Iniziata a ottobre, si è conclusa ieri al Teatro della Pergola la rappresentazione di Falstaff, produzione del Teatro Stabile di Torino in collaborazione con ERT Emilia Romagna Fondazione,.
Falstaff è il divertente personaggio shakesperiano che compare nell’Enrico IV, che ritorna nella commedia Le allegre comari di Windsor per infine morire nell’Enrico V, in un percorso che va dalla commedia alla tragedia. Corpulento e vorace, il protagonista è interpretato da Giuseppe Battiston sotto la regia di Andrea de Rosa (i due si erano già confrontati con Shakespeare, nel 2012, con Macbeth), in un itinerario che condensa la sua vita in unico atto di un’ora e cinquanta minuti.

Falstaff è il piacere dell’effrazione, la soddisfazione della carne, l’allegria della festa, l’ebbrezza del vino, la gioia della pancia piena. La libertà di vivere pienamente, di non sottomettersi ai rigidi schemi imposti dalla società. E’ un libero sfogo ai piaceri della vita.
Gli inappagabili appetiti di Falstaff sono un inno all’eccesso che passano attraverso il corpo. Il ritratto stesso di Falstaff è la sua pancia. Una pancia che è sinonimo di pienezza del vivere. Di libertà.
Il giovane principe Hal, futuro re Enrico V, viene travolto dal suo mondo e cerca di goderne il più possibile.
La taverna-bordello di Eastcheap fa da sfondo a questa fase dissoluta della sua vita: una stanza colorata, piena di oggetti, personaggi, luci, rumori. Di risate, cibo, vino, sesso, caos, musica, parolacce. A dismisura.
“Tutto nel mondo è burla”, chiosa con fragore Falstaff.
Le parole di Andrea de Rosa descrivono bene l’attualità di Shakespeare dell’epoca attuale: “Falstaff manca. Non c’è più posto per Falstaff in un orizzonte in cui il valore della responsabilità ci viene predicato fin dalla nascita e in cui gli spazi lasciati alla libertà e all’improvvisazione sono sempre più ristretti. […] Falstaff vuole la sua pancia. Falstaff vuole la sua libertà, anche quando si presenta come dissoluzione […] Il bene supremo di Falstaff è proprio l’allegria, un bene molto più concreto e a portata di mano di qualunque inarrivabile felicità”.

Gli eventi incalzano e le bellissime scenografie di Simone Mannino preannunciano che qualcosa cambierà. Il bordello variopinto viene risucchiato in una rete e rimane sospeso in aria lasciando spazio ad un palcoscenico buio, silenzioso e minimalista.
Ecco un uomo in catene, è re Enrico IV, interpretato dallo stesso Battiston. Porta sulle spalle l’onere del potere. Non è libero. Sopraggiunge il figlio Hal: è il momento del passaggio della consegna. Prima di morire il padre indica al figlio i propri doveri di regnante, preannunciandogli una nuova vita fatta di regole, per il bene del regno e della stirpe. Hal abbandona i piaceri della carne, si spoglia della pancia e indossa una nuova zavorra. L’incoronazione di Enrico V avviene attraverso il passaggio della catena, con tutte le responsabilità che essa comporta. E’ un peso diverso da quello del corpo. E’ il fardello dell’anima.

Visto il principe Hal divenire re, Falstaff si illude di essere il nuovo favorito del sovrano. Ma sarà deluso, Enrico V non vorrà più ricordare gli eccessi della gioventù. Ripudiato dal re, Falstaff non ha più motivo di essere in vita. Perde l’allegria di trascorrere il tempo tra le risa e i piaceri, in compagnia degli amici. Così tradito, Falstaff muore per il re, e in un certo senso muore per tutti.
Non è un caso che Battiston reciti il doppio ruolo di Falstaff e Enrico IV. In entrambi i casi svolge il ruolo di guida, un ruolo paterno. Falstaff è un buffone, divoratore dei piaceri della vita, nella prima parte maestro e compagno di baldorie del rampollo del re. Enrico IV è invece il padre che detta le regole. Sarà lui a decidere della vita del figlio.
Questo doppio binario viene sottolineato anche dalle scenografie, che segnano un inesorabile passaggio dalla farsa alla tragedia.
“Col riso si uccide”. La frase riecheggia sul palco con un suono quanto mai attuale.

Attraverso diversi registri, sembra che la pièce voglia comunicare che lo spirito comico sottende qualcosa di più profondo, e che spesso commedia e tragedia non sono che facce di una stessa medaglia.
Una risata ha un potere profondo. Implica un abbandono della regola, implica una complicità di chi ride con noi. Permette il passaggio di un messaggio.
Ma nonostante gli eccessi, nonostante le infinite trasgressioni alle regole precostituite, Falstaff ripudia la morte. La morte si oppone alla vita. Il suo amore per la carne, la sua risata, sono inni alla vita.
E ridere significa vivere.
Didascalie immagini
- Un’immagine da ‘Falstaff’ (Foto: Mario Spada)
- Falstaff (Giuseppe Battiston) e le due Dolls Martina Polla e Annamaria Troisi) (Foto: Mario Spada)
- Un’immagine da ‘Falstaff’ (Foto: Mario Spada)
- Falstaff (Giuseppe Battiston) (Foto: Mario Spada)
In copertina:
Un’immagine da ‘Falstaff’ (Foto: Mario Spada)
FONDAZIONE TEATRO STABILE DI TORINO
ERT EMILIA ROMAGNA TEATRO FONDAZIONE
FALSTAFF
da Enrico IV – Enrico V
di William Shakespeare
traduzione: Nadia Fusini
con Giuseppe Battiston (Falstaff/re Enrico IV),
Gennaro Di Colandrea (Bardolph),
Giovanni Franzoni (Giudice Supremo),
Giovanni Ludeno (Pistola),
Martina Polla (Doll),
Andrea Sorrentino (Principe Hal/re Enrico V),
Annamaria Troisi Doll),
Elisabetta Valgoi (Ostessa),
Marco Vergani (Ned)
adattamento e regia: Andrea De Rosa
scene e costumi: Simone Mannino
luci: Pasquale Mari
suono: Hubert Westkemper
movimenti scenici: Francesco Manetti
La tournée
13 ottobre – 2 novembre: Teatro Carignano – Torino
5 – 9 novembre 2014: Teatro Toniolo – Mestre
11 – 16 novembre 2014: Teatro della Corte – Genova
18 – 19 novembre 2014: Teatro Valli – Reggio Emilia
22 – 23 novembre 2014: Teatro Accademico – Castelfranco Veneto
25 – 30 novembre 2014: Teatro Storchi – Modena
2 dicembre 2014: Teatro della Regina – Cattolica
3 – 7 dicembre 2014: Arena del Sole – Bologna
9 – 10 dicembre 2014: Teatro Comunale – Vicenza
12 dicembre 2014: Teatro Poliziano – Montepulciano
15 dicembre 2014: Teatro Alfieri – Asti
16 dicembre 2014: Teatro Giacometti – Novi Ligure
18 – 21 dicembre 2014: Teatro delle Muse – Ancona
6 – 11 gennaio 2015: Teatro della Pergola – Firenze
Dove e quando
Evento: Falstaff
- Date : 05 January, 2015 – 10 January, 2015
- Indirizzo: Teatro della Pergola – via della Pergola 12/32, 50121 Firenze
- Sito web