Maria, madre di Gesù, venerata dai cristiani come modello di fede e santità, viene variamente descritta nei Vangeli che ne danno poche ma salienti notizie. Dal Vangelo più antico, quello di Marco, che la nomina quale madre di Cristo e che vorrebbe impedirgli di predicare, al Vangelo di Matteo, che ci narra del concepimento “per opera dello Spirito Santo” e dove viene menzionata solo occasionalmente;  poi con Luca, che la esalta nella sua consapevolezza di divenire la madre del Messia, fino a Giovanni, dove, pur se pochi, gli episodi la pongono subito come intermediaria prescelta nei rapporti fra i fedeli e suo Figlio.
Con il Concilio di Efeso del 431 fu proclamata “Madre di Dio” e da quel momento la devozione per la sua figura si diffuse in modo inarrestabile, soprattutto a cominciare dal  Medioevo grazie ai filosofi cristiani come Bernardo di Chiaravalle che esalteranno la fede per la Vergine Maria in ogni angolo del mondo occidentale. Una donna, una madre, ma anche un modello di fede e un simbolo di purezza: tutto questo in una piccola donna di Nazareth!
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L’unico museo al mondo dedicato alle donne nell’arte è negli Stati Uniti, a Washington, D.C. fondato nel 1981 ed aperto nel 1987,  impegnato nel celebrare i contributi delle donne nelle arti visive e letterarie:  il National Museum of Women in the Arts è una stupenda realtà che dallo scorso  dicembre ha dato il via ad una mostra incentrata proprio sulla figura cardine della Vergine Maria, vista come esempio di femminilità nelle sue innumerevoli sfaccettature, insieme alla sua funzione sacra e sociale che ha svolto nel corso dei secoli. L’esposizione, intitolata Picturing Mary: Woman, Mother, Idea, che rientra nelle celebrazioni americane della Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione europea, è ricca di capolavori giunti  dai  Musei Vaticani, dalla Galleria degli Uffizi, dalla Galleria Doria Pamphili e da altri musei e collezioni private europee e americane, per un totale di 60 opere di vario genere e di vari periodi storici.
Curata da Monsignor Timothy Verdon, illustre storico dell’arte e direttore del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, insieme a Kathryn Wat, capo curatore al NMWA e a Hugh Dempsey, già direttore del “Pope John Paul II Cultural Center” di Washington, grazie anche all’interesse della nostra ambasciata italiana negli Stati Uniti è stato più agevole l’esportazione di opere di artisti di prim’ordine quali Botticelli, Michelangelo, Caravaggio, Artemisia Gentileschi o Pontormo, che malvolentieri sono state oggetto di prestiti in passato.
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La mostra esamina attraverso  sei distinte sezioni tematiche la figura di Maria, dal VI secolo una icona riconoscibile in ogni cultura, ed il modo con la quale è stata raffigurata dagli artisti nel Rinascimento e nel Barocco: Maria madre di Gesù, Maria donna e madre, Maria madre di Cristo in croce, Maria come Idea, Maria come esempio di vita inusuale e Maria nelle vite dei fedeli cristiani.  Una figura, quindi, rappresentata quale iconica e devozionale, ma anche soggetto sociale e politico, che ha lasciato un segno indelebile nella cultura occidentale, come le stesse parole del curatore Timothy Verdon sottolineano: “Questa mostra esplora il concetto di femminilità rappresentato dalla Vergine Maria, e il potere che la sua immagine ha esercitato nel tempo, a servizio del sacro e non solo, durante il Rinascimento e il periodo Barocco”. Dipinti, sculture e paramenti liturgici, ci restituiscono l’immagine di Maria nella sua forza ma soprattutto nella sua immensa dolcezza, elemento comune nelle varie opere aldilà del periodo di creazione delle stesse, elemento unificante di ogni epoca.
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Dalla languida Madonna di Filippo Lippi, proveniente da Palazzo medici Riccardi, alla malinconica e bellissima come una Venere Madonna del Libro del Poldi Pezzoli di Milano, fino alla Madonna del disegno a carboncino di Michelangelo, proveniente da Casa Buonarroti, dove l’austero volto comunica chiaramente la premonizione del destino filiale. Bellissimi i due dipinti con la storia della fuga in Egitto, che da sole rendono questa mostra preziosa: Caravaggio e Barocci, due diversi stili che permettono di conoscere bene le caratteristiche di questi grandi artisti. La Madonna delle ciliegie del Barocci, datata 1570-73 e proveniente dai Musei Vaticani, ci propone una Maria come una gentile fanciulla di campagna, mentre sta riposando serena a piedi nudi insieme alla sua famiglia nella fresca radura di un bosco, quasi pronta per preparare un picnic, immersa in una calda e vibrante luce che tutto irradia. Tanto diversa l’opera del Merisi; il Riposo del Caravaggio, raramente esposto all’estero, è un’opera probabilmente realizzata dal Caravaggio fra il 1595-96 e conservata alla Galleria Doria – Pamphilj di Roma.
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Più che la figura di Maria, posta in secondo piano, è l’angelo musico che diviene catalizzatore di sguardi, insieme al nitido paesaggio colmo di simbolismi. Maria è rappresentata già caduta in un sonno profondo, dove si può sentire la stanchezza del lungo viaggio e il desiderio di pace e protezione per il suo piccolo che tiene in braccio come in un bozzolo. I colori sono accesi da profonde ombre che donano effetto di velluto alle superfici dipinte, vero incunabolo dell’arte posteriore del Caravaggio. Fra i dipinti giunti dall’Italia, anche un’ incursione nel modo di rappresentare la Vergine durante l’Ottocento, con lo stupendo dipinto di Niccolò Barabino del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze, realizzato dall’artista nel 1884-85. Il soggetto, Maria tra i rappresentanti delle antiche corporazioni fiorentine, è evocativo dell’importanza della Madonna fra i fedeli cristiani, figura di riferimento soprattutto in una città come Firenze dove, sin dal Medioevo, Maria è stata eletta guida spirituale dei cittadini.
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La Vergine in questo dipinto rappresenta la Fede, proprio come nel Vangelo di Luca è descritta quale credente nel figlio e testimone attiva che partecipa alla prima cerchia dei discepoli, anche secondo il libro degli Atti . Figura dogmatica per eccellenza, già Sant’Agostino scrive che Maria è la donna che non ha mai peccato, vero privilegio che viene definito dal nome di Immacolata Concezione, colei che è stata concepita senza peccato, dalla storia dei suoi genitori Anna e Gioacchino che arriva a noi tramite il Protovangelo di Giacomo, un testo apocrifo del II secolo che narra episodi sconosciuti ai Vangeli. La sua forza mediatrice è sottolineata però anche nel Vangelo di Giovanni, dove Maria è presente solo in due episodi, durante le nozze di Cana e sotto la croce: considerata come tramite fra il mondo terreno e il divino, tra i fedeli e Cristo, in una maternità spirituale verso tutti i cristiani. Ecco perché, in tutte le epoche, la sua figura è posta al centro di associazioni e corporazioni, maggiormente per le Arti fiorentine  che già nella loro chiesa di Orsanmichele  veneravano la miracolosa Madonna raffigurata in epoca antica ed officiavano le loro funzioni al cospetto della Madre di Dio.
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La mostra ha ovviamente anche molte opere di artiste donne, quali Artemisia Gentileschi, Sofonisba Anguissola, suor Orsola Maddalena Caccia ed Elisabetta Sirani, il cui prezioso dipinto ci regala una dolce e sorridente Maria che gioca con suo figlio. Il dipinto,  dello stesso museo di Washington, D.C. è un olio su tela del 1663, dove Maria è rappresentata come una madre vera, non una regina dei cieli, che si sta lasciando incoronare da suo figlio con una ghirlanda di splendide rose ed è abbigliata secondo la moda secentesca italiana di area emiliana che la pittrice, bolognese, conosceva bene.
Il  Museo presenta anche un’esposizione online, che tratta il tema della rappresentazione mondiale di Maria, inclusa la Vergine di Guadalupe e le Madonne Nere dell’Europa e dei Caraibi, e dove le opere possono essere guardate ed analizzate in maniera eccellente grazie alle immagini ad altissima definizione.
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La mostra è accompagnata da un impegnativo e corposo catalogo  a colori pubblicato da NMWA e Scala Arts Publishers, contenete 4 saggi scritti da  Monsignor Verdon,  Melissa R. Katz,  Luther Gregg Sullivan della  Wesleyan University, Amy G. Remensnyder, professore di storia alla Brown University e Miri Rubin, professore di storia moderna e medioevale alla School of History della Queen Mary University di Londra. I saggi percorrono l’approccio ecumenico che il  progetto museale “Picturing Mary” si è prefissato, offrendo ai lettori  un percorso nell’arte storica mariana.

