Tre mostre dedicate a Lipchitz rendono omaggio alle donazioni di opere dell’artista effettuate dalla Fondazione a lui intitolata. Jacques Lipchitz a Monaco, Firenze e Prato. Disegni per sculture 1910-1972 è il progetto congiunto del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi (GDSU) con i
l Museo di Palazzo Pretorio, che segue l’esposizione tenutasi a Monaco dal 2 ottobre al 7 dicembre presso la Graphische Sammlung.
Fino al 3 maggio la sala al pian terreno di Palazzo Pretorio e gli spazi della Sala Detti del GDSU e la Sala del Camino al Piano Nobile degli Uffizi ospitano i disegni dello scultore lituano (Druskieniki 1891 – Capri 1973) illustrandone l’intera carriera artistica, dagli anni Dieci e ai primi anni anni Settanta del Novecento, un periodo fortemente segnato dai due Conflitti Mondiali e dalle nuove aperture degli anni Sessanta.

“Seguendo semplicemente la sua vita, potremmo ripercorrere molta della storia dell’arte del Novecento e vedere come lui ne sia stato tra i protagonisti”, afferma il collezionista pratese Giuliano Gori, prezioso intermediario nelle donazioni pratesi.Fu una vita itinerante, quella di Lipchitz: nacque a Druskieniki nel 1891, quando la Lituania faceva parte dell’Impero Russo. Ben presto si trasferì con la famiglia a Parigi, allora capitale della cultura artistica, dove divenne protagonista del nuovo linguaggio figurativo, accanto a Picasso, Modigliani, Gris. A causa delle origini ebree, nel corso della Seconda Guerra Mondiale emigrò negli Stati Uniti, portando con sé il suo sapere artistico. Negli anni Sessanta fece ritorno in Europa: dal 1963 si stabilì a Pietrasanta e sempre in Italia morì, a Capri, dieci anni dopo. Le sue spoglie riposano oggi a Gerusalemme.

Durante il lungo e intenso arco della sua vita lo scultore fece proprie tendenze artistiche eterogenee e le traspose nella terza dimensione.
Prendendo le mosse dal primitivismo approdò presto al cubismo, di cui è considerato il fondatore in scultura. “Il Cubismo è una porta che gli apre non uno stile ma una filosofia, cioè il modo di guardare lo spazio per poi rimodellarlo alla sua maniera, per comporre il suo linguaggio, la sua personale musica spaziale”, sostiene nel bel saggio in catalogo Kosme de Barañano, il maggior esperto dell’artista lituano.
Elaborò presto un nuovo linguaggio figurativo, risultato dall’assimilazione delle principali novità dei principali artisti suoi contemporanei – lo stile lineare di Modigliani, la frammentazione spaziale di Picasso e Gris, le forme tubolari di Léger – ma anche dei grandi maestri del passato (la religiosità verticale e le forme di El Greco, la negazione della geometria nella ricerca del ritmo della macchia derivate da Tintoretto e Goya..) e la mostra, attraverso i disegni, dà prova di ciò.

Attraverso i disegni, la sua prima espressione creativa, è evidente un accurato studio delle forme, che si intrecciano tra loro dando vita a pieni e vuoti che si alternano nella ricerca di un equilibrio. Un equilibrio dinamico.
La tensione degli opposti si trasforma in Lipchitz in fusione di incontri di opposti: spontaneità e completezza, energia formale della tradizione e impeto sperimentale sono facce diverse della stessa medaglia, evidenti tanto nei disegni quanto nelle sculture. Disegni percepiti come strumenti di indagine, realizzati sia prima che dopo la realizzazione dell’opera in scultura. Afferma Kosme de Barañano, “Lipchitz definisce la sua creazione come un insieme o un flusso di pensieri, di idee, di ‘incontri’ ” che si concretizza in una forma pensata con le mani. Le sue, infatti, sono state definite ‘thinking hands‘, ‘mani pensanti‘ che, modellando la creta e il gesso, traducono il suo pensiero visivo in forma scultorea, e che sono quindi i suoi utensili di lavoro. Aggiunge Kosme: “Nei gessi si evidenzia la sensualità essenziale delle mani (e della tecnica) di Lipchitz: della sua musica silenziosa e del suo universo di forme. Come dichiara l’artista alla fine della sua vita: ‘ Le terrecotte e i modelli in gesso sono la base della mia ispirazione, la mia vera opera originale e la proprietà più preziosa che possiedo’ ”.

