Ad Eisenach, in Turingia, nasceva il 31 marzo di 330 anni fa uno dei pilastri della musica occidentale, destinato ad influenzare con le sue composizioni non solo il gusto coevo ma persino l’estica di molta danza del Novecento, desiderosa di superare la ‘parentesi romantica’ del balletto narrativo e di abbracciare la modernità riscoprendo la pura unione tra musica e movimento del corpo tipica del periodo pre-Noverre.

Si tratta di Johann Sebastian Bach (1685-1750), le cui Suites per violoncello solo sono state protagoniste al Teatro alla Scala della seconda nuova produzione della stagione di balletto Cello Suites – In den Winden im Nichts di Heinz Spoerli, andata in scena questo mese.
Svizzero di Basilea, classe 1940, Heinz Spoerli, noto coreografo a suo agio sia tra titoli narrativi sia tra titoli di pura danza, è tornato così a Milano per allestire uno dei suoi maggiori successi. La sua ultima creazione alla Scala era stata il brioso intermezzo settecentesco dell’opera Europa Riconosciuta di Antonio Salieri per la riapertura del Piermarini dopo i restauri nel 2004.

“La coreografia è un dialogo con la musica e con la danza –spiega Spoerli che continuando afferma- amo ogni tipo di musica, ho creato balletti con lavori di compositori di ogni genere, ma con Bach c’è un rapporto speciale, mi schiarisce le idee, mi fa concentrare. Per me Bach resta un compositore molto contemporaneo”.
Tutto ciò si ritrova proprio in Cello Suites – In den Winden im Nichts, creato nel 2003 per il Balletto dell’Opera di Zurigo, ensemble di cui Spoerli è stato direttore dal 1996 al 2012, e qui interpretato dai primi ballerini, solisti e dal corpo di ballo della Scala in maniera nitida e precisa.
Eseguite dai primi violoncelli scaligeri, Massimo Polidori in alternanza con Sandro Laffranchini, le Suites n. 2 in re min. BWV 1008, n. 3 in do magg. BWV 1009, n. 6 in re magg. BWV 1012 si sono fatte carne plasmando quella sensazione di fugacità e effimero espressa dal verso di Goethe, In den Winden im Nichts (“Nei venti, nel nulla”), scelto proprio da Spoerli come sottotitolo dell’opera.

L’aria, il vento, e ci va di aggiungere anche il ‘soffio vitale’, sono qui modellati da Spoerli in una tessitura coreografica in cui i danzatori si distendono in linee lunghe, simili alle corde degli strumenti ad arco, in grado di avvolgere e abbracciare con un soffio caldo e impalpabile le figure degli altri interpreti e se ‘pizzicati’ ritrarsi lasciando emergere la poesia di linee sinuose. Vivaci terzetti, poetici passi a due e momenti di insieme, tra capricciosi lifts e incastri, si susseguono non in maniera algida ma secondo una traiettoria così razionale tanto da rendere nitida e ben definita qualsiasi pulsione ed emozione.

Lo spettacolo si assapora nota dopo nota, gesto dopo gesto grazie anche all’eleganza essenziale dei costumi in blu, verde e rosso, scelti da Spoerli per definire le tre suites, delle luci di Martin Gebhardt e del grande cerchio fumeggiante, ideato da Sergio Cavero, che campeggia sul fondo della scena.
In Cello Suites – In den Winden im Nichts emerge l’alto livello tecnico e la versatilità raggiunta dalla compagnia scaligera diretta da Makhar Vaziev che, senza bisogno di guests, riesce pienamente a catturare la nostra attenzione e regalarci intense vibrazioni celebrando la pura unione tra danza e musica.
Didascalie immagini
- Cello Suites – In den Winden im Nichts (cor. H. Spoerli) (© Brescia-Amisano/Teatro alla Scala)
- Claudio Coviello in Cello Suites – In den Winden im Nichts (cor. H. Spoerli) (© Brescia-Amisano/Teatro alla Scala)
- Christian Fagetti, Virna Toppi e Nicola Del Freo in Cello Suites – In den Winden im Nichts (cor. H. Spoerli) (© Brescia-Amisano/Teatro alla Scala)
- Cello Suites – In den Winden im Nichts (cor. H. Spoerli) (© Brescia-Amisano/Teatro alla Scala)
In copertina:
Claudio Coviello in Cello Suites – In den Winden im Nichts (cor. H. Spoerli)
[particolare]
(© Brescia-Amisano/Teatro alla Scala)
Cello Suites
In den Winden im Nichts
coreografia e costumi Heinz Spoerli
musica Johann Sebastian Bach
scene Sergio Cavero
luci Martin Gebhardt
Corpo di Ballo del Teatro alla Scala
Milano, Teatro alla Scala
dal 5 al 19 marzo