Calvario 1Non disperare; uno dei ladri fu salvato.
Non darlo per scontato; uno dei ladri fu dannato.

                                                                                      Sant’Agostino

Un sacerdote nell’intimità del confessionale ascolta impotente il racconto di abusi subiti durante l’infanzia, non vediamo l’uomo che racconta e non conosciamo la sua identità; impossibilitato a vendicarsi sul prete che gli ha usato violenza, lo sconosciuto promette la morte per la domenica successiva al suo interlocutore, eletto capro espiatorio per tutte le colpe della Chiesa d’Irlanda.
Padre James sa chi l’ha minacciato ma non quanto sia capace di mettere in atto i suoi propositi, l’ipocrisia del vescovo che con un pretesto – non ha chiesto l’assoluzione – nega il vincolo di segretezza della confessione lo lascia solo davanti al dilemma morale se informare la polizia o no.
Fedele al mandato per cui si sforza ogni giorno di portare conforto all’umanità che lo circonda, il parroco attende gli eventi tentando di eludere il peso di una condanna di cui non conosce l’effettiva concretezza; in quella manciata di giorni, quasi una nuova Settimana Santa, la sua figura assume una valenza cristologica, con la consapevolezza che a breve potrebbe davvero trovarsi martire innocente davanti al mistero più grande.
Calvario 2
Questo il potente incipit di Calvario, scritto e diretto dall’irlandese John Michael Mc Donagh e in arrivo nelle sale italiane il prossimo 14 maggio distribuito da 20th Century Fox, un dramma venato di arguta ironia che prende di mira non solo l’istituzione clericale ma anche la sua patria stessa: “Mai stati a corto di pistole in questo Paese!
Anche se il tema della pedofilia nel clero rimane tutto sommato sullo sfondo, il film è indubbiamente un feroce atto d’accusa rivolto ai vertici della Chiesa che pur essendo a conoscenza dei fatti hanno preferito occultare ogni crimine nel silenzio.
Calvario 3
Il film è l’espressione visiva dura e senza appello del sentimento di rabbia e rancore che un’intera nazione ha provato davanti alla rivelazione di quelle crudeltà inammissibili, in questo senso il riferimento al finale di Moby Dick presente in una sequenza centrale suona come una vera e propria maledizione che, scagliata contro uomini abituati a studiare le Sacre Scritture, non può certo passare inosservata.
Il capolavoro letterario di Herman Melville si chiude con la morte del Capitano Achab e dell’equipaggio della sua nave inghiottita dagli abissi marini, l’unico a sopravvivere alla furia della balena bianca è Ismaele.
Nella Genesi Ismaele è il figlio illegittimo di Abramo, partorito della schiava Agar, mitico capostipite del popolo arabo, perciò è chiaro il messaggio: l’infedele non cattolico è l’unico a meritarsi di vivere.
Calvario 4
Attraverso la rappresentazione di una piccola comunità Calvario fa un ritratto di fanatismi e diffidenze, provocazioni e intolleranze, dubbi e psicosi che attraversano la società contemporanea.
Il film vanta ottimi interpreti anche nei ruoli secondari come dimostra la presenza di Domhnall Gleeson, ormai lanciato a livello internazionale da film come Anna Karerina di Joe Wright, Questione di tempo di Richard Curtis o Unbroken di Angelina Jolie e nel cast anche del prossimo capitolo di Guerre stellari – il risveglio della forza di J. J. Abrams ancora in lavorazione.
Presente in una sola indimenticabile sequenza, Domhnall divide lo schermo col padre Brendan Gleeson che dà vita al tormento del protagonista reverendo James.
Calvario 5
Caustico e irriverente nel suo humor nero immerso negli spazi sconfinati d’Irlanda, Calvario è un film imprevedibile fino alla spiazzante sequenza finale che lascia interdetti, fornendo materia su cui riflettere.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Brendan Gleeson e Kelly Reilly sono padre James e sua figlia Fiona
  3. Amicizie e ostilità: Aidan Gillen e Killian Scott sono l’infermiere Frank e l’insicuro Milo / Padre James e la fede della francese Teresa interpretata da Marie-Josée Croze / Chris O’Dowd è il macellaio del villaggio
  4. Gli sconfinati panorami d’Irlanda / Il regista John Michael Mc Donagh sul set
  5. L’eterogeneo assortimento di campioni umani che formano la comunità di padre James (© 2014 Twentieth Century Fox Film Corporation / Calvary Films Limited / The British Film Institute)

In copertina:
Brendan Gleeson è lo smarrito padre James (© 2014 Twentieth Century Fox Film Corporation / Calvary Films Limited / The British Film Institute)

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Calvary
  • Regia: John Michael Mc Donagh
  • Con: Brendan Gleeson, Chris O’Dowd, Kelly Reilly, Aidan Gillen, Dylan Moran, Isaach De Bankolé, M. Emmet Walsh, Marie-Josée Croze, Domhnall Gleeson, David Wilmot, Pat Shortt, Gary Lydon, Killian Scott, Orla O’Rourke, Owen Sharpe, David Mc Savage, Mícheál Óg Lane, Mark O’Halloran, Declan Conlon, Anabel Sweeney
  • Sceneggiatura: John Michael Mc Donagh
  • Fotografia: Larry Smith
  • Musica: Patrick Cassidy
  • Montaggio: Chris Gill
  • Scenografia: Mark Geraghty
  • Costumi: Eimer Ní Mhaoldomhnaigh
  • Produzione: Chris Clark, Flora Fernandez Marengo e James Flynn con Elizabeth Eves e Aaron Farrell per Reprisal Films e Octagon Films Production in associazione con Lipsync Productions LLP, Irish Film Board e BFI
  • Genere: Drammatico
  • Origine: Irlanda / Gran Bretagna, 2014
  • Durata: 104’ minuti