Al Palazzo Magnani di Reggio Emilia è protagonista Piero della Francesca con una mostra che riunisce l’intero corpus di trattati e opere grafiche dell’artista, oltre a opere sue di altro genere e capolavori pittorici e grafici di grandi maestri del XV e XVI secolo. Il maestro di Borgo San Sepolcro è un artista rinascimentale rivoluzionario, che ha stabilito un connubio inestricabile tra arte e scienza. Si ritiene persino che la sua città d’origine sia scampata al bombardamento della Seconda Guerra Mondiale perché Aldous Huxley affermò che ivi si trovava “il miglior dipinto del mondo”, cioè la Resurrezione di Piero della Francesca.
1 piero della francesca de prospectiva pingendi 1472-1492
Il suo linguaggio è una mirabile sintesi di “spazio-luce-forma-colore”: lo spazio è organizzato razionalmente mediante la prospettiva e reso uniforme da una luce che enuclea con precisione le forme dei corpi e degli oggetti, definiti da una linea prettamente fiorentina e modulati volumetricamente non con il chiaroscuro ma con i toni del colore. L’immobilità e la materia cristallina delle figure, inoltre, contribuiscono ad accentuare un senso enigmatico di astrazione che anticipa persino la Metafisica.
L’evento emiliano presenta Piero nella doppia veste di disegnatore e matematico, mediante preziosi testimoni dei suoi interessi geometrici come i trattati Abaco, Libellus de quinque corporibus, De Prospectiva pingendi (presentato in sette esemplari, latini e volgari) e Archimede, scoperto recentemente.
Il Trattato d’abaco, sorta di compendio di aritmetica, algebra e geometria, contiene un contributo importante, cioè la riscoperta di due dei solidi semiregolari (il tetraedro troncato e il cuboottaedro) già scoperti da Archimede, ma poi obliati. Altri quattro di questi solidi si trovano invece nel Libellus e nel 1619 confluiranno tutti nell’Armonia del mondo di Keplero.
2 piero della francesca san ludovico da tolosa 1460
Di somma importanza e fulcro dell’esposizione è il De Prospectiva pingendi, in cui l’artista parte dalla definizione del punto e della linea per poi esaminare figure piane e solide e studiare sistematicamente le tecniche della prospettiva per la rappresentazione grafica e pittorica. Per quanto non sia stato Piero a inventare la prospettiva, ideata dal Brunelleschi e teorizzata nel trattato De Pictura di Leon Battista Alberti (anch’esso in mostra), egli tento’ per primo di giustificare teoricamente le regole pratiche ormai di moda. Un disegno tratto dal De Prospectiva, infatti, precisa il metodo per proporzionare le misure della pianta dell’ambiente da mettere in prospettiva, quale ad esempio quello della famosa Flagellazione di Cristo, in cui è utilizzata una scacchiera pavimentale per definire le distanze.
Nel trattato in questione, dunque, ritroviamo le dimostrazioni teoriche di ciò che l’artista realizza nelle sue pitture, ad esempio studi di capitelli architettonici o volti che nascono da forme geometriche; molte teste pierfrancescane, infatti, hanno una forma ovoidale, come il viso della Madonna costruito nella Pala di Brera o il volto del San Ludovico da Tolosa (in mostra).
3 albrecht durer lo sportello 1525ca
Il percorso dell’esposizione si fonda su un impianto didattico poiché segue le tematiche affrontate nei capitoli del De Prospectiva: principi geometrici, figure piane, corpi geometrici, architettura, figura umana, proiezione delle ombre e anamorfosi. Dipinti, disegni, manoscritti, sculture, tarsie, medaglie, sembrano quindi pagine da sfogliare. I disegni del trattato, infatti, sono tradotti in modelli tridimensionali per illustrare compiutamente la logica delle loro costruzioni geometriche e sono riprodotti scientificamente gli strumenti della bottega dell’artista rinascimentale per consentire al visitatore di comprendere le tecniche adottate dai pittori per produrre inganni ottici.
Suggestive installazioni multimediali sono parte integrante del percorso e alcune di esse, insieme ad app di navigazione, permettono di comprendere meglio la celebre Città ideale di Urbino, uno dei capolavori della prospettiva rinascimentale. E’ inoltre consultabile in mostra la Biblioteca digitale tematica sui codici del De Prospectiva a cura del Museo Galileo Galilei di Firenze.
4 ercole de roberti i miracoli di san vincenzo ferrer particolare 1473
Sono esposte anche opere di Lorenzo Ghiberti, Ercole de’ Roberti, Domenico Ghirlandaio, Giovanni Bellini, Francesco di Giorgio, Albrecht Dürer, Bernardo Zenale, Antonio da Sangallo il Giovane, Baldassarre Peruzzi, Amico Aspertini, Michelangelo e molti altri.
Il viaggio tra le opere di Piero della Francesca è dunque un’imperdibile immixtio nelle esperienze rinascimentali, che l’artista toscano ha saputo sintetizzare con sapiente e “scientifica” coerenza.

Didascalie immagini

  1. Piero Della Francesca, De prospectiva pingendi, 1472-1492, manoscritto
    Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia
  2. Piero Della Francesca, San Ludovico da Tolosa, 1460, affresco staccato, 123 x 90 cm,
    Museo Civico di San Sepolcro, San Sepolcro, Arezzo
  3. Albrecht Durer, Lo sportello, 1525 ca, xilografia, 132×185 mm,
    Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi, Firenze
  4. Ercole De’ Roberti, I miracoli di San Vincenzo Ferrer (particolare), Predella della Pala Griffoni, 1473, tempera su tavola, 30×215 cm,
    Musei Vaticani, Città del Vaticano

In copertina:
Piero Della Francesca, De prospectiva pingendi, 1472-1492, manoscritto
Biblioteca Panizzi, Reggio Emilia [particolare]

Luogo: Palazzo Magnani, Reggio Emilia

Orari: dal martedì alla domenica e festivi 10.00 – 19.00,
sabato 10.00 – 22.30. Lunedì solo per le scuole

 

Dove e quando

Evento: Piero Della Francesca. Il disegno tra arte e scienza