Quando si parla di Pavia viene subito in mente il maestoso edificio dell’Università dalla storia lunga parecchi secoli. La sua prima costruzione risale all’825 quando l’imperatore carolingio Lotario emanò da Corteolona l’importante Capitolare con il quale riordinava l’istruzione superiore in campo giuridico e in maniera tale da attirare i giovani da tutto il nord Italia.
La nascita della vera e propria Università è dovuta all’imperatore Carlo IV il quale nel 1361, sollecitato da Galeazzo II Visconti duca di Milano, riuscì a ottenere da Papa Bonifazio IX i privilegi grazie ai quali si poté operare alla pari con l’Università di Parigi e Bologna. Come succede sempre l’istituzione ebbe alti e bassi ma nella seconda metà del ‘700 grazie alla politica illuminata di Maria Teresa e Giuseppe II d’Austria vennero ingranditi e potenziati gli edifici per contenere tutti gli iscritti raggiungendo l’aspetto attuale.
1 jean baptiste camille corot paesaggio
La chicca di Pavia non è solamente questa: di edifici, monumenti, chiese e musei ce ne sono molti alcuni dei quali poco conosciuti perché magari si trovano in periferia o in un quartiere poco conosciuto tanto è vero che Pavia e altre città lombarde hanno creato il Circuito città d’Arte della Pianura Padana e nel programma Exponiamoci si trova il calendario delle loro attività che permettono di conoscere il patrimonio artistico presente nel territorio.
Un edificio interessante è il Castello fatto costruire da Galeazzo II Visconti nel 1360 per avere una raffinata residenza di Corte come dimostrano le bifore e trifore in cotto, le decorazioni del cortile e gli affreschi delle pareti interne con battaglie, scene di vita cortese e di caccia. Da ricordare il prezioso decoro della Sala Azzurra con ori e lapislazzuli forse sede della rinomata biblioteca viscontea, ricca di mille codici e riordinata da Francesco Petrarca.
2 vanessa bell fiori 1932
Nel ‘900 il castello è stato comprato dal Comune, restaurato e adibito a contenitore dei Musei Civici disposti su tre piani con sculture antiche e moderne, oreficeria longobarda, archeologia, pinacoteca Malaspina, quadreria dell’’800, fototeca, biblioteca. In più al piano terra e nelle scuderia sono state ricavate delle sale dove vengono regolarmente allestite esposizioni temporanee di solito molto interessanti.
3 pierre bonnard tramonto primaverile 1909
Fino al 19 luglio in questi spazi con ingresso inconsueto dall’ormai vuoto ed erboso fossato c’è la mostra “Capolavori della Johannesburg Art Gallery. Da Degas a Picasso”, una rassegna che offre la possibilità di vedere le opere scelte tra i protagonisti della storia dell’arte, soprattutto figurativa, di fine ‘800 e dell’ultimo secolo presenti in questo museo d’arte tra i più importanti del continente africano.
E’ evidente che un tale evento culturale è stato organizzato per attirare anche i visitatori di Expo e fare conoscere con tours organizzati ad hoc oltre alla città il bel territorio circostante. Il percorso della mostra è suddiviso in sezioni cronologiche e tematiche creato quindi in maniera da riuscire a fare vedere e percepire abbastanza facilmente le ragioni, le influenze e il susseguirsi dei movimenti che hanno portato all’arte moderna e contemporanea.
4 pablo picasso testa di arlecchino ii 1971
Entrando ci si incontra subito con “Lady Philips” ritratta da Antonio Mancini: un dovuto omaggio alla persona che ha voluto sin dal 1909 questo museo tanto da convincere gli imprenditori di Johannesburg a impegnarsi nell’acquisto delle opere d’arte ed è stata così di ampie vedute da metterci dentro anche artisti neri e questo ha creato, come si può immaginare, non pochi problemi visti i tempi.
Poi ci sono le opere anglosassoni con Turner per vedere uno dei più importanti rappresentanti del periodo Romantico e arrivare all’affascinante periodo Vittoriano con opere anche di Sir Lawrence Alma-Tadema.
5 antonio mancini lady phillips 1909
Dopo ci sono i francesi con importanti opere di Courbet, Corot, innovatori con le loro ricerche per arrivare alle sinuose ed eleganti ballerine di Degas protagoniste dell’Impressionismo. Il passaggio al XX secolo ha come protagoniste le opere davvero importanti di Cezanne, Gaugin, Signac, Toulouse-Lautrec, Van Gogh e molti altri.
Per riuscire a dare un’ampia e particolareggiata visione della complessità artistica del XX secolo sono state scelte le opere emblematiche di grandi maestri quali Modigliani (1884 – 1920), Picasso (1881 -1973), Bacon (1909 – 1992), Lichtenstein (1923 -1997), Warhol (1930 – 1987) così si riesce a fare un importante excursus dalle avanguardie storiche fino agli ultimi decenni del ‘900.
6 george pemba mi dispiace signora 1945
Naturalmente ci sono anche le opere di alcuni artisti africani che per molti visitatori saranno una piacevole scoperta e un arricchimento soprattutto se si riesce a seguire una delle tante visite guidate per adulti e bambini organizzate dal museo.

Didascalie immagini

  1. Jean Baptiste Camille Corot, Paesaggio, olio su tela, cm 15,2 x 18,2, Johannesburg Art Gallery, Johannesburg
  2. Vanessa Bell, Fiori, 1932, olio su tela, cm 105 x 84,7, Johannesburg Art Gallery, Johannesburg
  3. Pierre Bonnard, Tramonto primaverile, 1909, olio su tela, cm 59,2 x 62,2, Johannesburg Art Gallery, Johannesburg
  4. Pablo Picasso, Testa di arlecchino II, 1971, Matita e pastello, cm 50,2 x 65,2, Johannesburg Art Gallery, Johannesburg (© Succession Picasso by SIAE 2015)
  5. Antonio Mancini, Lady Phillips, 1909, olio su tela, cm 90,1 x 76,5, Johannesburg Art Gallery, Johannesburg
  6. George Pemba, Mi dispiace signora, 1945, acquarello, matita su carta, cm 36,4 x 27,9, Johannesburg Art Gallery, Johannesburg

In copertina:
Capolavori della Johannesburg Art Gallery. Da Degas a Picasso
[particolare della locandina della mostra]

Dove e quando

Evento: Capolavori della Johannesburg Art Gallery. Da Degas a Picasso