“Per farla breve, decisi di diventare un collezionista di arte d’avanguardia. Molti tra i miei amici e parenti scossero la testa. Pensavano che stessi commettendo un grosso errore lasciando da parte le mie altre collezioni per iniziare a comprare opere che erano considerate da tutti ‘nonsense’. Tra la cerchia di collezionisti di Mosca avevo un soprannome non molto lusinghiero: ‘il greco pazzo’ che raccoglie spazzatura inutile.”
dalla biografia di Gorge Costakis 1993

Palazzo Chiablese di Torino accoglie una mostra-evento, mai realizzata in Italia, ricca di anteprime: opere appartenenti alla spettacolare collezione raccolta da George Costakis, più di trecento lavori, tra cui dipinti, gouache e acquerelli, arte applicata, documenti e un nucleo di un centinaio di disegni sull’architettura costruttivista.
Questa mostra oltre ad essere un vero e proprio omaggio a George Costakis (1914-1970) – l’uomo che, sfidando i divieti del regime stalinista, raccolse e salvò dall’oblio l’arte sperimentale russa del primo Novecento – è il racconto dell’avanguardia russa nelle sue fondamentali articolazioni e presenta i capolavori dei maggiori artisti di quegli anni, quali El Lisickij, Kazimir Malevic, Ljubov Popova, Aleksandr Rodcenko, Ol’ga Rozanova, Varvara Stepanova.
L’intera mostra è raccolta nel bellissimo catalogo curato dalle curatrici della rassegna: Maria Tsantsanoglou e Angeliki Charistou per Skira, con testi di John E. Bowlt e Nicoletta Misler, che meglio fanno comprendere i cambiamenti radicali e rivoluzionari di quello che è stato definito da Camilla Gray “il grande esperimento” dell’arte del XX secolo. Il volume presenta il catalogo delle opere suddiviso in undici sezioni: il nuovo impressionismo e il simbolismo, il cubo-futurismo, arte analitica, il laboratorio di cultura organica, il suprematismo e l’arte non oggettiva, il costruttivismo, il portfolio dell’inchuk, il cosmismo, l’elettro-organismo, il protezionismo, la nuova rappresentazione.

Entrando di più nel progetto della mostra, questo ci presenta una collezione, rappresentativa di tutti i periodi e tendenze dell’avanguardia e di quasi tutti gli artisti, contribuendo in maniera determinante a chiarire alcune delle vicende artistiche come la prematura scomparsa della grande artista Ljubov’ Popola, di cui è possibile seguire l’intero percorso, o per Ivan Kljun che amico di Malevic aderirà al suprematismo e Guastav Klucis che con i suoi “disegni assonometrici” tenta di combinare la pittura con l’architettura.
Costakis, anche se privo di una educazione artistica – riuscì nel corso della sua vita, trascorsa per lo più a Mosca dove è stato autista per l’ambasciata greca prima e poi per l’ambasciata canadese – era dotato di un istinto estetico raro. Prese contatto con le famiglie, gli amici, i conoscenti degli artisti e gli artisti ancora in vita. Per almeno tre decenni acquisì metodicamente opere dell’avanguardia russa, assemblando una collezione straordinaria. Egli credeva che il mancato apprezzamento del valore degli artisti d’avanguardia rappresentasse un tragico errore; era convinto che “un giorno la gente avrà bisogno e imparerà ad apprezzare quest’arte”. Fu così che negli anni Sessanta e Settanta l’appartamento di Mosca divenne il collegamento diretto con l’arte proibita dell’avanguardia ed era una sorta di straordinario museo privato di arte moderna, fucina per la formazione delle giovani generazioni e luogo d’incontro d’intellettuali, artisti e personalità di tutto il mondo: da Marc Chagall a Henri Cartier-Bresson, da Nina Kandinsky a Edward Kennedy, da David Rockfeller a Igor Stravinsky.
Nel 1977 Costakis lasciò Mosca, donando alla galleria Tret’jakov una parte significativa della sua collezione. Morì ad Atene nel 1990. La parte restante della collezione, che conta 1277 opere d’arte, fu acquistata dallo Stato greco nel 2000 e divenne la collezione principale del museo statale di artecontemporanea di Salonicco. Inoltre, la famiglia Costakis offrì in dono al museo l’archivio Costakis, con documenti importanti relativi al periodo dell’avanguardia russa.

Si può percepire, visitando questa mostra, che gli artisti d’avanguardia trovarono in Costakis, non solo un collezionista, ma un rivendicatore di un’arte non apprezzata, in un periodo in cui gli artisti russi d’avanguardia erano considerati dei “formalisti” e il formalismo, così scrive Maria Tsantsanoglou: “in un momento in cui pittori e scultori erano tenuti a propagandare e rappresentare gli ideali della nuova società sovietica, era un’accusa pari al tradimento nazionale” .
Fu solo negli anni Ottanta che la raccolta messa insieme da questo straordinario collezionista – e con essa la pittura russa d’avanguardia di cui egli evitò la dispersione – divenne famosa nel mondo grazie, in particolare, alla mostra del 1981 presso la Guggheneim di New York, dove per la prima volta venne restaurata e catalogata. Margit Rowell, nel catalogo di questa storica mostra, scrisse che quando furono aperte le casse della collezione Costakis e ne vennero estratte le opere, sentì forte la necessità che la storia dell’avanguardia fosse riscritta.

