Il percorso per arrivare alla Villa Reale di Milano va reso il più interessante possibile per riuscire a immagazzinare più cose belle e arrivare a godersi la mostra delle opere di Medardo Rosso carichi e pronti a chiudere in bellezza.
In piazza Duomo, dopo avere dato un’occhiata alle caratteristiche e svettanti guglie della cattedrale si può andare a vedere una delle mostre aperte a Palazzo Reale, sono tante e molto interessanti anche per soddisfare le esigenze di tutti coloro che verranno a Milano in occasione dell’Expo quindi è meglio che ognuno scelga da solo se continuare e vedere qualcosa di più o se cambiare completamente.

In quest’ultimo caso il consiglio è di andare alla GAM a Villa Reale in via Palestro, ma è meglio andarci a piedi per svetrinare un po’ lungo via Manzoni godendo delle novità molto spesso esposte in maniera artistica e arrivare in via Montenapoleone e via S. Andrea dove durante la settimana della moda è stata aperta la mostra “Sopra il sotto – Tombini Art raccontano la città cablata”.
L’idea davvero carina è di Monica Nascimbeni ormai testata in questo tipo di interessanti interventi: più di 20 tombini di queste due strade sono stati ricoperti con opere ideate da altrettanti grandi della moda da Giorgio Armani a Missoni, da Etro a Emilio Pucci e tanti altri. Camminando si rimane sorpresi e incantati da queste opere che poi, dopo gennaio 2016, saranno tolte, restaurate, battute all’asta e il ricavato sarà interamente devoluto in beneficenza da Metroweb a favore dell’organizzazione no profit Oxfam Italia. Ottimo!

Bene, dopo essersi divertiti a riconoscere lo stile dei grandi della moda si raggiunge in po’ più di quattro passi Villa Reale (GAM via Palestro 14) dove oltre alle sue 15 opere permanenti è aperta sino al 31 maggio 2013 la mostra “Medardo Rosso. La luce e la materia” con altre 58 opere tra fotografie e sculture: è proprio la perfetta ciliegina di questo percorso.

Medardo Rosso (Torino 1858 – Milano 1928) è uno scultore davvero sui generis tanto da essere espulso dall’Accademia di Brera quando, scoperta la sua vocazione più che ventenne, decise di andare a imparare come organizzare questo suo nuovo lavoro. La sua forza interpretativa contrastava in maniera eccessiva con gli stretti canoni artistici del momento così si appoggiò alla cultura positivista e della tarda scapigliatura lombarda per creare.
I suoi primi lavori dimostrano l’interesse sempre presente verso la realtà rappresentata in una fusione del tutto personale con obiettività e soggettività tanto da raggiungere piano piano la capacità di riuscire a unire la figura reale con l’atmosfera che la circonda smussando in maniera dolcemente carezzevole angoli e spigoli.

E, vedendo così tante opere insieme mi è venuta spontanea una considerazione che non mi era mai saltata agli occhi: come mai le sue figure sono molto spesso inclinate da una parte? Poiché si fanno sempre risalire all’infanzia i comportamenti successivi mi è venuto spontaneo pensare che quando era piccolissimo fosse rimasto particolarmente affascinato da una persona che lo accarezzava amorosamente e lo guardava con tanto affetto inclinando il viso da una parte.
Ma come mai anche le persone sono spesso inclinate? Non è certo una sfida tecnica perché il baricentro lo regola con la base più o meno grande: e allora? Aveva dei difetti d vista? O anche quella posizione era stata immagazzinata con la conoscenza di una persona un po’ claudicante? Le mie ricerche sono cadute nel vuoto perché nessuno ne parla.

Non resta che fare considerazioni proprie e godersi la bellezza di quello che ha creato.
Didascalie immagini
- Tombino Art Laura Biagiotti / Tombino Art Versace / Tombino Art Emilio Pucci (foto © Sergio Caminata)
- Tombino Art Prada / Tombino Art DSquared2 / Tombino Art Metroweb Santi Istituto Marangoni (foto © Sergio Caminata)
- Medardo Rosso: Bambino malato / Birichino / Ruffiana
- Medardo Rosso – La luce e la materia, l’allestimento (Foto © Fabrizio Stipari – 24OreCultura)
- Medardo Rosso – La luce e la materia, l’allestimento (Foto © Fabrizio Stipari – 24OreCultura)
In copertina:
Medardo Rosso – La luce e la materia, l’allestimento
[particolare]
(Foto © Fabrizio Stipari – 24OreCultura)