Torniamo a parlare di Boldini questa volta, dopo la mostra forlivese, nel contesto della sua città nativa Ferrara dove, al termine dell’asse rinascimentale di Corso Ercole I d’Este, il Castello Estense accoglie due nuovi percorsi sui ferraresi Boldini e De Pisis.
1 rendering dell allestimento al castello estense
Dopo il sisma del 2012 che ha costretto alla chiusura la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Palazzo Massari, e dopo trasferte in mostre in giro per l’Italia, le opere dei due artisti tornano visibili al pubblico in un contesto diverso, con l’intento di far vivere i musei nonostante la chiusura della sede che li accoglieva. Più che una mostra sarà, infatti, un allestimento semi-temporaneo che potrà essere visitato sino alla riapertura di Palazzo Massari, ora in corso di restauro.
L’allestimento fa parte del progetto L’arte per l’arte finanziato con fondi europei per presentare al pubblico, attraverso specifici appuntamenti e attraverso un info point specifico, i siti recuperati e valorizzati grazie ai finanziamenti europei.
2 giovanni boldini fuoco d artificio circa1890
L’arte per l’arte. Il Castello Estense ospita Giovanni Boldini e Filippo de Pisis, è un’occasione in più per riscoprire anche sale del Castello quali quella del Governo, della Devoluzione, dei Paesaggi e delle Geografie dove è esposta la collezione Boldini, opere presenti nello studio dell’artista alla sua morte che egli stesso desiderava tornassero a Ferrara. Dipinti, disegni, bozzetti e documenti relativi alla vita di Boldini dialogano per sottolineare il ruolo che ebbe nel panorama del rinnovamento della pittura italiana, dalle origini macchiaiole sino ai momenti parigini. 
3 giovanni boldini la passeggiata al bois ritratto dei coniugi lydig circa1909
E per fare sì che il sisma non obblighi solo al ripristino delle molte strutture danneggiate, ma lasci anche il tempo al proseguo degli studi, in quest’occasione è stata data alle stampe l’edizione critica della corrispondenza boldiniana conservata presso il Museo Giovanni Boldini a cura della conservatrice Barbara Guidi. Il volume non è solo utile all’evoluzione dello studio scientifico dedicato alla figura dell’artista, ma è anche un interessante strumento per definire meglio i contorni di una personalità che vanta tra i suoi ammiratori Marcel Proust, come leggiamo in una lettera che egli invia a Boldini dopo il 1897: “Caro signore, siate così gentile da indossare l’abito da sera, vi verrò a prendere da Weber verso le 9 e andremo insieme alla prima dell’Opéra Comique per cui ho due posti riservati. Il vostro ammiratore devoto, / Marcel Proust
4 rendering dell allestimento al castello estense
I Camerini del Principi, solitamente non aperti al pubblico, ospitano invece le opere di De Pisis giunte nella raccolta ferrarese per il tramite della Fondazione Pianori e il lascito Manlio e Franca Malabotta. Seguendo un percorso cronologico si parte dalle prime prove giovanili a Ferrara, passando alle opere del trasferimento parigino dove non vengono mai meno i ricordi delle origini, come dimostrano le meditazioni e i rimugini sull’arte di De Chirico, amico sin da quando De Pisis ere ventenne, ben visibili ne Le cipolle di Socrate.
5 filippo de pisis natura morta col martin pescatore 1925
Nel 1939 torna in Italia stabilendosi prima a Milano e poi a Venezia, portando con sé uno stile ormai personale e riconoscibilissimo. Soggetti prediletti diventano effigi maschili quali ad esempio il Ritratto di Allegro, e poetiche nature morte ridotte all’essenziale come è il caso di La rosa nella bottiglia oppure di Natura morta con calamaio. L’attività degli ultimi anni è infine segnata da una malattia nervosa che, dagli anni Quaranta, diventa sempre più invadente rispecchiandosi in una produzione dai toni sempre più rarefatti.
6 filippo de pisis ritratto di allegro 1940
Questi e molti altri gli eventi in calendario per il 2015 ferrarese come le mostre di Palazzo dei Diamanti che sempre più spesso vengono riproposte in musei stranieri: da aprile La rosa di fuoco. La Barcellona di Picasso e Gaudì, e da novembre De Chirico a Ferrara 1915-1918. Pittura metafisica e avanguardie europee.

Per chi volesse approfondire le ragioni dell’allestimento del Castello Estense, vi lasciamo al video di Maria Luisa Pacelli, direttrice della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara.
 

Didascalie immagini

  1. Rendering dell’allestimento al Castello Estense
  2. Giovanni Boldini: Fuoco d’artificio, c.1890. Olio su tela, cm 200×9,5(cm 222 x115)
  3. Giovanni Boldini: La passeggiata al Bois (Ritratto dei coniugi Lydig), c. 1909 Olio su tela, cm 228 x 118 (230 x 118)
  4. Rendering dell’allestimento al Castello Estense
  5. Filippo de Pisis: Natura morta col Martin pescatore, 1925. Olio su cartone, cm 46 x 71,5 (cm 69 x 95)
  6. Filippo de Pisis: Ritratto di Allegro, 1940. Olio su cartone incollato su tavola, cm 71 x 61

In copertina:
Filippo de Pisis, Ritratto di Allegro, 1940, olio su cartone incollato su tavola, cm 71 x 61
[particolare]

Dove e quando

Evento: L’arte per l’arte. Il Castello Estense ospita Giovanni Boldini e Filippo de Pisis