Conservare la memoria, custodirla come un oggetto prezioso per tramandarla a quelli che non c’erano e a quelli che verranno. Non permettere che il tempo, l’oblio o l’eccesso di informazioni che ci bombardano, siano capaci di cancellare il ricordo delle tragedie che la storia ci ha portato. Memoria e storia come elementi costitutivi del nostro presente, come pratica essenziale per una cittadinanza vigile e partecipe.
Sol-lewitt,-senza-titolo,-2002, 02
Ogni anno raccontare, conoscere e condividere questo prezioso patrimonio, in occasione della Giornata della Memoria, si riaccende un appuntamento giunto alla sua ottava edizione. Fra le suggestive rovine della Sinagoga di Ostia Antica, la più antica Sinagoga d’Occidente risalente al I sec. d.C., parte dell’area archeologica degli Scavi di Ostia a pochi passi da Roma, torna la Biennale Internazionale di Arte Contemporanea Arte in Memoria, ideata e curata dal critico e storico dell’arte Adachiara Zevi. Aperta al pubblico fino al 12 aprile 2015, la mostra è promossa dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo, dal Museo Nazionale Romano e da L’Area archeologica di Roma e dalla Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte contemporanee del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e si avvale del patrocinio del Comitato di Coordinamento per le Celebrazioni in Ricordo della Shoah della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della Comunità Ebraica di Roma, del Municipio Roma X. Una lunga fila di nomi, associazioni, soggetti pubblici e privati, che dimostra quanto sia radicata e condivisa l’importanza di questa ricorrenza.
Gal-weinstein,-blaster,-2002, 02
L’idea della biennale ha preso il via dall’iniziativa promossa dalla Sinagoga di Stommeln, vicino a Colonia, sopravvissuta alle distruzioni del nazismo e dove dal 1990 ogni anno un artista è invitato a creare un lavoro originale per il luogo. Come fanno notare i curatori, il presupposto teorico e critico di Arte in Memoria è che la nostra cultura sia allo stesso tempo ossessionata dalla memoria e catturata dalla dinamica distruttiva dell’oblio. Perché la memoria delle tragedie trascorse, recenti e in atto non si risolva nelle commemorazioni e nei discorsi rituali di un giorno,la biennale d’arte coinvolge la comunità degli artisti perché trasformi un luogo di culto in luogo di cultura, ripopolandolo con visioni ispirate alla storia ma radicate nell’attualità.
Pedro-cabrita-reis,-untitled,-2005, 03
Quest’anno tre artisti sono stati chiamati a trasformare lo spazio del Parco Archeologico dell’antica Sinagoga di Ostia in uno spazio d’arte. Passeggiando fra gli scavi si potrà incontrare il lavoro di Enrico Castellani, artista noto fino degli anni Cinquanta per le tele estroflesse monocrome,propone una lastra di marmo bianco di Carrara incisa nelle due facce da solchi neri che si intrecciano disegnando una griglia. Le due linee, una orizzontale e una verticale anziché incontrarsi in modo ortogolane, curvano a 90 gradi riproponendo lo stesso andamento nella facciata posteriore. Una idea che come l’artista spiega, nasce da una visita al cimitero ebraico di Ancona dove ancora oggi le stele funerarie di marmo bianco e di forma cilindrica, sono distribuite sul terreno senza un principio ordinatore di ordine geometrico.
2015 01 arteinmemoria carbotta rendering
La torinese Ludovica Carbotta facendo ricorso alle sole testimonianza scritte sulla struttura e sulle funzioni della Sinagoga di Ostia Antica, ricostruisce in cemento la Sinagoga in scala, realizzando un modello dove le suggestioni indotte dalla lettura dei testi si combinano con quelle tratte della fruizione dei ruderi della Sinagoga. E ancora i due artisti concettuali tedeschi Stih&Schnock con “Sinergia” vogliono far conoscere la Sinagoga di Ostia antica con gli altri luoghi di Roma significativi per la cultura ebraica. Su un cartello un QR-code si staglia sullo sfondo di un mosaico pavimentale in bianco e nero della Sinagoga. Si tratta di un codice a barre bidimensionali accessibile tramite gli smartphones collegato con il sito web di Arte in memoria. I moduli geometrici del codice si mescolano in modo sorprendente con quelli del pavimento musivo creando una stratificazione semantica, una sorte di palinsesto della storia ebraica che raggiunge il pubblico a scala mondiale in quanto il lavoro è fisicamente visibile nei singoli luoghi che partecipano al progetti ma anche via internet
2015 01 arteinmemoria stihschnock
Al termine dell’esposizione del 2002 hanno donato il loro lavoro gli artisti Sol LeWitt e Gal Weinstein cui si è aggiunta la donazione del lavoro dell’artista portoghese Pedro Cabrita Reis, quello di Liliana Moro a conclusione di quella del 2011 e successivamente quello di Michael Rakowitz a. Una memoria delle passate edizioni che continua in modo permanente a dialogare con le rovine archeologiche. Sul sito www.arteinmemoria.com/arteinmemoria sono documentate le precedenti edizioni, uno strumento anche questo per non dimenticare.

Didascalie immagini

  1. Sol LeWitt, Senza Titolo, 2002
  2. Gal Weinstein, Blaster, 2002
  3. Pedro Cabrita Reis, Senza titolo, 2005
  4. Ludovica Carbotta, Arte in Memoria 2015
  5. Stih&Schnock, Arte in Memoria 2015

In copertina:
Gal Weinstein, Blaster, 2002 (particolare)

Dove e quando

Evento: Arte in Memoria