La Palazzina di Caccia di Stupinigi, residenza reale sabauda progettata da Filippo Juvarra nel 1729, uno dei gioielli monumentali di Torino a dieci chilometri da Piazza Castello – prima donazione di Emanuele Filiberto all’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro è oggi proprietà della Fondazione Ordine Mauriziano, un ente governativo dedicato alla sua conservazione e valorizzazione – è stata riaperta al pubblico dopo importanti lavori di restauro. Non tutti sanno che la Palazzina di Caccia – fra i complessi settecenteschi più straordinari in Europa – è Patrimonio dell’Umanità Unesco dal 1997 con arredi originali, dipinti e capolavori di ebanistica.
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Attualmente è in corso la mostra  Fritz. Un elefante a corte per far rivivere  il “serraglio di animali esotici”, che animava il grande parco della residenza Savoia nella prima metà dell’Ottocento, con l’obiettivo di evidenziare – con modalità storiche e scientifiche – lo stretto rapporto tra la Palazzina reale di Stupinigi e il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, attraverso la storia delle Collezioni viventi di Casa Savoia che, raccolte a partire dagli anni venti dell’Ottocento nella Palazzina Reale, confluirono prima nel Regio Museo di Zoologia dell’Università di Torino e successivamente nell’attuale Museo Regionale di Scienze Naturali.
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Il percorso espositivo è stato realizzato dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino e dalla Fondazione Ordine Mauriziano con i curatori Elisabetta Ballaira e di Pietro Passerin d’Entrèves che ci raccontano la storia di Fritz, elefante indiano donato dal vicerè d’Egitto. Muhammad ‘Ali al re Carlo Felice nel 1827.
Fritz
I Curatori spiegano: “Era circa il 1820 quando si volle creare a Stupinigi un Serraglio per animali esotici e di allevamento. Non fu un caso associare una residenza reale dedicata al loisir e immersa nei territori naturali destinati alla caccia, ad un’attività che per anni rimase confinata nel perimetro della vita di Corte, quale curiosità e attrazione per pochi, ma che nel tempo si legò sempre più strettamente ad attività scientifiche, formative e di divulgazione della conoscenza nel campo delle scienze naturali.
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Una storia esemplificativa di questo percorso, riguarda l’elefante asiatico regalo del vicerè d’Egitto a Carlo Felice il quale, arrivato a Stupinigi a piedi, transitando per nave da Alessandria d’Egitto al porto di Genova, fu posto nella scuderia di levante della Palazzina dal 1827 al 1852 diventando attrazione e icona del palazzo al pari del cervo di Ladatte dominante la cupola centrale.
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L’elefante, soppresso qualche anno dopo aver ucciso il proprio guardiano, fu donato dal Re al Museo zoologico della Regia Università di Torino per essere naturalizzato e studiato, e lì esiste ancora insieme a vari altri animali.”

La storia di Fritz
Per accogliere l’elefante donato a Carlo Felice fu ricavato nell’ex scuderia di Stupinigi uno spazio interamente recintato. A disposizione di Fritz c’era anche un cortile con una vasca circolare munita di scivolo. Il pachiderma fu oggetto di grande interesse: appena giunto a Stupinigi fu ritratto dal vivo dalla pittrice Sofia Giordano.
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La litografia, stampata presso il laboratorio di Felice Festa ebbe larga diffusione. Nel 1835 Enrico Gonin dipinse l’elefante attorniato da una folla di curiosi durante una parata e, soprattutto, Fritz ebbe l’onore di essere immortalato in un dagherrotipo, unico in Italia con un soggetto animale.
Casimiro Roddi, chef della Ménagerie, Franco Andrea Bonelli, Giuseppe Genè e Filippo de Filippi, che si avvicendarono alla direzione del Museo Zoologico torinese, registrarono con cura notizie e informazioni sui suoi comportamenti, la sua alimentazione (spesso inadeguata) e le cure mediche. Dopo la morte (1852) Fritz venne tassidermizzato ed è ancora oggi custodito nel Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

Didascalie immagini

  1. Palazzina di Caccia di Stupinigi (Palazzina di Caccia di Stupinigi – Ph. A. Lercara(6))
  2. – P. Foglietti – L. Tonta, Pianta della Palazzina di Caccia di Stupinigi, 1864 – Archivio di Stato di Torino. Carte, topografie e disegni, Casa di S.M., Stupinigi, Reale Palazzina, n. 266.3, c.b. 17033
  3. Giordano Clerc Sofia, Elefante indiano maschio di 27 anni, 1827, litografia di Felice Festa, mm 41 x 56, Collezione Simeom, D 1870, su concessione dell’Archivio Storico della Città di Torino
  4. Avviso pubblico: Gran serraglio di belve vive, Teatro m 43- 7 – Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli, Castello Sforzesco, Milano
  5. Gonin Enrico. Reale Castello di Stupinigi con l’elefante Fritz, 1836, litografia di Demetrio Festa, cm 27,5 x 3 7, Collezione Simeom, D 831, su concessione dell’Archivio Storico della Città di Torino
  6. Anonimo (Marchese Curlo Faustino). L’elefante di Torino, che poi morì pazzo-Espone il M.se Faustino Curlo, 1850, dagherrotipo, cm 11,1 x 15,1, Collezione Simeom, C 4400, su concessione dell’Archivio Storico della Città di Torino

In copertina:
Veduta aerea Palazzina di Caccia di Stupinigi (fonte)

Orari mostra:
Martedì-Venerdì dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17).
Sabato e festivi dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso ore 18).
Lunedì chiuso

Mezzi pubblici:
dal centro di Torino bus Sadem linea 275/282 Torino-Pinerolo-Perosa-Sestriere (Mar-Ven partenze ogni mezz’ora Sab/Festivi ogni ora circa da Porta Nuova)
oppure linea tram 4 fino al capolinea e bus 41 per tre fermate

Dove e quando

  • Fino al: – 13 September, 2015
  • Sito web