Anatomia di una rivelazione. Fresco vincitore dell’Oscar al miglior lungometraggio documentario Citizenfour di Laura Poitras è una visione capace di cambiare la percezione del mondo, con tutta la tecnologia a nostra disposizione che mentre semplifica la vita diventa a nostra insaputa catena che segrega.
Film di spionaggio ci hanno abituato a immaginare complotti mondiali di entità tentacolari che stritolano l’individuo, ma davanti alla finzione possiamo pensarci al sicuro conservando sugli occhi l’ultimo velo dell’incredulità; un reportage come Citizenfour non ha rete di salvataggio per le nostre illusioni e possiamo solo arrenderci all’aberrante realtà che scorre indisturbata sotto le apparenze.
Una didascalia sullo schermo informa che da quando la regista ha realizzato il film sulla guerra in Iraq My country my country (2006), che insieme al successivo The Oath (2010) su Guantanamo e a Citizenfour costituisce una trilogia sull’America post 11 settembre, il suo nome è finito in una lista segreta e ogni volta che deve attraversare la frontiera degli Stati Uniti è trattenuta per ore in aeroporto con interminabili interrogatori; testimonianza diretta che certi poteri occulti al servizio di governi ufficiali, non sono una favola a cui si può essere liberi di non credere.

Il coraggio di Laura Poitras, che non ha mai ceduto alle intimidazioni continuando il suo lavoro d’indagine e denuncia, ha attirato l’attenzione di un anonimo analista informatico che con lo pseudonimo ‘Citizenfour’ l’ha contattata con mail criptate nel gennaio 2013.
Lo sconosciuto ha suggerito anche il coinvolgimento del giornalista Glenn Greenwald, vista la quantità delle informazioni da rendere pubbliche, e fornito prove dell’esistenza di programmi che registrano del tutto illegalmente a livello mondiale ogni conversazione telefonica, email e in generale ogni dato elettronico esistente, dal semplice acquisto per carte di credito alla posizione geografica dei cellulari; un’immane quantità di dati che va a confluire in un archivio a disposizione del Dipartimento della Sicurezza degli Stati Uniti [NSA] e di vari servizi segreti in altri stati.

L’NSA fornisce anche a governi stranieri compiacenti i mezzi per registrare ogni informazione in cambio del più completo e totale accesso ai dati raccolti.
Perciò, nonostante lo scandalo sollevato dalle intercettazioni al cellulare della cancelliera tedesca Angela Merkel, dopo la rivelazione che tutti gli attacchi con droni1 effettuati dall’esercito USA nel mondo passano per la base di Ramstein in Germania, è difficile ridefinire ruoli e rapporti tra collaborazione o coercizione delle due amministrazioni.
Questi mezzi di sorveglianza di massa hanno una potenza praticamente illimitata, perché individuato un obiettivo e identificate le sue tracce digitali [ricerche su Google, abbonamenti ferroviari, registrazioni di prestiti in biblioteca e quant’altro], è possibile sapere praticamente tutto della sua vita, da quello che mangia ai libri che legge, e non solo da adesso in poi ma anche retroattivamente frugando nel passato.

William Binney, dopo oltre trent’anni di servizio nell’NSA l’ha lasciato dopo l’11 settembre in aperta polemica con i nuovi protocolli, è diventato famoso come whistleblower2 e nel film racconta il suo lavoro di sviluppo dei software che permettono analisi automatizzate, cioè programmi che oggi consentono di cavalcare l’oceano d’informazioni immagazzinate estraendo i dati prescelti o di trovare la chiave per decriptare codici alla velocità di mille miliardi di tentativi al secondo.
Tempora è forse il più invasivo programma al mondo in dotazione ai servizi segreti del Regno Unito, lo statunitense Prism registra tutte le attività su Google, Skype, Youtube, Yahoo, Hotmail, Facebook e molte altre realtà incluse quelle in ambienti Apple; le aziende tradiscono la fiducia dei loro clienti, a volte dietro compenso, rovesciando quel rapporto di ‘servizio’ e fedeltà che in democrazia dovrebbe vincolare l’autorità eletta agli elettori, trasformandolo in una relazione distorta tra controllore e controllati3.

