È tornato a creare in Italia uno dei nomi più rappresentativi della danza degli anni Novanta. Dopo gli ultimi impegni che lo hanno visto attivo tra Bruxelles, Berlino e il Messico, Maurizio Saiu ha scelto la natia Sardegna per una nuova creazione che indaga e riattiva uno dei suoi titoli di maggior successo, l’assolo Morte Araba del 1998.

Classe 1954 e originario di Domusnovas, Maurizio Saiu dopo la formazione tra Cagliari e Roma nel 1985 vola a New York su invito del coreografo Richard Haisma che lo desidera come danzatore nella sua compagnia Inventory Motion. Lì affina tecnica e stile, studiando con Joselyn Lorenz, Maggie Black e soprattutto frequentando il Merce Cunningham Studio. Tornato in Sardegna nel 1991, inizia a collaborare con il musicista Giorgio Tedde avviando una particolare ricerca vocale, accolta con entusiasmo nelle principali rassegne musicali europee. Approfondisce dapprima le tradizioni popolari della sua terra natia per poi tuffarsi in creazioni del tutto innovative, nate in simbiosi con la danzatrice svizzera Cornelia Wildisen e l’artista sassarese Aldo Tilocca. Ed è proprio sul finire degli anni Novanta che la sua presenza diventa una costante nelle principali rassegne dedite ai nuovi linguaggi e alla ricerca sul gesto.

Presentata in prima assoluta lo scorso maggio al Teatro Massimo di Cagliari, la nuova creazione non è un restauro filologico ma una vera e propria opera di riscrittura e ampliamento – prodotta da TIR Danza e dal Teatro di Sardegna (tra i Teatri di Rilevante Interesse Culturale designati dal MiBACT, n.d.r.) – che si pone idealmente come “antefatto”, cioè scavo e messa in scena delle idee generative, del tellurico e ancestrale assolo affidato all’epoca proprio a Cornelia Wildisen e poi interpretato dallo stesso Saiu.
Morte Araba: La Genesi è questo il titolo del nuovo duetto in cui Maurizio Saiu insieme a Elisabetta Di Terlizzi ha dato forma a suggestioni e immagini dal sapore macabro e seducente, ispirate a tre dive del primo Novecento, quali Theda Bara, Mary Wigman e Ruth St. Denis.

Immersi in un’atmosfera tetra, i due, dopo essersi scissi dall’oscuro magna iniziale, inanellano un susseguirsi di scene misteriose, simili ai vari numeri di un cabaret. Movimenti densi e aguzzi, salmodie arabeggianti e pantomime, ironiche e crudeli tra trucchi da prestigiatore con tanto teschi e bandiere americane, lasciano il posto ad una lasciva odalisca che sdraiata su tappetti orientali riceve fiori dalle mani di un ufficiale coloniale, intento però a giocare con un globo aureo.
Una costruzione dalla forte impronta espressionista, simbolica e teatrale quella voluta da Saiu da cui emerge un profondo atto d’accusa mosso verso il grande mostro generato dall’Occidente, l’esotismo, stigmatizzato proprio nella star del cinema muto Theda Bara, il cui nome sarebbe appunto l’acronimo di “arab death”.

Questa ricca e arguta tessitura sul misunderstanding dell’Oriente trova il suo punto focale infine proprio nel solo del ’98. Ormai spogliato dal carattere atavico dato all’epoca dalla Wildisen, sorta di Artemide di Efeso intenta a plasmare movimenti ieratici e imperscrutabili, questa danza di solitudine è resa adesso più incisiva e cruenta grazie alla nuova interprete Elisabetta Di Terlizzi, amazzone guerriera a seno nudo dai tagli spigolosi e ferini, continuando però a conservare quell’alone di seducente e fatale mistero da cui è scaturita quasi vent’anni fa.
Morte Araba: La Genesi è atteso in “prima continentale” il prossimo 26 giungo al Festival Inequilibrio di Castiglioncello (Livorno).
Didascalie immagini
- Morte Araba: La Genesi (cor. M. Saiu) (© Franco Casu)
- Morte Araba: La Genesi (cor. M. Saiu) (© Franco Casu)
- Morte Araba: La Genesi (cor. M. Saiu) (© Franco Casu)
- Morte Araba: La Genesi (cor. M. Saiu) (© Franco Casu)
In copertina:
Morte Araba: La Genesi (cor. M. Saiu)
[particolare]
(© Franco Casu)
Morte Araba: La Genesi
coreografia Maurizio Saiu
con Maurizio Saiu e Elisabetta Di Terlizzi
costumi Salvatore Aresu
maschere Arianna Caredda
musiche Daniele Ledda
luci Roberto Cafaggini
produzione: Teatro di Sardegna/TIR Danza
prima assoluta
22 maggio 2015
Teatro Massimo, Cagliari
prossima data:
26 giugno 2015
Festival Inequilibrio,
Castiglioncello (Livorno)