La prestigiosa Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini ospiterà, fino al prossimo 24 maggio, la mostra Il laboratorio del Genio. Bernini disegnatore. Si tratta della prima esposizione dedicata all’attività grafica del grande maestro del Barocco italiano, con una raccolta eccezionale di disegni provenienti principalmente dal Gabinetto dei disegni e delle stampe del Museum der bildenden Künste di Lipsia. La mostra si può considerare una prosecuzione dell’evento, già presentato nell’istituto tedesco, Bernini, Erfinder des barocken Rom, conclusasi lo scorso 2 febbraio. La rassegna era collegata al millenario di fondazione della città, e la scelta è caduta sui disegni berniniani poichè da lungo tempo erano stati abbandonati dagli studi storico artistici.
La raccolta venne acquistata dalla Ratsbibliothek di Lipsia nel 1714, dal mercante- collezionista italiano Francesco Antonio Renzi, insieme ad altri oggetti d’arte, manoscritti, e disegni di Salvator Rosa.
Il fondo del Bernini si compone di duecento fogli, di cui oltre la metà autografi del maestro, provenienti con molta probabilità dalla collezione della regina Cristina di Svezia, che aveva avuto rapporti di committenza ed amicizia con l’artista. Nel 1954 la collezione venne ceduta dalla biblioteca al museo cittadino, e lì rimase come oggetto di studio solo degli esperti in materia.

Pertanto, ad oltre trecento anni dalla partenza, queste opere tornano nell’Urbe e in un luogo non casuale, Palazzo Barberini, dove risiedette una delle famiglie che fu fra i principali committenti del maestro.
Per Bernini la conoscenza del disegno e la sua pratica costante sono a fondamento della creazione artistica sia in scultura sia in pittura– ha dichiarato il Prof. Morello, uno dei curatori della mostra- Attraverso queste annotazioni possiamo ben intravedere il ruolo che Giovan Lorenzo riservava al disegno nella sua creazione e progettazione artistica. Spesso si tratta di pochi tratti che, pur nella loro essenzialità, fanno rivivere davanti agli occhi l’oggetto o l’architettura relativa. Ne è un caso emblematico il disegno a penna che mostra la soluzione definitiva del completamento del Baldacchino di San Pietro: pochi tratti di penna tracciati su di un foglio, forse alla presenza dello stesso pontefice committente, ma che riescono magnificamente ad illustrare e rivelare il pensiero dell’artefice per la realizzazione dell’opera.

L’intento principale della mostra è quello di spiegare il rapporto di profonda dipendenza fra l’attività grafica e le tre arti: pittura, scultura ed architettura. Del resto già Vasari aveva stabilito il ruolo fondamentale del disegno in quanto
padre delle tre arti nostre architettura, scultura e pittura
procedendo dall’intelletto cava di molte cose un giudizio
universale simile a una forma overo idea di tutte le cose della natura,
la quale è singolarissima nelle sue misure, di qui è che non solo nei
corpi umani e degl’animali, ma nelle piante ancora e nelle fabriche
e sculture e pitture, cognosce la proporzione che ha il tutto con le
parti e che hanno le parti fra loro e col tutto insieme; e perché da
questa cognizione nasce un certo concetto e giudizio, che si forma
nella mente quella tal cosa che poi espressa con le mani si chiama
disegno, si può conchiudere che esso disegno altro non sia che una
apparente espressione e dichiarazione del concetto che si ha nell’ani-
mo, e di quello che altri si è nella mente imaginato e fabricato nell’idea.
All’interno di queste parole già si nascondeva il nuovo ruolo sociale a cui stava assurgendo progressivamente la figura dell’artista, che, a partire dalla fine del Cinquecento, perdeva il suo status di artigiano per diventare, appunto, genio creatore.
Proprio Bernini fu tra i primi “artisti-ideatori”, abbandonando progressivamente la pratica, che venne sempre più sovente delegata ai suoi allievi. Per tale ragione il disegno stesso diventava opera d’arte, e questo Gian Lorenzo lo aveva ben presente, vero è che non di rado faceva dono dei propri disegni ad amici e committenti.
Il percorso espositivo, che si compone di circa centoventi opere, di cui cinquanta disegni del maestro, si divide in sei sezioni, che ripercorrono tutta l’attività creativa di Bernini: Autoritratti, ritratti e caricature; accademie e disegni dall’antico; San Pietro e il Vaticano; cappelle, santi, angeli e altari; fontane, obelischi e statue; arti applicate.

Sebbene sia impossibile ricostruire la sua intera carriera, avendo dominato la scena artistica romana per tutto il Seicento, è possibile ammirare e capire le fonti d’ispirazione, il processo creativo, l’abilità tecnica e il necessario confronto con gli altri grandi artisti presenti nella Capitale (Borrmini, Duquesnoy, Algardi e Pietro da Cortona, solo per fare alcuni nomi), che hanno portato Bernini ad essere uno dei più importanti esponenti del Barocco italiano.
Didascalie immagini
- Locandina della mostra
- Gian Lorenzo Bernini, Studio del torso del Laocoonte, 1620
Lipsia, Museum der bildenden Künste. - Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di Clemente X di profilo, 1670-1676
Lipsia, Museum der bildenden Künste. - Gian Lorenzo Bernini, Studio per gli Angeli dell’altare di Sant’Andrea al Quirinale, 1663-1664
Lipsia, Museum der bildenden Künste.
In copertina:
Un particolare di: Gian Lorenzo Bernini, Studio per gli Angeli dell’altare di Sant’Andrea al Quirinale, 1663-1664
Lipsia, Museum der bildenden Künste.
DIDASCALIE
1- Locandina della mostra
2- Gian Lorenzo Bernini, Studio del torso del Laocoonte, 1620. Lipsia, Museum der bildenden Künste.
3- Gian Lorenzo Bernini, Ritratto di Clemente X di profilo, 1670-1676. Lipsia,Museum der bildenden Künste .
4- Gian Lorenzo Bernini, Studio per gli Angeli dell’altare di Sant’Andrea al Quirinale, 1663-1664. Lipsia, Museum der bildenden Künste.
Dove e quando
Evento: Il laboratorio del genio. Bernini disegnatore
- Fino al: – 24 May, 2015
- Sito web