Edward Snowden alias Citizenfour, giovane impiegato per la CIA e per l’NSA disgustato dalla sorveglianza di massa di cui era testimone col suo lavoro, deluso dal tradimento di ogni principio etico da parte di una figura come il presidente Obama – i discorsi fatti nella corsa alla Casa Bianca avevano acceso la speranza del cambiamento in milioni di persone – ha deciso che il mondo doveva conoscere la verità.
Snowden temeva l’identificazione dello scoop con la sua immagine, usata magari per distrarre l’attenzione, ma ha scelto comunque di uscire allo scoperto per dare più forza alle sue denunce; il film ce lo mostra nei giorni convulsi delle prime rivelazioni con Laura Poitras e Glenn Greenwald in un hotel di Hong Kong, mentre fuori si scatena una tempesta mediatica mondiale.

Cosciente di dover rinunciare alla sua vita e agli affetti, oggi Edward Snowden è a Mosca protetto da un asilo politico valido solo fino al 2017, il governo degli Stati Uniti che ha annullato il suo passaporto lo ha incriminato per tre diversi reati in base all’Espionage Act4, una legge della prima guerra mondiale che di fatto lo equipara a una volgarissima spia.
Distribuito in sala da I Wonder Pictures dal prossimo 16 aprile, Citizenfour è una visione necessaria per acquisire coscienza della terribile minaccia che incombe. Al momento gli individui nel mondo a vario livello sotto sorveglianza dell’NSA sono all’incirca un milione e duecentomila persone, tra esse i giornalisti e le persone come Snowden che lottano a rischio della vita per portare la verità a conoscenza di tutti.

