Assistiamo inermi alle stragi, al delirio umano, al bombardamento di siti archeologici, ma, nonostante tutto, la cultura riesce a parlare un linguaggio universale intriso di speranza e da questa mattina l’Erma di Dioniso (Erma di Mahdia) del Musée National du Bardo di Tunisi – colpito dall’attentato terroristico dello scorso 18 marzo – è in mostra nella sala 8 di Palazzo Strozzi per la prima volta accanto all’Erma di Dioniso (Erma Getty) così da arricchire ancora Potere e pathos. Bronzi del mondo ellenistico per offrire ai visitatori un terzo raffronto. Un prestito fondamentale per il messaggio che estrinseca e palesa la collaborazione internazionale tra le istituzioni italiane e tunisine.
L’Erma di Dioniso fu rinvenuta nel Mediterraneo vicino a Mahdia, al largo della costa orientale della Tunisia nel 1907 ed è parte di un relitto di una nave che trasportava un vasto carico di cui facevano parte statuette, lampade, gambe di letti in bronzo, statue frammentarie, busti, tondi, vasi, candelabri monumentali ed elementi architettonici in marmo. Quasi tutte le opere del relitto sembrano risalire all’età tardo-ellenistica ed erano forse in viaggio dall’isola di Delo a Roma quando furono spinte fuori rotta e affondarono tra l’80 e il 60 a.C. circa.

L’opera – conoscita appunto come l’Erma di Mahdia – ha perso alcune sezioni nella parte bassa frontale e sul fianco sinistro del fusto (restaurate in resina epossidica), un accessorio sulla spalla e appendice sinistre (forse un’altra corona), una voluta del nastro e alcune foglie di vite sulla calotta, e gli inserti degli occhi. La superficie antica e stata corrosa dall’acqua marina e danneggiata dalla successiva pulitura. Il busto di uomo barbuto poggia su un alto fusto rettangolare, con due brevi monconi o appendici ai lati, al posto delle braccia. Il viso, dritto e rigido come una maschera, e incorniciato da capelli e barba stilizzati: tre file di ricciolini circolari sopra la fronte e le tempie; barba e baffi folti, con ciocche a linguella; barba a forma di vanga sul mento, con ciocche spiraliformi parallele, simili a quelle sulla calotta, che scendono sulla schiena e sulla spalla destra. Una complessa corona di nastri avvolti in una sorta di turbante copre quasi tutta la testa, e le estremità del nastro ricadono sulle spalle e lungo i fianchi del fusto. Dove queste terminano, sul davanti dell’erma, sono applicati genitali maschili sormontati da peli pubici. Il “turbante” e le foglie di vite identificano il soggetto come Dioniso, qui nelle vesti arcaizzanti del dio vecchio e misterioso. Le erme – figure ridotte di divinità protettrici – fungevano da cippi di confine (con il fallo come strumento apotropaico) regolarmente decorati da immagini stilizzate di divinità. I capelli e la barba del Dioniso di Mahdia si rifanno soprattutto al cosiddetto Ermes Propylaios, un’erma di Alcamene del tardo V secolo a.C., che offriva una resa arcaistica del dio.
Considerando la complessità della figura e l’esecuzione molto accurata anche sul retro, l’Erma di Mahdia era un’opera a se stante, firmata con orgoglio dall’autore, ed è l’unica scultura bronzea antica di cui abbiamo sia la versione autografa, sia le successive riproduzioni. Sono di uguali dimensioni ed entrambe rappresentano un Dioniso/Bacco con barba, turbante, una schiera ordinata di riccioli fitti disposti rigidamente intorno alla fronte e ordini simmetrici di baffi e barba. L’Erma di Mahdia reca un’iscrizione su un’appendice laterale: «Boeto di Calcedonia fece [questo]».

L’erma del Getty non presenta iscrizioni, ma forse la firma si trovava sull’appendice mancante. L’erma di Mahdia ha subito danni importanti nei duemila anni trascorsi sott’acqua mentre l’erma del Getty, mai finita in mare, ha lineamenti molto più marcati. Il modello in cera di quest’erma non fu lavorato con la stessa accuratezza di quello di Mahdia, le cui finiture più dettagliate includono un elaborato turbante con una ghirlanda d’edera intrecciata. Dato che l’erma del Getty è senza provenienza, e a qualcuno potrebbe sembrare una brutta copia di quella di Mahdia, ne è stata messa in discussione l’autenticità. Vi sono però prove evidenti che si tratta di due erme antiche provenienti dalla medesima officina. La lega dell’erma del Getty fu esaminata nel 1985, quella di Mahdia solo nel 1993, perciò prima di quella data non si poté ottenere una riproduzione moderna della lega, men che meno di un elemento in tracce. Le due leghe hanno gli stessi componenti principali (erma del Getty: circa 70% di rame, 17% di piombo, 13% di stagno; erma di Mahdia: circa 71% di rame, 18% di piombo, 10,3% di stagno) e ognuna contiene anche tracce di cobalto, un elemento insolito per un bronzo; da ciò si evince che i due bronzi ebbero origine dallo stesso lotto di metallo, o dalla stessa colata. L’Erma di Mahdia è molto importante anche perché conserva i pampini (perduti nell’Erma Getty), che aiutano ad identificare la figura come Dioniso, qui nelle vesti arcaizzanti – e meno note – del dio vecchio e misterioso. Anche grazie all’ Erma di Mahdia è stato possibile riconoscere la figura del Getty.
L’autore, Boeto di Calcedonia, era probabilmente l’unico attivo a Lindo e Delo nella prima meta del II secolo a.C. Gli è attribuita la statua di un ragazzo che strozza un’oca (Plinio, Naturalis Historia, 34, 84) e come quest’ultima, nota in varie copie romane, anche l’Erma di Dioniso divento un’immagine popolare replicata in vari materiali e dimensioni, tra cui un altro bronzo (forse parte di una serie?) dall’officina dello stesso Boeto.
Didascalie immagini
- Boeto di Calcedonia Erma di Dioniso (Erma di Mahdia)
II secolo a.C. Tunisi, Musee National du Bardo, inv. F 107 – Iscrizione con lettere punteggiate sull’appendice destra: ΒΟΗΘΟΣΚΑΛΧΗΔΟΝΙΟΣΕΠΟΙΕΙ («Boeto di Calcedonia fece»). - Boeto di Calcedonia, bottega Erma di Dioniso (Erma Getty)
II secolo a.C. Malibu, J. Paul Getty Museum, inv. 79.AB.138 – Apparsa sul mercato antiquario nel 1971, acquisita dal Getty Museum Museum nel 1979 da Cabinet d’Amateurs, Ginevra
In copertina:
Boeto di Calcedonia, bottega Erma di Dioniso (Erma Getty) a sinistra e Boeto di Calcedonia Erma di Dioniso (Erma di Mahdia) a destra
elaborazione grafica © 2015 Andrea Mancaniello in esclusiva per Arte e Arti Magazine
Ulteriori immagini in aggiornamento
Dove e quando
- Fino al: – 21 June, 2015