Didascalie immagini

  1. Fra Filippo Lippi, Madonna and Child (Madonna col Bambino), ca. 1466–69;
    Tempera on wood panel, 45 1/4 × 28 in.; Provincia di Firenze, Palazzo Medici Riccardi, Florence
  2. Sandro Botticelli (Alessandro Filipepi), Madonna and Child (Madonna col Bambino), also called Madonna of the Book (Madonna del Libro), 1480–81;
    Tempera and oil on wood panel, 22 7/8 × 15 5/8 in.; Museo Poldi Pezzoli, Milan; inv. 443
  3. Sassoferrato (Giovanni Battista Salvi), Madonna and Child (Madonna col Bambino), ca. 1650;
    Oil on canvas, 52 3/8 × 38 5/8 in.; Vatican Museums, Vatican City; inv. 40396
  4. Federico Barocci, Rest on the Flight into Egypt (Il Riposo durante la Fuga in Egitto), also called Madonna of the Cherries (La Madonna delle Ciliegie), 1570–73;
    Oil on canvas, 52 3/8 × 43 1/4 in.; Vatican Museums, Vatican City; inv. 40377
  5. Nicolò Barabino, Faith with Representations of the Arts (La Fede con i Rappresentanti delle Arti), 1884–85;
    Oil on canvas, 89 3/4 × 112 1/4 in.; Museo dell’Opera del Duomo, Florence; inv. N. 90.87.1028
  6. Artemisia Gentileschi, Madonna and Child (Madonna col Bambino), 1609–10;
    Oil on canvas, 46 1/2 × 33 7/8 in.; Galleria Palatina, Palazzo Pitti, Florence; inv. 1890 no. 2129
  7. Elisabetta Sirani, Virgin and Child, 1663
    Oil on canvas, 34 × 27 1/2 in.; National Museum of Women in the Arts, Washington, D.C., Gift of Wallace and Wilhelmina Holladay; Conservation funds generously provided by the Southern California State Committee of the National Museum of Women in the

In copertina:
Un particolare di: Nicolò Barabino, Faith with Representations of the Arts (La Fede con i Rappresentanti delle Arti), 1884–85;
Oil on canvas, 89 3/4 × 112 1/4 in.; Museo dell’Opera del Duomo, Florence; inv. N. 90.87.1028

Dove e quando

Evento: PICTURING MARY: WOMAN, MOTHER, IDEA
  • Fino al: – 12 April, 2015