sua ricerca espressiva e le immagini proposte si incentrano sul corpo umano e sulla sua unione simbiotica con la natura: di volta in volta i corpi si fanno pietre, volatili, creature marine, ninfe di tempi andati. Si fanno eretici, discordanti rispetto alle reali sembianze umane.
Se pensiamo che siano tela e pennello a richiedere tempi di lavoro dilatati e meticolosi, difficilmente associamo un’idea analoga ai tempi fotografici e riteniamo erroneamente che un’immagine sia solo l’immediato riflesso del tocco di un pulsante. Ma la fotografia non è il frutto di un caso o di un semplice click, neanche dopo che l’era digitale ha quasi spazzato via emulsioni fotosensibili, pellicole e ore di lavoro nel buio di una camera oscura. La fotografia è un’arte, in quanto risultato di una scelta consapevole, di un pensiero, o di un percorso intellettuale. Ancor più lo è nelle micronarrazioni di Kusterle, scaturite da sofisticate elaborazioni mentali, da scelte meditate riguardo a personaggi, luci, ambientazioni, scenografie, trucchi. Nessun dettaglio sfugge all’occhio certosino del maestro goriziano, che può impiegare mesi e addirittura anni per preparare un’immagine.

La sua poetica verte sulla continuità tra mondo umano, animale e vegetale, su un sentimento panico della natura che determina ambiguità e spiazzamento e sembra materializzare i versi de La pioggia nel pineto di Gabriele D’Annunzio: “E immersi noi siam nello spirto silvestre, d’arborea vita viventi”. Le immagini sono visionarie, situate al confine tra visibile e sogno, tra realtà e mitologia. Vita e materia, componenti organiche e inorganiche, attuale e ancestrale si fondono in un panismo profondo e metaforico. La fusione tra uomo e natura, infatti, rappresenta le sensazioni che l’artista prova quando si inoltra per i boschi o sosta ai bordi di un fiume. Le sue creature anomale e affascinanti serbano il desiderio dell’uomo di meravigliarsi dell’ambiente da cui egli ha avuto origine e da cui poi ha preso le distanze, talora incolmabili. Distanze che gli esseri immaginifici di Kusterle, però, annientano.

L’esposizione si snoda per cicli di opere che si collocano tra il 1991 e il 2014: Anakronos, Mutazione silente e Segni di pietra al primo piano; Mutabiles Nymphae, I segni della metembiosi, Abissi e basse maree e L’abbraccio del bosco al secondo piano; Riti del corpo, nella parte centrale, è lo spazio che celebra la metamorfosi attraverso esseri ibridi: umanoidi caprini coperti di terra, volti spaccati da cretti come il fango asciutto, schiene che diventano roveti spinosi, pelli zebrate o leopardate, persino farfalle utilizzate come lenti a contatto. In Anakronos, lavoro successivo ai Riti del corpo, protagonisti sono ambienti goriziani come distese erbose, laghi o letti di fiumi in secca assurti a mondi metafisici e fantasmagorici. La serie Mutazione silente documenta invece il ritorno ad atmosfere più intimistiche tramite il dialogo silenzioso tra figure femminili ed elementi vegetali, che fungono da monili coronanti teste e colli o diventano essi stessi capelli o volti. In Mutabiles Nymphae sono gli abitanti del mondo marino, come crostacei e polipi, a cingere con eleganza abiti e corpi. Nel ciclo Segni di pietra il fotografo affronta il tema del rapporto uomo-terra mediante la simbiosi plastica con la materia rocciosa, come l’argilla. Ne I segni della metembiosi torna l’unione vitale e onirica tra uomo e natura, mentre in Abissi e basse maree, i corpi sono impreziositi da riflessi, incrostazioni minerali e alghe come se fossero emersi da fondali marini dopo una lunga permanenza. L’abbraccio del bosco, infine, auspica il connubio amoroso e totale tra l’essere umano e la natura più indomita.

Una sala, inoltre, è dedicata ai video d’arte di Kusterle e del film-maker Ferruccio Goia, che approfondiscono le tematiche trattate in fotografia.
Didascalie immagini
- Roberto Kusterle, Abbracci diversi
- Roberto Kusterle, L’angelo della notte, 2002
- Roberto Kusterle, Galatea
In copertina:
Roberto Kusterle, Abbracci diversi
[particolare]
Orario di apertura:
da mercoledì a sabato 15.30 – 19.30
domenica 10.00 – 13.00, 15.30 – 19.30;
chiuso: i lunedì e martedì
Dove e quando
Evento: Kusterle. Il corpo eretico
- Fino al: – 09 August, 2015
- Sito web