La personale passione per la scultura rinascimentale, e in particolare per Donatello, mi ha portato a segnalare un evento, a mio giudizio, da mettere in agenda. Dal prossimo 27 marzo fino al 26 luglio, il Museo Diocesano di Padova ospiterà una delle mostre più interessanti per chi, come me, ama la scultura: Donatello svelato. Capolavori a confronto. Il crocifisso della chiesa dei Servi a Padova, della Basilica del Santo e di Santa Croce a Firenze.
1 donatello crocifisso dei servi

Il termine svelato è legato al vero protagonista dell’esposizione: il Crocifisso della chiesa servita di Padova, che, dopo un restauro di due anni, viene finalmente esposto al pubblico al fianco di altri due capolavori del maestro fiorentino.

     L’attribuzione a Donatello risale al 2008 è stata effettuata ad opera di Marco Ruffini e Francesco Caglioti, i quali in uno studio pubblicato su Prospettiva (nn. 130-131), hanno ascritto l’opera allo scultore in virtù di uno studio effettuato sul volume di un esemplare delle Vite del 1550, conservato presso la Beinecke Library della Yale University. All’interno della biografia dedicata al maestro, è riportata una nota circa l’esistenza di un Crocifisso ligneo, di sua mano, nella chiesa padovana di Santa Maria dei Servi: Ha [Donatello] ancor fato il Crucifixo quale è ora in chiesa di Servi di Padova.
2 donatello crocifisso dei servi
Pertanto gli studiosi hanno identificato il Cristo della chiesa padovana con quello riportato nelle Vite del Vasari. L’oblio del nome di Donatello – hanno argomentato i due studiosi – si spiega con la particolare devozione di cui l’opera ha goduto, e tuttora gode, specialmente in seguito ai fatti miracolosi del 1512, quando l’immagine in più occasioni sudò sangue dal volto e dal costato. Con il passare dei secoli la memoria popolare trasferì la paternità donatelliana alla scultura gotica della Vergine conservata sempre nella chiesa, ma la speciale cura dei fedeli per il Crocifisso ne assicurò la conservazione, preservandolo dalla distruzione o dalla dispersione, sorte molto comune per questo tipo di immagini scolpite.

     Alla luce di questa importante attribuzione, la Diocesi di Padova, previo finanziamento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Turismo, ha iniziato nel 2011 una campagna di restauro, condotto dalla Soprintendenza veneziana nel laboratorio di Udine, sotto la direzione della dott.ssa  Elisabetta Francescutti, la quale ha dichiarato:  Lo stato di conservazione del supporto ligneo è molto buono, non presenta attacchi di insetti xilofagi pregressi né in atto e le mancanze sono esigue. L’intaglio, assai raffinato, in alcuni punti è rimodellato con spessori variabili in impasto di gesso e colla che arriva a superare anche 10 mm; alcune porzioni sono realizzate solo in impasto come la maggior parte della capigliatura. Tale espediente tecnico ha permesso all’artista di toccare punti di straordinario virtuosismo esecutivo.
3 donatello crocifisso dei servi

Cristo crocifisso è raffigurato con grande naturalismo; ha la corporatura di un uomo longilineo di 187 cm di altezza, morente, come confermato dagli occhi socchiusi e dalla muscolatura ancora tonica. Tutto il corpo è intagliato con maestria e realismo; Gesù, vero Dio e vero uomo, è rappresentato nudo, con il sesso solo abbozzato e i glutei ben rilevati: non ci sono dubbi, tuttavia, sul fatto che in origine il Crocifisso fosse ultimato con un perizoma in stoffa. Anche l’incarnato, a olio, steso a velature è molto elegante e contribuisce a esaltare la resa complessiva, di grande impatto emotivo. In merito alle reali difficoltà riscontrate durante l’intervento, la direttrice ha poi aggiunto:. Il Crocifisso dei Servi è un’opera ancora molto venerata e la sua pelle “a finto bronzo” l’immagine consolidata nelle mente dei fedeli. Pertanto rimuovere tale ridipintura non costituiva un’operazione scontata. La proposta dell’intervento è stata condivisa, oltre che con i competenti Uffici diocesani, con la Parrocchia e la comunità dei credenti: soltanto dopo questa condivisione e la sua approvazione il progetto ha preso l’abbrivio.

     La paternità a Donatello non ha tuttavia trovato consenso unanime. A restauro concluso Vittorio Sgarbi ha infatti sostenuto: il crocefisso ligneo, meno policromo, sembra piuttosto l’opera di uno scultore suggestionato da Donatello e attivo qualche decennio dopo la sua partenza da padova. Probabilmente a questo si deve la patinatura tarda a finto bronzo per accrescere l’affinità con Donatello. Ora, nudo, esso appare meno espressivo e vibrante e lo si capirà bene esponendolo a fianco dei due capolavori di Donatello.
4 donatello crocifisso di sant antonio

     Tuttavia, aldilà delle polemiche legate al ritrovamento, questa esposizione rappresenta un appuntamento importante per la possibilità di osservare opere di eccezionale qualità, che non è possibile poter ammirare da vicino. Inoltre grazie a queste tre opere è possibile notare l’evoluzione stilistica dall’arte donatelliana, soprattutto a seguito dell’influenza esercitata dall’ambiente veneto sul suo stile, che, parafrasando quanto lo stesso Donatello disse a Filippo Brunelleschi, gli permise di avvicinarsi a raffigurare Christi e non contadini.

Didascalie immagini

  1. Donatello, Crocifisso (opera prima del restauro). Padova , Chiesa di Santa Maria dei Servi.
  2. Donatello, Crocifisso (opera durante il restauro). Padova, Chiesa di Santa Maria dei Servi
  3. Donatello, Crocifisso (opera dopo il restauro). Padova, Chiesa di Santa Maria dei Servi.
  4. Donatello, Crocifisso. Padova, Basilica di Sant’Antonio.

In copertina:
Donatello, Crocifisso. Firenze, Chiesa di Santa Croce.
[particolare]

Dove e quando

Evento: Donatello svelato. Capolavori a confronto. Il crocifisso dei Servi, della Basilica e di Santa Croce
  • Date : 27 March, 201526 July, 2015