Prendono vita così le sue cosiddette ‘sculture trasparenti’, che lasciano cioè intravedere lo spazio circostante. Forte è la polarità tra il senso di leggerezza e di ariosità e il senso di pesantezza, l’aspetto massivo e austero della forma, che si coglie perfettamente nel passaggio tra la progettazione grafica e la realizzazione dell’opera tridimensionale. Aspetti che emergono anche nella produzione scultorea di Lipchitz, con un analogo processo di lievitazione e alleggerimento delle forme, che si fanno sempre più “fiammeggianti”. Un percorso che trova forti riscontri tra le aspre tensioni e le creative speranze che caratterizzano l’epoca storica vissuta da Lipchitz.

La mostra Jacques Lipchitz a Monaco, Firenze e Prato. Disegni per sculture 1910-1972 festeggia la duplice donazione di opere su carta – oltre 60 opere tra disegni, acqueforti e un taccuino di schizzi, destinata dalla Fondazione Jacques e Yulla Lipchitz al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi a Firenze e, appunto, alla Statiche Graphische Sammlung di Monaco, dove è già stata esposta nello scorso autunno.
A queste opere si aggiungono nell’attuale esposizione quelle recentemente donate dalla stessa Fondazione al Museo di Palazzo Pretorio, che conserva un consistente nucleo di opere dell’artista: 21 sculture in gesso, alcune delle quali esposte in collezione permanente al terzo piano, un bronzo (il Prometheus, che dall’11 settembre 2013 si trova in Piazza del Comune, proprio davanti la facciata di Palazzo Pretorio) e 43 disegni donati due anni fa dalla Fondazione, grazie anche alla preziosa mediazione dell’imprenditore e collezionista pratese Giuliano Gori. Una donazione disposta nel giugno 2011 dall’avvocato Hanno Mott, erede e attuale presidente della Fondazione, a favore del Comune di Prato. Negli spazi al piano terra è visibile l’intera collezione di disegni e due disegni in gesso patinato (Model for Lesson of a Disaster e Return of the Prodigal Son).

La donazione pratese rispetta il desiderio espresso da Yulla Halberstadt, scultrice berlinese moglie di Lipchitz, vedova di pochi mesi, in occasione della presentazione della Forma Squadrata con Taglio di Henry Moore in Piazza San Marco, nel 1974. Yulla rimase affascinata dall’accoglienza calorosa della città e fu colpita dall’entusiasmo dei pratesi nell’accogliere l’opera di Moore, col tempo divenuta una sorta di logo identificativo del luogo. “Ricordo come, sempre nella stessa occasione, ella affermasse la convinzione che una città di provincia molte volte possa essere ben più idonea custodire un lascito di opere monografiche moderne di una grande città, normalmente troppo impegnata a gestire tante opere e istituzioni culturali”, ricorda Giuliano Gori. E, dopo 38 anni, la promessa è stata mantenuta.
Una visita alla mostra pratese è anche l’occasione per inaugurare la PratoMusei Card, la nuova tessera con validità di tre giorni consecutivi, nata dalla sinergia tra i quattro principali musei della città (Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Museo del Tessuto, Museo di Palazzo Pretorio, Musei Diocesani, si veda nei contenuti Extra a lato della pagina), che si affianca alla card ‘Amici del Pretorio’ (si veda sempre a lato della pagina).

