Per chi ama i pittori fiamminghi può organizzare la visita di EXPO 2015 durante il periodo espositivo della mostra “Da Brueghel a Stomer. Tesori della Pittura Fiamminga” allo Spazio Big Santa Marta dal 16 Maggio al 23 Giugno 2015. 
Un’accurata selezione di circa venti dipinti di scuola fiamminga, curata e organizzata da Caretto&Occhinegro e PromoArt  dove la città di Milano diviene luogo di incontro tra Nord e Sud dell’Europa dell’Arte intesa come concetto universale declinando la divulgazione culturale con un’offerta collezionistica importante. Inoltre è pogtammato un incontro con studiosi e appassionati durante la presentazione di un catalogo specifico dedicato all’analisi di ciascuno dei dipinti,  a loro volta suddivisi in quattro sezioni che aiuteranno la scoperta di una delle più affascinanti stagioni artistiche d’Europa.
Pieter-coeck-van-aelst,-la-lamentazione,-olio-su-tavola,-cm-74x64,5,-1533-ca
La mostra, presenta una prima sezione dedicata al Rinascimento nelle Fiandre e alla ricezione dell’arte italiana da parte degli artisti nordici e tre opere ne mostrano le diversità con Ideale “punta di diamante” la tavola di Pieter Coeck con le sue pose drammatiche e stravaganti. Mentre il Cirsto nell’Orto degli Ulivi di Joachim Beuckelaer è una costruzione piramidale frutto di un approfondito studio del Rinascimento italiano, in cui il rigore della maniera moderna è stemprato dal quel “paesaggio emotivo” che si staglia sullo sfondo della composizione.
Joachim-de-beuckelaer,-cristo-nei-getsemani,-olio-su-tavola,1560-ca
La seconda sezione è esclusivamente dedicata alla leggendaria famiglia dei Brueghel, – creatrice di uno stile riconoscibile e seducente – custodito e perpetrato da ben sette generazioni di artisti e da una sconfinata serie di seguaci e parenti acquisiti lungo tutto il XVII secolo. Le opere esposte, oltre a a soddisfare il collezionista più esigente, permettono di apprezzare, anche al neofita, i colori smaglianti, la vena fantasiosa, quella raffinata qualità delle superfici che ne distingue la scuola fiamminga. Da David Vinckboons ad Abraham Govaerts, fino a Sebastiaen Vrancx i paesaggi scelti sono un caleidoscopio di colori e forme, sulla scia di Jan Brueghel dei Velluti.
Jan-brueghel-il-vecchio,-incontro-tra-carovane,-inchiostro-nero-e-marrone-su-carta,-1603ca,cm-15x21,9
Di quest’ultimo, verrà presentato in anteprima un disegno (Incontro tra Carovane) un tempo proprietà di un museo. L’opera, fresca come se fosse stata schizzata ieri, è servita all’artista come base per realizzare un famoso paesaggio oggi agli Uffizi.
Jan-brueghel-il-giovane-e-jan-van-balen,-diana-e-le-ninfe-spiate-dai-satiri,-1630-ca,-olio-su-rame-cm-28x38
Di suo figlio, Jan Brueghel il Giovane, invece, è possibile ammirare la piccola composizione su rame Diana e le Ninfe spiate dai Satiri. Una sinfonia cangiante di colori domina la scena e sollecita l’occhio: rosso, giallo, verde scuro e celeste intenso. I dettagli sono rifiniti con tocchi minuziosi e delicati. Le forme sono sensuali, lucide e turgide. È l’essenza dello “Stile Brueghel”, studiato per creare qualcosa che sia un assoluto diletto per gli occhi.
Nicola-van-houbraken,-i-camaleonti,-olio-su-tela,-cm-64,5x80,-1690-ca
La terza sezione si configura come una digressione di ampio respiro sulla così detta Golden Age, che oppose idealmente alla pittura fiamminga la sua controparte olandese, fondata su valori civili e su una ricerca volta ad indagare gli aspetti più concreti della vita quotidiana. Emblema della sezione è la Natura morta con granchi e ostriche di Pieter Claesz.  Questa monumentale opera, ascrivibile alla fase matura del Maestro, è un capolavoro di solennità e perfezione compositiva, dove tutto è stato studiato e calcolato disponendo i volumi con equilibrio e attenzione, utilizzando tonalità grigie, quasi argentee, funzionali a narrare la sovrabbondante ricchezza della tavola, autentico monumento alle gioie del cibo. Tra gli altri autori presenti, spiccano nel figurativo Adriaen van Ostade e Jan van Ravesteyn, ma è sicuramente la tela di Nicola van Houbraken ad attirare l’attenzione per il soggetto unico, un gruppo di Camaleonti: È probabile che la scelta sia stata influenzata dal gusto delle Wunderkammer che nel ‘600 ebbero particolare fortuna, all’insegna di un amore  per tutto ciò che di bizzarro, unico e singolare il mondo fosse in grado di offrire a metà strada tra suggestioni estetiche e pseudoscienza
Matthias-stomer,-tobiolo-che-cura-suo-padre,1642-ca
L’ultima sezione è dedicata al Caravaggismo e cnque opere illustreranno il rapporto tra il mondo nordico e la personale interpretazione che gli artisti delle Fiandre seppero fare del linguaggio caravaggesco. Protagonista assoluto, nonché simbolo stesso della mostra, è il dipinto di Matthias Stomer raffigurante Tobiolo che cura suo padre. Delle molte peculiarità che si potrebbero citare sull’opera, basti ricordare che fu di proprietà del Louvre per un periodo di tempo. Il dipinto è considerato come tra i più notevoli, attualmente disponibili, realizzati da Stomer durante il periodo siciliano, cioè quando la pennellata del maestro si fece terrea e ossidata, cedendo ad un verismo crudo e fortemente lontano dagli esiti giovanili, ancora legati alla formazione nordica.
Jan-wouters-detto-stap,-ponzio-pilato-che-si-lava-le-mani,-olio-su-tavola,-cm-106,6x75,1,-1630-ca
Severissimo e solenne, è invece il grande dipinto di Johannes Woutersz detto Stap, raffigurante Ponzio Pilato che si lava le mani. L’opera è dominata dal rosso rubino del drappo di Pilato e le espressioni dei personaggi rivelano la loro origine nordica in quella tensione austera a metà strada tra un acerbo caravaggismo ed i dettami del secolo precedente. Un brano di marcato realismo è fornito anche dall’opera di Werner van denValckert, dal particolare soggetto dell’uomo che prepara il tabacco per la pipa mentre una donna dalle guance rubiconde emerge dal secondo piano intessendo un gioco di sguardi espressivi e veraci.
Pieter claesz monumentale natura morta 06x136,4 opera firmata e datata 1657
A Massimiliano Caretto della Caretto&Occhinegro – espansione dell’attività della Galleria Luigi Caretto di Torino – abbiamo chiesto come è nata questa Società.
“Prima di tutto, abbiamo voluto lanciare con forza un messaggio chiaro: anche nel 2015, anche in Italia, è possibile che ci siano due under 30 intenzionati ad iniziare qualcosa di nuovo e ad iniziarlo effettivamente.” Con l’arte antica?  “Si, proprio con l’arte così detta ‘antica’. Certamente le difficoltà che tutti hanno dovuto affrontare durante questi anni ci hanno spinto a reagire con maggiore entusiasmo e forza ad una situazione per la quale il migliore rimedio è giocare in attacco: la scelta di presentaci, dunque, con una selezione di circa venti opere, tutte selezionate per il loro livello qualitativo, punta a mostrare come anche una realtà emergente, come la nostra, sia in grado di offrire qualcosa di attrattivo e competitivo sullo scenario collezionistico internazionale.”
Avvantaggiati dal background familiare dal quale siete partiti …da sempre Caretto vuol dire arte fiamminga…
” Vero, allacciati alla tradizione, ma con le prossime rassegne puntiamo ad un sistema di ‘crossover’ dove, all’insegna di un tema comune, non verranno escluse ibridazioni con opere anche di altre epoche e scuole, compresa una severa selezione di arte contemporanea: è ora di svecchiare anche questa antifrasi/opposizione ‘antico-contemporaneo’. Questo concetto è desueto, modaiolo e stanco. Esiste solo l’arte che c’è, che ha valore (di forma) e significato (di contenuto) per gli uomini in qualsiasi epoca, che non cambiano mai. In questo senso, anche gli eventi più aggiornati sulla scia internazionale si sono già mossi con fare pioneristico, come la fiera FlashBack di Torino (fantastico il motto della fiera “tutta l’arte è contemporanea”) progetto che ci ha ispirato e nel quale crediamo profondamente.
Verner van den Walckert, la preparazione del tabacco, olio su tavola, cm 67x52, 1620 ca
A tale proposito, devo ringraziare il mio socio, Francesco Occhinegro, che per primo ha puntato con forza su un processo di palingenesi che era necessario e che dovrebbe divenire la priorità per tutti gli operatori del settore, ormai chiamati a trasformarsi da semplici commercianti ad autentici connettori del mondo dell’arte. Oggi un gallerista deve essere anche un intellettuale e, in quanto tale, deve avere un sistema di pensiero con cui muoversi.

