Vizio di forma-inherent vice 1Gordita Beach, California, 1970.
Larry ‘Doc’ Sportello è un investigatore privato incline all’uso di droga intesa come mezzo per ampliare le proprie percezioni, vive in modo poco convenzionale al centro di quell’universo definito poi per antonomasia ‘Controcultura’ e proprio il suo stile di vita gli procura l’ostilità del tenente di polizia Christian ‘Bigfoot’ Bjornsen, uomo ben inquadrato nei canoni ‘rispettabili’ della società, pronto a fare di Doc il bersaglio preferito delle sue persecuzioni.
Una sera mentre gli ultimi surfisti solcano le onde dell’oceano nella luce dorata del tramonto, l’indimenticata ex fiamma del detective Shasta Fay Hepworth bussa alla porta della casa sulla spiaggia, vuole ingaggiarlo per sventare un complotto che si starebbe preparando ai danni del ricco immobiliarista Mr Wolfmann che adesso paga i suoi conti.
La moglie dell’uomo d’affari, complice la sua muscolosa ‘guida spirituale’, vuole far imprigionare il marito in una clinica per malattie mentali e Shasta chiede aiuto a Doc per ostacolare tale progetto, salvo poi scomparire subito dopo senza lasciar tracce.
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Inizia così un viaggio allucinato tra centri di massaggio equivoci, nazisti membri della Fratellanza Ariana, trafficanti di droga e agenti dei servizi segreti, cliniche private per presunte malattie mentali e comunità new age simili a sette religiose, con l’enigmatica presenza del misterioso Golden Fang – che non si sa bene se sia una barca tornata dal Triangolo delle Bermude, un’associazione criminale o un gruppo di dentisti uniti per frodare il fisco – in una storia sempre più intricata e densa di personaggi, soprattutto donne indiscutibilmente indipendenti dall’egemonia del maschio, che si complica ad ogni passo infittendo il suo mistero.
Vizio di forma-inherent vice 3
Costruito come un classico racconto noir alla Raymond Chandler, con l’investigatore privato coinvolto sentimentalmente con la donna che lo ha ingaggiato, spinto per necessità investigative ad attraversare mondi criminali sommersi così complicati da risultare pressoché incomprensibili, Vizio di forma è in verità, sulla pagina scritta come sullo schermo, soprattutto il ritratto di un’epoca, la fotografia di un momento storico ben preciso alla fine dei ’60 in cui la strage di Bel Air per mano dei seguaci di Charles Manson1 creò un clima diffuso di panico e paranoia – Doris Day all’apice della carriera si ritirò a vita privata per questo – e una crescente diffidenza verso tutti coloro che cercavano stili di vita non convenzionali.
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L’era dell’Aquario tramontava per sempre su ideali di pace e fratellanza destinati a diventare mitiche chimere, assediati dalla volgarità di tempi sempre peggiori: il governatore Ronald Reagan alla guida della California con il Lanterman-Petris-Short Act2 trasformò di fatto il ricovero coatto in manicomio in un’arma di lotta politica, Richard Nixon in seguito all’uccisione di Bob Kennedy andò alla Casa Bianca inviando truppe in Cambogia e autorizzando la polizia ad aprire il fuoco su indifesi studenti in protesta3, diventarono di pubblico dominio le prove di un controllo diretto della CIA sul commercio di oppio ed eroina dal sud est asiatico4.
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Vizio di forma è il primo romanzo di Thomas Pynchon ad avere una versione cinematografica per la difficoltà di tradurre la sua prosa pirotecnica in immagini, lo scrittore classe 1937 vive a New York evitando di comparire in pubblico, senza concedere interviste o ritirare premi, le poche foto disponibili che lo ritraggono risalgono agli anni ’50 e non ha in alcun modo preso parte alla realizzazione del film.
Settimo film scritto e diretto da Paul Thomas Anderson, Vizio di forma s’inserisce perfettamente nella sua filmografia che può esser considerata complessivamente un’indagine sull’anima nera del mito americano, con titoli come Boogie Nights che rievoca la nascita del cinema hard, Il petroliere che esplora le radici intrise di sangue su cui si fondano gli States, Magnolia un affresco corale di vite intrecciate nella San Ferdinando Valley, The master ispirato alla nascita di Scientology e persino Ubriaco d’amore, il suo film più leggero, è un ritratto di vita contemporanea corrotta dal consumismo.
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Ottima la colonna sonora del film che oltre a includere canzoni dell’epoca come Journey through the past di Neil Young, quasi una dichiarazione d’intenti, è arricchita dalla musica originale di Jonny Greenwood con sonorità che evocano le atmosfere di certi brani di Yma Sumac o l’ormai classico The end dei Doors, amplificando il sapore nostalgico di un’epoca perduta.
Uno straordinario gruppo d’attori capitanato da Joaquin Phoenix nei panni di Doc e Josh Brolin in quelli di Bigfoot assicurano il divertimento portando sullo schermo questo viaggio psichedelico ricco di potente ironia iconosclasta.

Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Joaquin Phoenix è lo strafatto detective Doc Sportello
  3. Josh Brolin è il tenente Christian ‘Bigfoot’ Bjornsen
  4. L’apparizione iniziale di Shasta interpretata da Katherine Waterston / Serena Scott Thomas è l’avida moglie dell’immobiliarista mr Wolfmann / Doc nella clinica del dottor Threeply interpretato da Jefferson Mays /
    Doc e Coy Harlingen, reclutato e ostaggio dei servizi, interpretato da Owen Wilson
  5. Ricordi felici di Doc, Shasta e Sortilège / Reese Witherspoon è il procuratore Penny Kimball / Posti di blocco per la psicosi Manson: quattro in un auto potrebbero già esser i membri di una setta /
    Benicio Del Toro è l’avvocato Sauncho Smilax / L’equipaggio dell’auto fermata dalla polizia
  6. Eric Roberts è il ricco mr Wolfmann / Joanna Newsom è Sortilège / Michael Kenneth Williams è Tariq Khalil / Maya Rudolph è Petunia Leeway / Keith Jardine è Puck Beaverton membro della Fratellanza Ariana /
    Martin Short è l’esuberante dottor Rudy Blatnoyd / Hong Chau è Jade, massaggiatrice particolare / Jena Malone è Hope Harlingen / Andrew Simpson è la ‘guida spirituale’ della signora Wolfmann / Wilson Bethel e Anders Holm sono due agenti FBI / Sasha P
    (© 2014 Ghoulardi Film Company / IAC Film / Warner Bros.)

In copertina:
Larry ‘Doc’ Sportello, un grande Joaquin Phoenix, e il suo collaboratore Denis interpretato da Jordan Christian Hearn (© 2014 Ghoulardi Film Company / IAC Film / Warner Bros.)

NOTE

1 Il 9 agosto 1969 un gruppo di adepti della ‘famiglia’ di Charles Manson, un uomo e tre donne, entrarono in una villa uccidendo in modo efferato sette persone, tra cui l’attrice Sharon Tate moglie di Roman Polanski all’ottavo mese di gravidanza.

2 Nel 1967 appena eletto governatore della California, Ronald Reagan promulgando il Lanterman-Petris-Short Act ha istituzionalizzato le malattie mentali classificandole in modo sempre più complicato, in un solo anno raddoppiarono le patologie psichiche codificate nel codice giudiziario, e aprendo la strada a diagnosi che così andavano a colpire anche l’adesione a ideali comunisti.

3 Nel 1970 il presidente Richard Nixon inviò truppe statunitensi in Cambogia dando il via a una sanguinosa guerra civile, il 4 maggio dello stesso anno la Guardia Nazionale degli Stati Uniti aprì il fuoco sugli studenti disarmati della Kent State University, Ohio, che protestavano contro l’invasione cambogiana.
Sul terreno rimasero quattro giovani uccisi e diversi feriti, l’opinione pubblica insorse definitivamente contro l’estendersi della guerra del Vietnam.

4 Nel 1972 fu pubblicato il libro The Politics of Heroin in Southeast Asia di Alfred W. Mc Coy, Cathleen B. Read e Leonard P. Adams II che mostrava le prove del coinvolgimento diretto della CIA nel traffico di oppio ed eroina dal sud est asiatico nel periodo dalla fine della seconda guerra mondiale all’inizio della guerra del Vietnam, i servizi segreti americani avevano il controllo di almeno il 70% dell’intero mercato mondiale.

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Inherent vice
  • Regia: Paul Thomas Anderson
  • Con: Joaquin Phoenix, Josh Brolin, Owen Wilson, Katherine Waterston, Reese Witherspoon, Benicio Del Toro, Jena Malone, Joanna Newsom, Jordan Christian Hearn, Hong Chau, Jeannie Berlin, Maya Rudolph, Michael Kenneth Williams, Michelle Sinclair, Martin Short, Sasha Pieterse, Martin Donovan, Eric Roberts, Serena Scott Thomas, Yvette Yates, Andrew Simpson, Jefferson MaysKeith Jardine, Peter Mc Robbie, Sam Jaeger, Timothy Simons, Samantha Lemole, Madison Leisle, Matt Doyle, Liam Van Joosten,
  • Soggetto: Thomas Pynchon dal suo romanzo omonimo
  • Sceneggiatura: Paul Thomas Anderson
  • Fotografia: Robert Elswit
  • Musica: Jonny Greenwood
  • Montaggio: Leslie Jones
  • Scenografia: David Crank
  • Costumi: Mark Bridges
  • Produzione: Joanne Sellar, Daniel Lupi e Paul Thomas Anderson con Eli Bush e Albert Chi per Ghoulardi Film Company, IAC Film e Warner Bros.
  • Genere: Commedia
  • Origine: USA, 2014
  • Durata: 148’ minuti