Senza la certezza di una sfera personale inviolabile non possono esserci libertà e democrazia, il mondo sta virando pericolosamente verso forme autoritarie e la raccolta d’informazioni sulla popolazione è la prima cosa che nella storia i regimi dittatoriali hanno fatto per consolidare il loro potere.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- Notte su Rio de Janeiro, Brasile e tramonto su Berlino, Germania, due dei luoghi in cui si muove l’inchiesta del film / Una mail criptata di Citizenfour a Laura Poitras /
Jacob Appelbaum insegna agli attivisti di Occupy Wall Street, tutti sotto sorveglianza illegale dell’NSA, a proteggersi - Il giornalista e avvocato Glenn Greenwald, ha fondato con i colleghi Jeremy Scahill e Laura Poitras il sito d’informazione The Intercept /
Jeremy Scahill reporter autore della sceneggiatura dello scomodo Dirty Wars candidato all’Oscar 2013 / Ewen Mac Askill dell’inglese The Guardian - Keith Alexander direttore dell’NSA mente al Congresso degli Stati Uniti, 2012 / Sito d’intercettazione dei cavi sottomarini per il programma Tempora in dotazione al GCHQ inglese a Bude, Regno Unito /
2011: fasi di costruzione del più grande deposito al mondo di intercettazioni dell’NSA a Bluffdale nello Utah - William Binney durante una conferenza / Ladar Levison, fondatore del servizio di mail crittografata Lavabit usato da Edward Snowden, ha denunciato pressioni dell’FBI / Jacob Appelbaum, giornalista esperto di sicurezza informatica,
lavora al progetto Tor per l’anonimato su internet / Un grafico che mostra il flusso di dati raccolti nel mondo, più sono larghe le fasce nere sulla cartina maggiore la quantità di dati rubati - Edward Snowden alias Citizenfour, analista informatico per l’NSA
- Edward Snowden nella sua stanza al Mira Hotel di Hong Kong con i giornalisti Glenn Greenwald e Ewen Mac Askill / L’intervista filmata da Laura Poitras rimbalza sui megaschermi in strada anche a Hong Kong
.
(© 2014 Praxis Films)
In copertina:
Edward Snowden con le sue rivelazioni ha dato corpo ai sospetti di un controllo sistematico su ogni tipo di comunicazione, ma di proporzioni largamente superiori e più invasive a qualsiasi ipotesi possibile
.
(© 2014 Praxis Films)
NOTE
1 Con il termine comune ‘droni’ si indicano oggetti volanti comandati a distanza, tecnicamente APR Aeromobili a Pilotaggio Remoto, impiegati in campo civile per riprese aeree o ricerche di dispersi in zone impervie, sono utilizzati in campo militare per sorvegliare obiettivi sensibili e – ormai le prove sono inconfutabili dopo il caso WikiLeaks – per uccidere a distanza.
2 Whistleblower è un termine inglese composto dalle parole whistle [fischio] e blower [ventilatore] che non ha una traduzione nella lingua italiana, anche perché forse esprime un concetto poco familiare alla nostra realtà nazionale; il termine indica una persona impiegata in un’azienda o ente, pubblico o privato, che testimone di comportamenti illegali o dannosi per la collettività decida di denunciarli alle autorità interne alla struttura, esterne come la magistratura o agli organi d’informazione al solo scopo di porre fine a queste azioni lesive.
3 Secondo le attuali leggi in vigore nell’ordinamento statunitense l’NSA se vuole mettere sotto sorveglianza un cittadino degli Stati Uniti negli USA deve fare richiesta di apposito mandato a un tribunale che solitamente lo concede sempre, i cittadini stranieri anche in territorio americano possono essere intercettati sempre senza bisogno di autorizzazioni e lo stesso avviene per i cittadini USA che parlino con stranieri. In tutto il resto del mondo l’NSA può liberamente agire senza limiti al punto che nel film Edward Snowden parlando con la regista Laura Poitras si è così espresso: “Credimi, la sorveglianza sotto cui viviamo [noi inteso come cittadini degli Stati Uniti] è un trattamento privilegiato rispetto al resto del mondo.”
4 L’Espionage Act è una legge degli Stati Uniti promulgata al tempo della prima guerra mondiale, stabilisce un generico divieto di trasmettere o condividere informazioni relative alla difesa nazionale e fu introdotta nell’ordinamento per contrastare i casi di spionaggio. I termini generici in cui è espressa creano un ampio raggio d’applicazione e il fatto che sia stata adottata nell’accusa contro Edward Snowden neutralizza di fatto ogni argomentazione possibile della difesa. Non conta se le informazioni rivelate sono di pubblica utilità e non avrebbero dovuto essere occultate fin dall’inizio, se le rivelazioni sono state fatte per motivi morali e senza alcun guadagno economico, se il governo degli Stati Uniti dovrebbe poter dimostrare il danno subito, sotto l’Espionage Act le informazioni non dovevano essere rivelate, punto e basta.
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Citizenfour
- Regia: Laura Poitras
- Con: Edward Snowden, Glenn Greenwald, William Binney, Jacob Appelbaum, Ewen Mac Askill, Jeremy Scahill, Giudice Margaret Mc Keown, Kevin Bankston, Giudice Harry Pregerson, H. Thomas Byron, Giudiche Michael Daly Hawkins, Jonathan Man, Robert Tibbo, Jose Casado, Roberto Kaz, Julian Borger, Paul Johnson, Nick Hopkins, Julian Assange, Marcel Bosonnet, Wolfgang Kaleck, Ben Wizner, William Bourdon, Gonzalo Boye, Carsten Gericke, David Miranda, Ladar Levison, Marcel Rosenbach, Rainer Staudhammer, Lindsay Mills
- Riprese: Laura Poitras, Kirsten Johnson, Katy Scoggin, Trevor Paglen
- Montaggio: Mathilde Bonnefoy
- Produzione: Laura Poitras, Mathilde Bonnefoy e Dirk Wilutzky con Katy Scoggin e Kirsten Johnson per Praxis Films in associazione con Participant Media e HBO Documentary Films in coproduzione con Bertha Foundation, Britdoc Circle, Channel 4, Norddeutscher Rundfunk NDR, Bayerischer Rundfunk BR con il supporto del Deutscher Filmförderfonds
- Genere: Documentario
- Origine: Germania / USA / Gran Bretagna, 2014
- Durata: 114’ minuti