Nato in una famiglia povera, affidato – ancora in fasce – alla ruota degli esposti dell’orfanotrofio Wanda Marasco, Il genio dell abbandono,dell’Annunziata, uno dei più grandi del meridione, adottato da un artigiano che inizia il piccolo ai piaceri dell’arte.
Adulto, espone a Parigi e gode di un successo straordinario, tanto che gli viene commissionata la statua in marmo di Carlo V da collocare all’esterno del palazzo Reale di Napoli. Sarà proprio questa scultura, criticata da tutti – e dallo stesso autore – a portare lo scultore nel baratro e al ricovero in un ospedale psichiatrico.
Una vita che è già di per sé un romanzo, quella di Vincenzo Gemito, il più grande scultore italiano attivo tra Otto e Novecento, e che Wanda Marasco racconta in un libro pubblicato da Neri Pozza, Il genio dell’abbandono.
Candidato al premio strega 2015, il libro è in perfetto equilibrio tra autobiografia e invenzione, tra italiano e dialetto napoletano, con la Marasco che accompagna il lettore nei vicoli di Napoli e per le strade di Parigi, gli presenta “Vicienzo” e gli altri protagonisti della scena intellettuale contemporanea, da Salvatore Di Giacomo a Raffaele Viviani, e Mathilde Duffaud, la modella che sarà il folle amore di Gemito, “pazzo in latitudine e longitudine”.
Un libro drammatico ed esaltante, da leggere anche per conoscere al meglio uno scultore da molti dimenticato. 

Didascalie immagini

In copertina:
Wanda Marasco, Il genio dell abbandono,
copertina del volume

Wanda Marasco 

Il genio dell’abbandono

pp. 352

Neri Pozza

Dove e quando