Sorprende il padiglione della Santa Sede alla Biennale d’Arte di Venezia.
Sorprende e suggestiona ancor prima di stupire.
Ispirato al Nuovo Testamento, il tema è stato scelto dal Cardinale Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, che ha voluto venisse sviluppato quello del “Principio”, passando dal riferimento alla Genesi del 2013 a quello del Prologo del Vangelo di Giovanni.
7padiglione santa sede biennale venezia-foto andrea mancaniello
La curatrice, Micol Forti, spiega l’eclettico dinamismo a tre voci che ha realizzato “Due sono i poli intorno a cui ruota e prende forma il progetto: il Logos e la carne. Il logos stabilisce un rapporto, un’armonia, una mediazione; la carne impone un’immanenza, una traccia, un processo di in-carnazione. Il loro inscindibile legame produce un dinamismo dialettico, irregolare, ellittico, bruscamente accelerato, precipitosamente rallentato, per sollecitare negli artisti come nel pubblico, la riflessione su un binomio posto alla radice dell’umanità. Tre gli artisti, tutti giovani, di diversa provenienza, esperienza, visione etica ed estetica, chiamati a dare corpo all’idea evocata nel Prologo del Vangelo di Giovanni.
Monika bravo
Monika Bravo, colombiana di nascita, internazionale di formazione, americana d’adozione, ha elaborato con sapienza e cura una narrazione scomposta e ricomposta su 6 schermi e altrettanti pannelli trasparenti, posti su pareti potentemente colorate. In ogni composizione Natura, Parola – scritta e detta – e Astrazione artistica si presentano quali elementi attivi di una visione euristica, aperta ad un margine di indeterminatezza sperimentale nell’elaborazione di un nuovo spazio percettivo e di una pienezza sensoriale, attraverso il garbo e la “manualità” poetica con cui l’artista usa i media tecnologici.
Padiglione santa sede biennale venezia-foto andrea mancaniello
La ricerca della giovane macedone, Elpida Hadzi-Vasileva, fonde abilità artigianali, conoscenze scientifiche e una potente visione estetica. Per il Padiglione ha progettato un’istallazione monumentale, architettonica, il cui “tessuto”, quasi una pelle, un manto, accoglie il visitatore in una dimensione fisica e simbolica ad un tempo. Realizzato con materiale organico di scarto, in un tragitto che dal ready-made conduce al re-made, l’artista crea un drappo che è insieme ricamo e superficie, presenza fisica e trasparenza, strumento di suggestione e sorpresa.
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La carne si fa storia, nella realtà restituita senza falsificazioni dal fotografo trentenne Mário Macilau. La serie di 9 fotografie in bianco e nero, realizzate a Maputo, capitale del Mozambico dove l’artista è nato e lavora, sono dedicate ai ragazzi di strada che ancora bambini si trovano ad affrontare la vita come sopravvivenza. Non si tratta di un reportage, ma un’opera poetica che ribalta i nessi tra l’Adesso e il Già stato, il Vicino e il Lontano, il Visibile e il Non-visibile. Il tema dell’origine e del fine di ogni atto artistico è portato dalla forza della composizione fotografica a confrontarsi con l’agonia del reale
.”
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La natura dialogica e comunicativa del Dio di Gesù Cristo (vv. 1-5) e la presenza di Dio nell’umanità, soprattutto là dove questa appare ferita e sofferente (v. 14) incrociano quindi la dimensione “verticale-trascendente” e quella “orizzontale-immanente” e le due “tavole” del Prologo giovanneo divengono fulcro della riflessione dalla quale prendono vita le opere dei tre artisti, individuati dopo una lunga selezione, secondo alcuni precisi criteri: la consonanza del rispettivo percorso col tema prescelto, la varietà delle tecniche artistiche, l’internazionalità e la diversità di provenienza geografica e, soprattutto, il carattere ancora aperto e in evoluzione della loro ricerca. Non ultima l’età essendo cinquantenne Monika Bravo, quarantenne Elpida Hadzi-Vasileva e trentenne  Mário Macilau.
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Sobrietà ed economicità per la progettazione e l’allestimento del Padiglione, a cura dell’arch. Roberto Pulitani, i cui costi sono stati interamente sostenuti dagli sponsor. Il catalogo, a cura di Elisabetta Cristallini e Micol Forti è edito da Gangemi.
Ogni opera è accompagnata da un saggio scientifico e da una ricca selezione fotografica a pagina e racconta il processo di realizzazione teorico e processuale, conducendo il lettore in una sorta di viaggio tanto spaziale quanto temporale all’interno del progetto del Padiglione.
Octavio Zaya introduce la sezione dedicata a Monika Bravo, mentre Ben Quash legge attraverso i testi sacri l’opera di Elpida Hadzi-Vasileva ispirata al Polittico dell’Agnello Mistico di Jan van Eyck, la monumentale opera all’interno – inamovibile – della Cattedrale di San Bavone a Gent).
Jan van Eyck e Hubert van Eyck, Polittico dell'Agnello Mistico o Polittico di Gent, 1426-1432
Infine, Alessandra Mauro introduce per la prima volta il pubblico italiano al lavoro di Mário Macilau.
Una mostra da visitare con calma, su cui riflettere e, magari, tornarci prima di uscire dall’Arsenale.

Didascalie immagini

  1. Mário Macilau, fotografia dalla serie Growing on darkness/ Crescendo na escuridão, 2012-2015 Stampa a pigmenti su Hahnemühle cotton paper (foto Andrea Mancaniello scattata al Padiglione della Santa Sede © 2015 Andrea Mancaniello)
  2. Monika Bravo, particolare dell’installazione ARCHE-TYPES. The sound of the word is beyond sense, 2015,
    LD monitor con proiezioni e lastre trasparenti su pannelli in legno dipinto, proiezioni, cm 440 x 230,
    (foto Monika Bravo © Monika Bravo, Courtesy artista)
  3. Elpida Hadzi-Vasileva, Haruspex (particolare), 2015, materiale organico (foto Andrea Mancaniello scattate al Padiglione della Santa Sede © 2015 Andrea Mancaniello)
  4. Mário Macilau, fotografia dalla serie Growing on darkness/ Crescendo na escuridão, 2012-2015 Stampa a pigmenti su Hahnemühle cotton paper (foto Andrea Mancaniello scattata al Padiglione della Santa Sede © 2015 Andrea Mancaniello)
  5. Mário Macilau, fotografia dalla serie Growing on darkness/ Crescendo na escuridão, 2012-2015 Stampa a pigmenti su Hahnemühle cotton paper (foto Andrea Mancaniello scatta al Padiglione della Santa Sede © 2015 Andrea Mancaniello)
  6. Mário Macilau, fotografia dalla serie Growing on darkness/ Crescendo na escuridão, 2012-2015 Stampa a pigmenti su Hahnemühle cotton paper (foto Andrea Mancaniello scattata al Padiglione della Santa Sede © 2015 Andrea Mancaniello)
  7. Jan van Eyck e Hubert van Eyck, Polittico dell’Agnello Mistico o Polittico di Gent, 1426-1432
    Olio su tavola, 258×375 cm, Cattedrale di San Bavone, Gent
    (foto Andrea Mancaniello © 2012 Andrea Mancaniello)

In copertina:
Elpida Hadzi-Vasileva, Haruspex (particolare), 2015, materiale organico (foto Andrea Mancaniello scattata al Padiglione della Santa Sede © 2015 Andrea Mancaniello)

courtesy Padiglione della Santa Sede 
con un particolare ringraziamento alla dott.ssa Micol Forti

Dove e quando

  • Fino al: – 22 November, 2015