La mostra I segni della guerra rappresenta uno spazio per conoscere e ricordare, ma anche un’opportunità di riflessione su una delle tematiche più complesse e contorte.
Realizzata e curata da Antonio Gibelli e Carlo Stiaccini, questa esposizione ripercorre gli anni della prima guerra mondiale, attraverso gli occhi di chi il conflitto l’ha vissuto in prima persona, dentro le trincee e sui campi di battaglia.

Sono moltissime le testimonianze scritte su lettere e cartoline dai soldati impegnati al fronte, recuperate grazie all’esplorazione dei giacimenti documentari, archivistici, bibliotecari, collezionistici, di stampa periodica locali, tra cui l’Archivio di Stato di Pisa e l’Archivio del cardinale Pietro Maffi, Arcivescovo della città. La ricerca ha anche condotto fuori del territorio, presso istituzioni come l’archivio della Presidenza della Repubblica.
Il Sindaco di Pisa ha sottolineato: “Cento anni trascorsi dall’entrata in guerra del nostro Paese durante la prima guerra mondiale, la Grande Guerra, sono occasione doverosa di riflessione su un evento che come pochi ha marcato il secolo scorso ai suoi inizi, con conseguenze profonde e di lungo periodo sulla storia dei paesi e dei popoli che vi parteciparono. Si tratta di una riflessione non semplice, che deve confrontarsi con opposte ragioni (…) ma anche approfondire come il nostro paese sia uscito fortemente cambiato da quell’esperienza, segnato dai lutti, dalle sofferenze e dai sacrifici, ma anche da una maggiore consapevolezza della propria dimensione e identità. Profondo dunque il significato della mostra che Palazzo Blu ci propone, basata su materiali che raccontano come la città di Pisa visse gli anni della Grande Guerra e caratterizzata da una voce narrante di due combattenti pisani, scelta, quest’ultima, che imprimerà alla mostra una notevole capacità di coinvolgere i fruitori”.

La mostra non ha quindi solo una funzione commemorativa, vuole anche offrire ai visitatori un momento per ripensare a quali sono state le cause e le conseguenze che cento anni fa portarono allo scoppio del primo grande conflitto mondiale. Tenendo conto del carattere talora imprevedibile del corso storico degli eventi, dei meccanismi che spingono le società ad abbracciare cause come quelle nazionalistiche, dell’importanza rivestita dalla pressione dei mezzi di comunicazione di massa opportunamente manovrati, e di come anche le cause apparentemente più degne e rispettabili, possano sfociare in spaventosi esiti distruttivi.

Il direttore scientifico del progetto e curatore della mostra, Antonio Gibelli, ha evidenziato: “La prima guerra mondiale fu in senso pieno guerra totale: non si limitò agli scontri sulle linee dei fronti ma interessò intere nazioni, impegnò tutte le loro energie materiali e intellettuali, provocò l’internamento di civili e masse di profughi, determinò restrizioni alimentari, forme di repressione e limitazioni della libertà. I segni della guerra si incisero profondamente sui territori anche lontano dal fronte e la vita della città, in Italia e altrove, ne fu fortemente coinvolta”.

All’interno del percorso espositivo si alterneranno diverse sezioni, da quella dedicata alla descrizione della guerra attraverso gli occhi dei mobilitati, ai segni della guerra in termini di conseguenze, dall’afflusso dei feriti e dei mutilati ricoverati negli ospedali cittadini, all’accoglienza ai profughi in fuga dopo la battaglia di Caporetto, senza tralasciare gli aspetti legati alla vita quotidiana, dalla propaganda alla censura. Per giungere al ricordo dei festeggiamenti per la vittoria, ma anche la celebrazione del lutto per le migliaia di vittime, accompagnata dall’intitolazione di vie e piazze ai caduti.

Sono molte le iniziative didattiche per le scuole dell’infanzia, primarie e secondarie. Attraverso la mostra bambini e ragazzi potranno recuperare le memorie dei nonni e dei padri, per poter conoscere e collocare avvenimenti e personaggi protagonisti del conflitto. Potranno inoltre creare una loro cartolina e una personale immagine fotografica del conflitto, utilizzando la tecnica del collage.

I più grandi invece saranno coinvolti nel racconto sulla guerra attraverso tecniche di problem solving e ogni laboratorio sarà preceduto da una visita guidata alla mostra.
Didascalie immagini
- Poster
- Palazzo Blu
- Oggetti e indumenti ritrovati della prima guerra mondiale
- Cannone della prima guerra mondiale
- Oggetti ritrovati della prima guerra mondiale
- Oggetti ritrovati della prima guerra mondiale
- Tecnologia della prima guerra mondiale
In copertina:
Poster – particolare
courtesy Palazzo Blu
Dove e quando
Evento: I Segni della Guerra Pisa 1915-1918: una città nel primo conflitto mondiale
- Fino al: – 05 July, 2015
- Sito web