Edoardo è un diciassettenne affetto da una malformazione al prepuzio custodita come un ingombrante segreto, che nel silenzio ha amplificato le sue insicurezze, soprattutto negli approcci con le ragazze.
Soggetto alle pressioni del mondo che dà sempre troppa attenzione al sesso, il ragazzo si confronta con le figure maschili che gli sono più vicine sentendosi sempre più inadeguato: davanti all’esuberanza dell’amico Arturo che millanta le più ardite esperienze, alla sicurezza del padre quando racconta l’intraprendenza con cui ha conquistato l’amore di sua moglie; persino la sorellina minore Olivia, impegnata a pianificare l’accoppiamento del cane di casa Teagan, sembra unirsi inconsapevolmente al coro che opprime il fratello mettendolo in fuga davanti alle sue paure.
L’arrivo dell’estate, il ritorno per le vacanze dell’amica e vicina di casa Bianca di cui Edo è da sempre un po’ innamorato, gli incontri con altre ragazze, aumenteranno le occasioni per esporre la pelle al sole e le situazioni di disagio in cui il ragazzo dovrà fare i conti con se stesso.

All’esordio nel lungometraggio di finzione dopo il documentario Hit the road, nonna (2011), il regista Duccio Chiarini adotta la fimosi1 come pretesto narrativo per raccontare quel momento di transito tra adolescenza e introduzione all’età adulta in cui ogni individuo deve affrontare le proprie paure e insicurezze.
In una società ben poco evoluta in materia di modelli, dove il vero maschio sempre sicuro di sé ancora impera – nella prestanza sessuale come in nessun altro campo – soprattutto gli adolescenti sono vulnerabili ed esposti alla pressione che questi falsi miti esercitano sempre in modo pesante.

Immagini di perfezione virile adottate prevalentemente dal consumismo per generare bisogni all’acquisto, troppo spesso sono terreno fertile per l’omofobia che di insicurezze mai risolte si nutre e solo dopo aver superato i limiti di questi falsi modelli si possono riconoscere anche le proprie fragilità.
Short skin – i dolori del giovane Edo con un perfetto equilibrio tra realismo e commedia racconta l’adolescenza con una punta di malinconica ironia, senza scadere mai nella caricatura o nel cattivo gusto, dimostrando delicatezza nell’affrontare il tema – ancora troppo tabù – dell’educazione sessuale tra i giovani. Il linguaggio ‘fiorito’ dei ragazzini regala verità al film, e a noi più di una risata.

Girato sulla costa toscana prevalentemente tra Pisa e Forte dei Marmi, Short skin – i dolori del giovane Edo sceglie di eludere connotazioni geografiche precise per dare al racconto respiro universale, in questo senso l’ambientazione in mezzo al mare sulle palafitte dei pescatori ha il sapore di un luogo sospeso nel tempo e nello spazio che potrebbe essere ovunque, perché sono le emozioni umane raccontate qui adesso e sempre.
La qualità del risultato deve molto anche a un ottimo lavoro di selezione degli attori che ha occupato ben quattro mesi dei sette impiegati per la preparazione del progetto.

Praticamente tutti esordienti i protagonisti: Matteo Creatini che nella vita è un cantante rap ha messo da parte la sua esuberanza per dare corpo alla timidezza di Edoardo, Nicola Nocchi nel ruolo di Arturo incarna un certo tipo di adolescente travolto dalla tempesta ormonale che salita su fin sopra gli occhi offusca il cervello, la giovanissima Bianca Ceravolo – tredici anni al momento delle riprese – regala a Olivia la sorella di Edo tutta la sua simpatia [la cartella stampa del film informa che dopo due giorni sul set dava già consigli al regista].
Tra gli altri interpreti la bravissima Bianca Nappi, già apprezzata in film come Mine vaganti di Ferzan Ozpetek, è la mamma del protagonista Daniela.

Il film ha avuto un iter produttivo insolitamente veloce per la realtà italiana grazie soprattutto a Biennale College, entità collaterale alla Mostra del Cinema di Venezia che tra i circa trecento progetti che riceve ogni anno da tutto il mondo ne seleziona una dozzina da sviluppare in un apposito seminario, poi una commissione qualificata di operatori del settore sceglie tra essi tre film da realizzare; Toscana Film Commission e Regione Toscana hanno dato apporto economico e logistico per completare l’opera.
Il progetto di Duccio Chiarini oltre a esser diventato realtà ha trovato un distributore internazionale ed è entrato nel listino della Good Films, che dal 23 aprile lo distribuisce nelle sale italiane, ancor prima dell’esordio ufficiale lo scorso settembre alla 71ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Dopo l’uscita italiana Short skin – i dolori del giovane Edo arriverà sugli schermi anche in Francia, Portogallo, Grecia, Regno Unito, Norvegia, Hong Kong e Australia, un bel risultato per un film piccolo e indifeso, davanti alle logiche di mercato che troppo spesso penalizzano gioiellini rari come questo, a cui auguriamo ogni fortuna.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- Matteo Creatini è Edoardo, sospeso tra paure e spinte verso il futuro
- Edoardo e l’inseparabile amico Arturo interpretato da Nicola Nocchi
- Edoardo e Bianca, l’oggetto dei suoi sentimenti interpretato da Francesca Agostini
- Il nuovo incontro: Elisabetta / Elisabetta e Lara in concerto interpretate da Miriana Raschillà e Lisa Granuzza di Vita / Arturo, l’esuberanza ormonale dell’adolescenza / I casottini dei pescatori in mezzo al mare emblema di un ovunque universale
- Bianca e Edoardo: sguardi persi nel futuro
- Il regista Duccio Chiarini tra i suoi attori, da sinistra a destra Matteo Creatini, Francesca Agostini, Bianca Ceravolo e Nicola Nocchi
[foto di Andrea Mancaniello]
(© 2014 Le Règle du jeu)
In copertina:
Matteo Creatini è l’introverso protagonista Edoardo (© 2014 Le Règle du jeu)
NOTE
1 La fimosi è una patologia che presenta un restringimento dell’orifizio prepuziale per cui la pelle non riesce a scoprire completamente il glande, la soluzione chirurgica equivale di fatto alla circoncisione.
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Short skin – i dolori del giovane Edo
- Regia: Duccio Chiarini
- Con: Matteo Creatini, Francesca Agostini, Nicola Nocchi, Miriana Raschillà, Bianca Ceravolo, Bianca Nappi, Michele Crestacci, Francesco Acquaroli, Crisula Stafida, Anna Ferzetti, Lisa Granuzza di Vita
- Soggetto: Duccio Chiarini, Ottavia Maddeddu, Miroslav Mandic
- Sceneggiatura: Duccio Chiarini, Ottavia Maddeddu, Marco Pettenello con la collaborazione di Miroslav Mandic
- Fotografia: Baris Ozbicer
- Musica: Woodpigeon
- Montaggio: Roberto Di Tanna
- Scenografia: Ilaria Fallacara
- Costumi: Ginevra De Carolis
- Produzione: Biennale College Cinema, Duccio Chiarini e Babak Jalali per La Règle du Jeu con la produzione esecutiva di Ginevra Elkann e Francesca Zanza per Asmara Films con la partecipazione di Regione Toscana e Toscana Film Commission
- Genere: Commedia
- Origine: Italia, 2014
- Durata: 86’ minuti