La Sala Detti del Gabinetto Disegni e Stampe e l’adiacente Sala del Camino al Piano Nobile del complesso vasariano accolgono invece 62 opere tra i disegni e le stampe donate donati agli Uffizi e alla Graphisce Sammlung di Monaco, insieme a due sculture appartenenti a Palazzo Pretorio (Pegasus o La nascita delle Muse e Hagaar). In piena sintonia con la mission dell’istituto fiorentino, il lascito al GDSU risponde ad almeno tre delle caratteristiche della storica collezione fiorentina, prerogative volute da Leopoldo de’ Medici fin dal 1665, quando affidò a Filippo Baldinucci l’incarico di ordinare, classificare e accrescere la propria raccolta di disegni: la volontà di raccogliere nella collezione artisti contemporanei; il desiderio di documentare figure e aspetti rilevanti dell’arte non solo italiana e, non ultimo, l’interesse particolare verso la grafica degli scultori.
Tre sedi prestigiose si uniscono e formano una squadra al servizio della cultura.
Didascalie immagini
- Jacques Lipchitz, Senza Titolo, 1913
matita gesso e matite colorate su carta, datato in alto a sinistra in gesso 1913, 197×157 mm, Firenze, GDSU, inv. 123664 - Jacques Lipchitz, Musicisti, 1910-12 ca,
inchiostro e acquerello su carta, 286 x 172 mm, Museo di Palazzo Pretorio, Firenze - Jacques Lipchitz, Il nostro Albero della Vita, 1962-1972 ca,
matita e matita colorata su carta, 337×237 mm, Prato, Museo di Palazzo Pretorio - Jacques Lipchitz, Il Ratto di Europa, 1938 ca,
penna e inchiostro, guache su carta, 279×210 mm, Statliche Graphische Sammlung Monaco, inv. 20169Z - Jacques Lipchitz, Modello per Lezione di un Disastro,
a sin disegno: 1960 ca, matita su carta, 180×103 mm; a des scultura in gesso patinata, 165×149,9×127 cm, Prato, Museo di Palazzo Pretorio - Jacques Lipchitz, Madre e Figlio, 1939,
inchiostro e acquerello su carta, 310×234 mm, Prato, Museo di Palazzo Pretorio - Jacques Lipchitz, Senza Titolo, La Via dell’Esilio, 1945-50ca,
incisione, acquaforte e acquatinta, 361×263 mm, lastra 349×249 mm, Firenze, GDSU, inv. 123683
In copertina:
Jacques Lipchitz, Musicisti (particolare), 1910-12 ca,
inchiostro e acquerello su carta, 286 x 172 mm, Museo di Palazzo Pretorio, Firenze
Cataloghi:
- Jacques Lipchitz. Sculture e Disegni (Palazzo Pretorio Prato) – Silvana Editoriale
- Jacques Lipchitz a Monaco e Firenze. Disegni per sculture 1910-1972. Una donazione (GDSU Firenze, Graphische Sammlung Monaco) – Giunti
La PratoMusei Card è acquistabile nelle biglietterie dei musei partner (13 € la formula individuale, 26 per il formato famiglia) oppure online a prezzi scontati (rispettivamente, 10 e 23 €), che consente l’ingresso illimitato ai musei, la libera circolazione sulla rete di trasporto pubblico cittadino (Cap Autolinee), vantaggi, sconti e agevolazioni con hotel, ristoranti, parcheggi, esercizi commerciali e strutture convenzionate.
Card ‘Amici del Pretorio’: in occasione del primo compleanno/genetliaco dalla riapertura, il Museo ha pensato ad una speciale tessera fedeltà – annuale e nominale – in regalo a tutti i giovani pratesi che hanno compiuto 18 anni tra il 12 aprile 2014 e il 12 aprile 2015 (1689, dati Ufficio Statistica del Comune) e a tutti i pratesi nati in data 12 aprile (535 cittadini) per un totale di 2224 card gratuite. Un omaggio, ma anche un chiaro segnale del desiderio di far avvicinare la cittadinanza al suo Museo Civico. Per tutti gli altri, dal 10 aprile è possibile acquistare la Card, suddivisa in 4 categorie: base (40 €), sostenitore (100 €), e business per le aziende (300 €).
Dove e quando
Evento: Jacques Lipchitz a Monaco, Firenze e Prato. Disegni per sculture 1910-1972
- Fino al: – 03 May, 2015
- Indirizzo: Palazzo Pretorio – Piazza del Comune, 59100, Prato
- Sito web