Il Palazzo della Ragione Fotografia di Milano ospita una mostra del fotografo italiano Walter Bonatti, esploratore impavido dei grandi spazi della Terra. Le sue avventurose vicende sono ripercorse attraverso un allestimento che consta di varie testimonianze multimediali, a carattere principalmente fotografico. L’evento, sulla scia delle mostre precedenti di Sebastião Salgado e Yann Arthus-Bertrand, celebra la bellezza della natura e grida l’urgenza del rispetto per l’ambiente. Le immagini, infatti, documentano i viaggi che per più di un trentennio il fotografo ha condotto attraverso luoghi seducenti e impraticabili, in nome di una passione dirompente per l’esplorazione e il reportage, paragonabile allo stupore che pervade l’uomo che per primo scopre le amenità del pianeta; egli afferma: “Ho cercato di mettermi nei panni del primo uomo sulla Terra, un uomo che guarda affascinato e attento il mondo intorno a lui per trarne una lezione di vita”.

L’alpinista ha conquistato l’ammirazione di un folto pubblico grazie all’intraprendenza delle imprese compiute in spazi estremi, come la scalata della parete est del Grand Capucin o la spedizione sul K2 con Ardito Desio. E mai nessuno prima di lui ha scalato il pilastro sud-ovest del Petit Dru, nel massiccio del Monte Bianco. Nel 1965, in solitario, è salito anche lungo la parete nord del Cervino, aprendo la possibilità di una nuova via. Le sue azioni di alpinismo estremo, prima, e di esploratore per il settimanale Epoca, poi, sono narrate con dedizione attraverso libri e fotografie, grazie ai quali il suo coraggio si è radicato nella memoria degli spettatori e gli ha procurato notevole popolarità.

Attraverso Epoca Bonatti vuole divulgare la conoscenza dei luoghi estremi della Terra, che come è possibile notare nelle immagini in mostra, sono distanti dagli ambienti rassicuranti e circoscritti delle aree urbane, abitabili e civilizzate; sono spazi sconfinati come il deserto del Namib in Nigeria, che l’esploratore percorre come un pastore nomade regalando le sue impronte alle dune dorate, impervi e ardui come le pareti rocciose dell’Isola Sulawesi, che Bonatti scala a torso e mani nude, rischiosi e ostili come i crateri del vulcano indonesiano Krakatoa e avvincenti come le scivolose e anguste superfici dell’Ayers Rock o come l’attraversamento dei ghiacciai in Antartide.
Il fotografo si pone davanti e dietro l’obiettivo fotografico, scattando e al contempo rendendo se stesso protagonista dello scatto in quelli che possono essere definiti “autoritratti ambientali”, in luoghi da contemplare e da scoprire. Di volta in volta egli documenta la gioia di un tuffo, la fatica di una scalata, l’incertezza di un percorso irto di rischi, senza però perdere di vista le geometrie compositive e la suggestione del contesto ambientale.
La mostra milanese illustra pertanto l’amore per le sfide audaci, la passione per la narrazione e l’utilizzo dello strumento fotografico come mezzo di conoscenza e preziosa testimonianza.

Didascalie immagini
- Vulcano Krakatoa, Indonesia. Dicembre-gennaio 1968 (© Walter Bonatti/Contrasto)
- Isola di Pasqua, Cile. Novembre 1969 (© Walter Bonatti/Contrasto)
- Villaggi e popolazioni toradja (centro isola Sulawesi), Indonesia. Dicembre 1974 (© Walter Bonatti/Contrasto)
In copertina:
Vulcano Krakatoa, Indonesia. Dicembre-gennaio 1968 (particolare) (© Walter Bonatti/Contrasto)
Orari
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 20.30
giovedì e sabato 9.30 – 22.30
chiuso lunedì
ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
Dove e quando
Evento: Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi
- Fino al: – 08 March, 2015
- Sito web