Pluralità di firme per un rinnovamento continuo, pare essere questa l’idea animatrice di Aterballetto, già da qualche stagione attivatosi nel rimodellare il proprio repertorio.
Per il 2015 l’ensemble diretto da Cristina Bozzolini sfodera nuove creazioni al debutto tra marzo e
giugno, Lego di Giuseppe Spota atteso al Teatro Comunale di Modena il 21 marzo e per il semestre EXPO Antitesi del greco Andonis Foniadakis al Teatro Strehler di Milano l’11 giugno. Ad essi si aggiunge un riallestimento indicativo del passaggio tra vecchio e nuovo millennio.

Si tratta di e-ink di MK, rinato nell’ambito del Progetto RIC.CI-Reconstruction Italian Contemporary Choreography Anni ’80/’90 ideato e diretto da Marinella Guatterini, visto in anteprima durante le prove in Fonderia39, sede della compagnia a Reggio Emilia.
Presentato nel 1999 al Teatro Franco Parenti di Milano per il festival Teatri90, e-ink richiamò subito l’attenzione di critica e spettatori grazie alla poderosa fisicità messa in scena e ai suoi movimenti debordanti, tratti distintivi di una realtà artistica destinata dopo questo duetto d’esordio a dominare la scena italiana sino ad oggi, gli MK appunto.
Con la sua gestualità ad ampia gettata, massimalista e non minimalista, posta in simbiosi al tessuto sonoro ideato da Paolo Sinigaglia, e-ink indicava già sul finire del Novecento una via differente rispetto a quella battuta dalla Non-danse d’Oltralpe, basata su un arguto reticolato compositivo che ricodifica ma non ripudia spazio e tempo come fattori scenici, così come non ripudia il corpo trattato in maniera scenica.
Ispirata alla trasmissione dei messaggi oracolari, al contempo precisi e distorti, la coreografia creata da Michele Di Stefano, premiato con il Leone d’Argento alla scorsa Biennale Danza di Venezia e nel 1999 interprete del titolo insieme a Biagio Caravano, rivive a quindici anni di distanza nei corpi dei danzatori di Aterballetto Damiano Artale e Philippe Kratz che con il loro alto livello tecnico evidenziano ancor di più le frenetiche variazioni di densità ideate per i dodici minuti di e-ink.

Tra rulli di batteria e sonorità robotiche, questi danzatori-elastici, marcati da una grande “E” che svetta sul bianco dei loro abiti, modellano senza soluzione di continuità linee curve e flessuose, oscillazioni e vibrazioni, raggiungendo poi un unisono giocato sia su differenti gradazioni del medesimo movimento sia su microdettagli- quali sguardi, posizione delle teste e gesti delle mani- che impreziosiscono una tessitura coreografica brulicante d’energia, dove i picchi di tensione vengono però stemperati nell’afflosciamento improvviso dei corpi. Partiti in maniera separata, questi due corpi-E si uniscono infine in una sorta di chiusura automatica, evocando quasi lo spegnimento di un dispositivo elettronico.
Il riallestimento di e-ink per Aterballetto, in trittico con Upper-East-Side (2014) di Michele Di Stefano e Tempesta/The Spirits (2013) di Cristina Rizzo, verrà presentato il 12 maggio al festival Fabbrica Europa di Firenze.
Didascalie immagini
- I danzatori di Aterballetto Damiano Artale e Philippe Kratz in E-INK (cor. M. Di Stefano) (© Alberto Calcinai)
- I danzatori di Aterballetto Damiano Artale e Philippe Kratz in E-INK (cor. M. Di Stefano) (© Alberto Calcinai)
In copertina:
I danzatori di Aterballetto Damiano Artale e Philippe Kratz in E-INK (cor. M. Di Stefano) (© Alberto Calcinai)
E-INK (1999-2015)
Riallestimento per Aterballetto
nell’ambito del Progetto RIC.CI
Reconstruction Italian Contemporary Choreography
Anni ’80-’90
interpreti Damiano Artale, Philippe Kratz
coreografia, luci e abiti Michele Di Stefano
musica Paolo Sinigaglia
riallestimento curato da Biagio Caravano e Michele Di Stefano
produzione 2015: MK, Aterballetto, Fabbrica Europa
12 maggio 2015
Fabbrica Europa Festival
Stazione Leopolda, Firenze