Unanimemente riconosciuto come il primo scrittore giapponese moderno Natsume Sōseki, pseudonimo di Kinnosuke Natsume (Edo1 1867 – Tokyo 1916), fu punto di riferimento per molti altri grandi romanzieri delle generazioni a seguire come Junichiro Tanizaki e Yukio Mishima.
La sua opera resta in gran parte inedita in Italia e solo negli ultimi anni la casa editrice Neri Pozza ha Natsume sozeki-la porta 1gradualmente iniziato a colmare questa lacuna, permettendo anche a noi di scoprire veri e propri gioielli della letteratura, tra essi La porta.
Pubblicato nel 1910 il romanzo rappresenta l’ultimo anello di un’ideale trilogia costituita coi precedenti E poi (1910) e Sanshirō (1908).
Il significato di un titolo così evocativo come La porta rappresenta per quasi tutta la lettura delle sue pagine un enigma, che cresce andando avanti nel racconto e trovando soluzione solo a pochi passi dall’epilogo finale.
Al centro della storia, collocabile nel 1909 per i riferimenti all’attentato in cui perse la vita l’uomo politico Itō Hirobumi, una coppia molto unita di sposi senza figli: il marito Sōsuke, impiegato statale, e sua moglie Oyone.
Essenziale come può esserlo la cultura giapponese in molte sue espressioni, gli spazi vuoti nelle case tradizionali o i giardini di pietra nati per dare forma alla meditazione ad esempio, la prosa di Natsume Sōseki scorre leggera nel racconto della vita quotidiana, scandita dal ripetersi di gesti semplici e solo apparentemente privi di significato.
La suprema abilità dello scrittore consente con fugaci lampi rivelatori qua e là distribuiti con parsimonia di percepire il fuoco delle passioni, sensi di colpa e rimpianti, desideri e frustrazioni, che pulsano invisibili sotto le apparenze, rivelati infine quando una digressione narrativa mette al corrente degli eventi passati e delle indelebili cicatrici interiori che hanno inciso nel profondo le due anime protagoniste.
La porta cattura il lettore fin dalle sue prime pagine e lo trascina in un viaggio all’interno dell’animo umano, tra quei piccoli dissapori familiari che spesso tendiamo a rimuovere, convinti che ci sarà sempre tempo a disposizione per redimere conflitti inespressi, ma corrosivi nella loro latenza.
Natsume sozeki-la porta 2
Costruito su una trama solo in apparenza semplice e lineare, La porta è uno di quei romanzi di cui non si può dare una sinossi sintetica senza rischiare di raccontare troppo ed è per questo che se ne consiglia la lettura senza preventiva consultazione della traccia all’interno della copertina che, spingendosi davvero troppo in là nel racconto, rischia di neutralizzarne la magia.

Didascalie immagini

  1. Natsume Sōseki ritratto nel 1912 dal grande fotografo Ogawa Kazumasa (1860-1929)

In copertina:
Copertina del volume
[particolare]

Natsume Sōseki
La porta
Neri Pozza Editore
237 pagine
ISBN 978-88-545-0734-0

NOTE

1 Edo è l’antico nome della città di Tokyo, fu cambiato nel 1868 quando da Kyoyo vi fu spostata la capitale del Giappone; il nome moderno della metropoli significa letteralmente ‘capitale occidentale’.
Un anno prima vi era nato lo scrittore che con l’avvento dell’epoca Meiji (1868-1912) vide l’impero del Sol Levante aprirsi all’Occidente, con gli enormi cambiamenti che la contaminazione culturale impose.