Ci sono voluti tre papi e tre artisti per rendere Roma un capolavoro a cielo aperto: da una parte Urbano VIII, Innocenzo X e Alessandro VII, dall’altra Gian Lorenzo Bernini, Francesco Borromini e Pietro da Cortona. A loro, e a tutti gli altri papi, cardinali, mecenati, pittori, architetti, scultori, incisori che hanno contribuito a far svettare la Roma del Seicento su tutte le altre città dell’epoca, è dedicata una mostra ospitata (fino al 26 luglio) a palazzo Cipolla. Barocco a Roma, la meraviglia delle arti, circoscrive un periodo ben preciso, dal 1600 al 1680, un arco di tempo che corrisponde, anno più, anno meno, con la vita di Bernini, autentico nume tutelare del secolo: un periodo lungo, che vede in realtà al suo interno vivere le diverse anime del barocco.
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C’è quello più classico, di Guido Reni e Alessandro Algardi; c’è quello più ricco e opulento, incarnato alla perfezione proprio da Bernini e dalla pittura calda e sensuale di Pietro da Cortona. C’è poi il barocco di Borromini, che da solo meriterebbe una mostra a parte, e quello 3D di Giovan Battista Gaulli, che con i suoi affreschi non ha niente da invidiare agli effetti speciali dei più spettacolari film d’azione dei nostri giorni.
Atalanta e ippomene
La mostra, nonostante l’evidente impossibilità di trasportare tutte le piazze, gli affreschi, le chiese ed i palazzi barocchi (ma molti di questi sono collegati all’esposizione da eventi satellite, da percorsi speciali e da altre mostre collegate alla principale), riesce a rendere bene l’idea di come la Chiesa, superata non senza fatica la riforma protestante, riaffermi proprio nel ‘600 tutta la sua forza, utilizzando ogni tipo di strumento di propaganda per coinvolgere, meravigliare, emozionare, incantare e sorprendere romani e stranieri, cattolici e –perché no – anche protestanti.
Anania guarisce san paolo
Ad accogliere il visitatore ci pensa in realtà un pittore, Annibale Caracci, che barocco non è, ma che ha contribuito al rinnovamento della pittura tra ‘500 e ‘600 e ha gettato quei semi che daranno i loro frutti nei decenni successivi, con la pittura di altri bolognesi come Lanfranco e Domenichino. Ci sono poi Scipione Borghese e Costanza Bonarelli, due degli straordinari “busti parlanti” di Bernini, che è riuscito a lavorare il marmo come se fosse burro, e a fermare in eterno l’espressione un po’ stupita del cardinal Borghese e quella della donna amata, sempre sul punto di dirci qualcosa.
Progetto san pietro
Ma nel percorso, che mostra anche alcuni ricchissimi pezzi d’arredo, e pittura di paesaggio che finalmente torna ad affermarsi proprio nel XVII secolo, si trova anche qualcosa che non esiste più (o che non è mai esistito in città), come il progetto dei due campanili che Bernini voleva collocare sulla facciata di San Pietro per renderla più equilibrata, o il terzo braccio del colonnato della piazza di fronte alla basilica, progettato ma mai costruito, o le incisioni che mostrano tutte le celebrazioni, le processioni, le parate, gli apparati effimeri, i fuochi d’artificio pensati per fare di Roma una continua, stupefacente, festa mobile.

Didascalie immagini

  1. Simon Vouet Il Tempo vinto dalla Speranza e dalla Bellezza, 1627
    Olio su tela Madrid, Museo del Prado
    (© Photographic Archive. Museo Nacional del Prado. Madrid)
  2. Guido Reni Atalanta e Ippomene, 1615-18 ca.
    Olio su tela Napoli, Museo di Capodimonte
    (Per gentile concessione della Fototeca della Soprintendenza Speciale Per il P.S.A.E. e per il Polo Museale della Città di Napoli)
  3. Pietro Berrettini, detto Pietro da Cortona Anania guarisce san Paolo dalla cecità, 1631
    Roma, Chiesa di Santa Maria della Concezione. Patrimonio del Fondo Edifici di Culto, amministrato dal Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione – Direzione Centrale per l’Amministrazione del Fondo Edifici di Culto
  4. Gian Lorenzo Bernini Proposta alternativa per la facciata di San Pietro, 1645
    Matita nera, inchiostro bruno e acquarello grigio e bruno su carta. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana

In copertina:
Un particolare di: Simon Vouet Il Tempo vinto dalla Speranza e dalla Bellezza, 1627
Olio su tela Madrid, Museo del Prado
(© Photographic Archive. Museo Nacional del Prado. Madrid)

Dove e quando

Evento: Il Barocco a Roma. La meraviglia delle arti