Louisiana-the other side 1Roberto Minervini classe 1970, italiano di nascita cosmopolita per vocazione, con la selezione in importanti festival internazionali ha potuto far conoscere ad un più vasto pubblico il suo stile documentario dalle forti connotazioni antropologiche.
Dopo l’esordio con The passage l’opera seconda Low tide è in concorso nella sezione Orizzonti alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2012 e il successivo Stop the pounding heart, che conclude la così detta ‘trilogia del Texas’, è selezionato a Cannes 2013; adesso il suo nuovo film appena presentato in concorso sulla croisette nella sezione Un Certain Regard è arrivato nelle sale italiane distribuito da Lucky Red e, rispetto ai ritratti intimi al centro delle opere precedenti, acquista una valenza politica dirompente andando a indagare il lato nascosto della società a stelle e strisce. Louisiana – the other side ci fa avvicinare gruppi di persone che vivono fuori da ogni contesto sociale ignorati da uno Stato che nega loro anche il diritto di esistere, figuriamoci il tanto decantato diritto alla felicità che fin dalla sua nascita gli Stati Uniti hanno individuato come valore fondante.
…sulla carta.
Louisiana-the other side 2
Grazie a conoscenze dirette – il padre di un ragazzo al centro del precedente Stop the pounding heart è fratello della Lisa diventata protagonista nel nuovo film – Roberto Minervini è arrivato in Louisiana, una delle zone più povere degli USA con una disoccupazione al 60%, accolto nella comunità invisibile di emarginati che sopravvivono dimenticati dalle istituzioni in un territorio indefinito al confine tra illegalità e anarchia.
Fedele alla sua formazione di fotoreporter Minervini ha trascorso lunghi periodi a fianco dell’umanità che racconta, instaurando il rapporto di fiducia che ha permesso di filmare anche momenti molto intimi di queste vite deragliate, dando voce al loro disperato bisogno di affermazione e visibilità.
Louisiana-the other side 3
Mark e Lisa vivono in una roulotte tra i boschi a West Monroe, costretti a fare i conti con la dipendenza da metanfetamine, aggrappati l’uno all’altra e a quel sentimento d’amore che li lega per sopravvivere al vuoto di un’esistenza senza riscatto.
Vite emblematiche con una loro fragilità offerta alla macchina da presa che si fa invisibile mettendo da parte ogni pretesa al controllo, lasciando semplicemente ai protagonisti la possibilità di essere se stessi vivendo fuori da ogni copione; raccontando la tenerezza del rapporto di Mark con l’anziana nonna ad esempio, o la mutua assistenza alla sorella e a sua figlia Brooke che sogna un futuro all’Università.
Louisiana-the other side 4
Disagio e rancore accumulati in questo ambiente trovano eclatante rappresentazione nel gruppo paramilitare presente nella seconda parte del film, ex soldati uniti per proteggere le loro famiglie dagli attacchi di un mondo liberista votato al consumismo a cui si sentono estranei.
La violenza delle esercitazioni armate contro la figura di Barak Obama è reazione al mutamento seguito all’11 settembre, fatto di controlli amplificati sul privato delle persone ed eccessi nella libertà d’azione della forza pubblica che spesso ne ha abusato, che ha spalancato un baratro aumentando le differenze sociali, economiche e politiche che di fatto stanno disgregando l’unità nazionale della popolazione USA.
Louisiana-the other side 5
Questi uomini vivono ossessionati dalla protezione che devono portare alle proprie famiglie, barricati in un isolamento forzato convinti della prossima promulgazione della legge marziale e pronti alla guerra per ottenere quella ‘legalizzazione della libertà’ che invoca un loro striscione per la festa dell’Indipendenza.
Un gruppo armato che nella sua visione radicale non incute il timore che potremmo supporre perché frutto evidente di una rabbia inevitabile coltivata da chi, portatore estremo di rivendicazioni anche condivisibili, si sente fondamentalmente tradito dal governo del proprio Paese.
Louisiana-the other side 6
Adesso Roberto Minervini sta valutando un progetto d’ambientazione italiana, anche se Louisiana – the other side non ha esaurito il suo discorso e non è escluso un ritorno in quelle zone, ma la questione che il film sottolinea è relativa a una pericolosa tendenza globale ad aumentare il divario tra ricchi dominanti e classi disagiate in atto a livello planetario, anche a casa nostra in questa Europa che spesso sembra inseguire solo l’unità finanziaria dimenticando le persone che stanno dietro ai numeri delle statistiche.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Il regista Roberto Minervini / Umanità emarginata sul lato oscuro del sogno americano
  3. Un raduno a West Monroe
  4. Mark e Lisa / Mark con l’anziana nonna
  5. Esercitazione armata corredata di insulti al presidente e della sua maschera di gomma
  6. L’infida bellezza delle intricate paludi / Mark Kelley in barca nella palude della Louisiana
    .
    (© 2015 Agat Films & Cie / Okta Film)

In copertina:
Un raduno di anarchici senza legge a West Monroe, Louisiana (© 2015 Agat Films & Cie / Okta Film)

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Louisiana – the other side
  • Regia: Roberto Minervini
  • Con: Mark Kelley, Lisa Allen, James Lee Miller
  • Sceneggiatura: Roberto Minervini, Denise Ping Lee
  • Fotografia: Diego Romero Suarez-Llanos
  • Montaggio: Marie-Hélène Dozo
  • Produzione: Muriel Meynard, Paolo Benzi, Dario Zonta per Agat Films & Cie con Okta Film in coproduzione con ARTE France Cinéma, con Rai Cinema e con la partecipazione di MYmovies.it
  • Genere: Documentario
  • Origine: Italia / Francia, 2015
  • Durata: 92’ minuti