Restano ancora molti aspetti dell’avanguardia russa da comprendere e da studiare, come: il dialogo estetico, le differenze tra gli artisti, il loro rapporto con l’arte occidentale, le ispirazioni tratte dalla scienza e dalla filosofia o le politiche delle istituzioni e degli atelier.
L’esposizione presenta aspetti interessanti dell’arte degli artisti avanguardisti, attraverso i dipinti e disegni di Solomon Nikritin, artista della seconda generazione, fondatore del movimento proiezionista; le opere dei fratelli Ender fondamentali per comprendere l’applicazione delle teorie sulla quarta dimensione e sul rapporto organico tra arte, natura e biologia; una serie di primi dipinti di Aleksandr Rodčenko, figura guida del movimento costruttivista, realizzati tra il 1919 e il 1921 quando l’artista era uno dei membri della commissione di sintesi pittorica-scultorea-architettonica (Zˇ ivskulptarch), prima di abbandonare la pittura da cavalletto per lavorare sulla produzione artistica.

La collezione di porcellane di artisti quali Nikolaj Suetin, Sergei Chekhonin e soprattutto Vasilij Kandinskij e i libri progettati da diversi artisti dell’avanguardia russa tra cui Malevič, Popova, Filonov, Rozanova e Klucis, tutte prove significative dei tentativi effettuati dagli artisti dell’avanguardia di avere un impatto sulla produzione di massa. E poi i grandi capolavori come il Ritratto di Malevič datato 1910, “Donna in viaggio della Popova” (1915) in cui le istanze del cubismo francese s’intersecano con gli elementi del futurismo italiano e il “Ritmo espressivo” del 1943-1944 di Aleksandr Rodčenko, una composizione astratta che spinge a un inevitabile confronto con l’espressionismo astratto e l’action painting, per finire con i geniali esperimenti di Vladimir Tetlin Tatlin come uno dei pochi componenti ancora esistenti dei tre modelli di “bicicletta volante” presentati a Mosca nel 1923, con cui Tatlin intendeva liberare l’umanità dai vincoli della gravità e offrire la sensazione di volare come gli uccelli, anche se poi la sua invenzione non volò mai.

Si ricorda che la mostra è promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo -Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, dalla città di Torino, dal Museo Statale d’Arte Contemporanea di Salonicco con il Ministero della Cultura e dello Sport della Repubblica Ellenica, ed è prodotta e organizzata da Skira Editore e Villaggio Globale International.
Didascalie immagini
- Ivan Kljun, Ritratto della moglie dell’artista, 1910,
acquerello, carboncino e matita su carta, 34,2×29,1 cm. Museo Statale d’Arte contemporanea di Salonicco – Collezione Costakis. ©State Museum of Contemporary Art – Costakis Collection, Thessaloniki. - Ivan Kudrjasˇev, Luminescenza, 1926
olio su tela, 106,6×71 cm. Museo Statale d’Arte contemporanea di Salonicco – Collezione Costakis. ©State Museum of Contemporary Art – Costakis Collection, Thessaloniki. - Aleksej Morgunov, Figura in piedi. Pilota, 1913
olio su tela, 72,2×44,2 cm. Museo Statale d’Arte contemporanea di Salonicco – Collezione Costakis. ©State Museum of Contemporary Art – Costakis Collection, Thessaloniki. - Ljubov’ Popova, Ritratto cubo-futurista (R), 1915,
olio su cartone, 59,5×41,6 cm. Museo Statale d’Arte contemporanea di Salonicco – Collezione Costakis. ©State Museum of Contemporary Art – Costakis Collection, Thessaloniki. - Kazimir Malevicˇ, Ritratto, 1910 circa,
gouache su carta, 27,7×27,7 cm. Museo Statale d’Arte contemporanea di Salonicco – Collezione Costakis. ©State Museum of Contemporary Art – Costakis Collection, Thessaloniki. - Aleksandr Rodcˇenko, Pagliaccio – Pierrot, 1919,
matita, inchiostro, acquerello e gouache su carta, 50,8×35,6 cm.Museo Statale d’Arte contemporanea di Salonicco – Collezione Costakis. ©State Museum of Contemporary Art – Costakis Collection, Thessaloniki.
In copertina:
Ivan Kljun, Costruzione ciclica. Luce rossa, 1923,
olio su tela, 68,3×67,7 cm. Museo Statale d’Arte contemporanea di Salonicco – Collezione Costakis. ©State Museum of Contemporary Art – Costakis Collection, Thessaloniki.
Catalogo edito da Skira
Le opere della Collezione Costakis, dal 7 Marzo al 28 giugno 2015, saranno di nuovo allestite – con l’integrazione di un ulteriore nucleo di Malevich – nello splendido scenario di Villa Manin di Passariano.
Il titolo dell’esposizione sarà “Avanguardia Russa 1910 – 1930. Capolavori della Collezione Costakis”.
Dove e quando
Evento: Avanguardia russa: da Malevic a Rodcenko. Capolavori dalla collezione Costakis
- Fino al: – 15 February, 2015
- Sito web