Villa la Pietra in the Twenties – Fashion and Lifestyle è una piccola grande mostra temporanea che permetterà a pochi visitatori di immergersi nei ruggenti anni ‘20. Gli appassionati di storia del costume non possono lasciarsi sfuggire l’occasione di ammirare abiti ed accessori originali, esposti negli ambienti della villa sui colli fiorentini che fu della famiglia Acton. La mostra è a cura di New York University Florence e le visite guidate, con prenotazione obbligatoria, sono fissate per il 12 e 15 maggio.
Cinque abiti, appartenuti a Hortense Acton Mitchell, sono ambientati in altrettante stanze della villa: emerge così, tra tessuti preziosi e ricordi di famiglia, un vero “ritratto di signora” a 360°. Molti gli accessori: scarpe (molte di Andrè Perugia, che aveva collaborato anche con Poiret), ventagli, gioielli, tutti perfettamente conservati.

Hortense Mitchell era nata ad Alton, Illinois: figlia di un ricco banchiere di Chicago, sposò nel 1903 Arthur Acton e insieme a lui si stabili in Italia; grazie alla fortuna ereditata dal padre acquistò nel 1907 Villa la Pietra.
Presso la propria residenza gli Acton accoglievano intellettuali, artisti e esponenti dell’alta società italiana e straniera: grazie anche alla personalità di Hortense si era creato un ambiente colto e cosmopolita. Un’abitudine interrotta solo dalla parentesi della seconda Guerra Mondiale.
Gli abiti in mostra, ritrovati recentemente in alcuni bauli da viaggio, si riferiscono ad un periodo che va dal 1907 alla fine degli anni ‘20: è il periodo di massimo splendore della villa, ma il momento in cui Hortense e Arthur realizzano le proprie aspirazioni.
I vestiti sono tutte creazioni originali delle sorelle Callot, una maison parigina che dopo la presenza all’Expo di Parigi del 1900, si era rapidamente affermata. I loro abiti femminili, morbidi e dinamici, spesso ispirati all’Oriente, piacevano a una clientela internazionale. Creati da donne per le donne – una vera rarità al tempo – gli abiti di Callot Soeurs nascono per essere espressione della propria personalità. La maison chiude nel ’37 e delle loro creazioni restano solo un centinaio di pezzi in tutto il mondo, spesso esposti in musei.

La mostra si apre nella deliziosa rotonda, dove venivano accolti gli ospiti: sul manichino un abito dai toni chiari, del 1907, lo stesso che Hortense indossa nel quadro di Julius Rolshoven posto al lato. Si tratta di un capo che ricorda ancora lo stile della Belle Époque, ma anche se richiede ancora l’uso del corsetto, ha una morbidezza già moderna.
Nel salone dei ricevimenti ecco un pianoforte a coda ed eleganti calici in stile Art Déco: accanto un abito corto, quasi in stile “flapper” ricorda le atmosfere descritte da Fitzgerald. Il vestito è del 1929: i roaring twenties volgono al termine, le gambe ormai sono scoperte, le spalline quasi inesistenti, le linee morbide sono fatte per ballare al ritmo veloce del jazz. Nel tessuto compaiono fili di lamè – le Callot furono tra le prime a utilizzarlo – che sicuramente amplificava l’effetto del movimento, così come il fiore di stoffa applicato sul fianco.

Si prosegue con due abiti che ci fanno capire quanto Hortense amasse l’Oriente: da un carteggio con Stibbert sappiamo anche che si documentava sugli abiti di foggia orientale raffigurati in libri e stampe. Entrambi gli abiti sono degli anni ‘20 e hanno fantasie orientaleggianti. Il primo, esposto nella biblioteca, è ampio e comodo ma dalla linea molto originale, fa pensare a una donna abituata a viaggiare: tutto attorno i libri e foto di viaggio testimoniano la curiosità per luoghi lontani. Il secondo, esposto nella sala delle grottesche, è invece un tripudio di colore e di leggerezza: chiaramente ispirato a modelli orientali, ha una linea dinamica, che esalta il corpo femminile.

Tra gli accessori esposti una vera rarità: alcune elaborate spille, parte parure utilizzate dalle donne della corte dell’Imperatore Cinese per adornare speciali copricapi; la particolarità di questi pezzi è l’iridescenza data, come da tradizione, dalle piume del Martin Pescatore opportunamente laccate.

L’esposizione si conclude in una parte della villa raramente aperta al pubblico: la camera padronale. Qui, nell’attiguo bagno/guardaroba, sono sistemati alcuni dei bauli di Hortense: sembra che la padrona di casa sia appena rientrata da un lungo viaggio, forse su un transatlantico, e stia riponendo i suoi bagagli. Davanti allo specchio l’ultimo abito in mostra: come per il primo, si tratta di un modello che ha ancora reminiscenze della Belle Époque, con il pizzo e la seta che terminano in un corto strascico.

Poco oltre una foto a grandezza naturale ritrae Hortense con lo stesso vestito: si sta guardando allo specchio, e per un attimo soltanto si ha quasi l’impressione che stia un po’ guardando noi.
Didascalie immagini
- Abito in seta con dettagli in pizzo (1907) esposto nella rotonda
(Courtesy of NYU Florence) - Abito in seta e pizzo (anni ’20), esposto nel saloncino delle grottesche insieme ad alcuni accessori provenienti dall’estremo Oriente (riquadro a sinistra in basso)
(Courtesy of NYU Florence) - Abito con tessuto e ricami ispirati all’Oriente (anni ’20) esposto nella biblioteca
(Courtesy of NYU Florence) - Decorazioni in materiale composito, parti di parure provenienti dalla Cina e riservate alle donne della Corte Imperiale.
(Courtesy of NYU Florence) - Abito in seta e pizzo, esposto nella stanza da bagno/guardaroba.
(Courtesy of NYU Florence) - Abito in seta con dettagli in pizzo (1907) esposto nella rotonda accanto al ritratto di Hortense Acton Mitchell che indossa lo stesso abito
(Courtesy of NYU Florence)
In copertina:
Abito in seta con dettagli in pizzo (1907) esposto nella rotonda accanto al ritratto di Hortense Acton Mitchell che indossa lo stesso abito
(Courtesy of NYU Florence)
Villa La Pietra in the Twenties – Fashion & Lifestyle
A cura di New York University Florence
- Progetto: Francesca Baldry (Collection Manager, Villa La Pietra, New York University)
- Restauro degli abiti: Claudia Beyer, Costanza Perrone Da Zara
- Visite guidate: 12 e 15 Maggio 2015
Prenotazioni: villa.lapietra@nyu.edu – 055 5007 210
Dove e quando
- Date : 12 May, 2015 – 15 May, 2015
- Sito web