 

Didascalie immagini

  1. Pieter Coeck van Aelst, La Lamentazione, olio su tavola, cm 74×64,5, 1533 ca (courtesy Caretto&Occhinegro)
  2. Joachim de Beuckelaer, Cristo nei Getsemani, olio su tavola,1560 ca., cm 83,4×66 (courtesy Caretto&Occhinegro)
  3. Jan Brueghel il Vecchio, Incontro tra Carovane, inchiostro nero e marrone su carta, 1603ca,cm 15×21,9 (courtesy Caretto&Occhinegro)
  4. Jan Brueghel il Giovane e Jan van Balen, Diana e le Ninfe spiate dai Satiri, 1630 ca, olio su rame cm 28×38 (courtesy Caretto&Occhinegro)
  5. Nicola van Houbraken, I Camaleonti, olio su tela, cm 64,5×80, 1690 ca (courtesy Caretto&Occhinegro)
  6. Matthias Stomer, Tobiolo che cura suo padre,1642 ca.,olio su tela, cm 150×200 (courtesy Caretto&Occhinegro)
  7. Jan wouters detto Stap, Ponzio Pilato che si lava le mani, olio su tavola, cm 106,6×75,1, 1630 ca (courtesy Caretto&Occhinegro)
  8. Pieter Claesz, Monumentale Natura Morta con Ostriche, Granchi e Roemer, olio su tela , cm106x136,4, opera firmata e datata 1657 (courtesy Caretto&Occhinegro)
  9. Verner van den Walckert, la preparazione del tabacco, olio su tavola, cm 67×52, 1620 ca (courtesy Caretto&Occhinegro)

In copertina:
Particolare jan-brueghel-il-giovane-e-jan-van-balen,-diana-e-le-ninfe-spiate-dai-satiri,-1630-ca,-olio-su-rame-cm-28×38 (courtesy Caretto&Occhinegro)