Un gatto a parigi 1Finalmente a tre anni dalla sua candidatura agli Oscar come miglior lungometraggio animato, grazie alla PFA Films distribuzione, è arrivato anche sugli schermi italiani un gioiellino dell’animazione davvero unico: Une vie de chat [Una vita da gatto] di Jean-Loup Felicioli e Alain Gagnol, distribuito con la traduzione del titolo internazionale Un gatto a Parigi che gioca al rimando col musical di Vincente Minnelli Un americano a Parigi del 1951 ma che in verità non ha alcuna affinità col cartoon in questione.

L’incalzare della musica originale di Serge Besset unita al suono di sirene lontane sui bellissimi titoli di testa crea già fin dall’inizio un’atmosfera da vero e proprio polar, termine coniato dalla critica d’oltralpe per indicare i film noir fin dagli anni quaranta del Novecento che per estensione oggi qualifica immediatamente polizieschi di produzione e ambientazione francese; definizione quanto mai appropriata visto che ci troviamo davanti a un’indagine in cui sono coinvolti ladri, commissari di polizia e criminali incalliti.
L’inserimento in colonna sonora della canzone di Billie Holiday I wished on the moon aggiunge un sapore jazz che evoca una Parigi d’altri tempi, centro artistico e culturale del mondo.
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Dino è il gatto della piccola Zoe, una bimba che non parla forse a causa di un trauma, figlia unica del commissario Jeanne che ha perso il marito, anche lui poliziotto, ucciso in servizio in uno scontro a fuoco dal boss criminale Victor Costa.
Un felino di natura indipendente che vive nella casa della bambina durante il giorno ma che ogni sera al calar della notte se ne va in giro facendo ritorno soltanto al mattino.
Nelle ore notturne infatti diventa il gatto di Nico, ladro professionista, e lo accompagna nelle sue scorribande attraverso i tetti di Parigi.
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Costretta dal lavoro ad affidare spesso la figlia alle cure della signora Claudine, un giorno Jeanne scopre che Dino ha portato in dono alla piccola Zoe un braccialetto anziché le consuete lucertole morte e insospettita inizia a indagare insieme al suo vice Lucas.
Contemporaneamente sta per arrivare in città il famoso Colosso di Nairobi, una grande scultura preistorica d’immenso valore, che appena restaurato è pronto a tornare in esposizione dopo più di trent’anni attirando le mire del cattivissimo Costa deciso ad appropiarsene.
Una battaglia tra buoni e cattivi piena di sorprese e colpi di scena.
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Raccomandato ai ‘bambini’ di tutte le età Un gatto a Parigi mette in scena un’avventura d’azione molto movimentata lasciando però intuire l’esistenza di un invisibile mondo interiore dei personaggi, rivelato dai deliri allucinatori del cattivo come dagli incubi di Jeanne, in cui è minacciata dall’ombra del malvagio Costa, e dalla sua ricerca della serenità attraverso il Tai-chi.
Altro importante messaggio per i piccoli spettatori implicito nella storia è quello di dare più valore ai sentimenti rispetto ai beni materiali, infatti la bontà del personaggio di Nico che aiuta Zoe e Jeanne non è scalfita ne messa in cattiva luce dal fatto che comunque si guadagni da vivere col furto. Anzi, il suo concorrere alla realizzazione del lieto fine sembra assolverlo da qualsiasi colpa.
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Prodotto dal Jacques-Rémy Girerd fondatore dello studio Folimage, scrittore e autore dei lungometraggi La profezia delle ranocchie, Mia e il Migù e dell’inedito in Italia Tante Hilda!, Un gatto a Parigi è un oggetto prezioso che costituisce anche un’importante mezzo di educazione all’immagine per l’infanzia.
Oltre a proporre un’animazione tradizionale disegnata a mano con vera passione, il film trae ispirazione direttamente dall’opera di grandi pittori: nella stilizzazione di alcuni personaggi è riconoscibile lo stile di Amedeo Modigliani, nei fondali che in certe semplificazioni prospettiche rimandano a Picasso e, soprattutto nella scena dello zoo, ai cromatismi del Paul Gauguin di Tahiti.
Senza dimenticare la sequenza in cui una scia di profumo assume aspetto antropomorfo e vola nel cielo evocando l’universo espressivo di Marc Chagall.
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Una lezione d’estetica utile ad avvicinare i bambini all’arte, un film ricco di soluzioni grafiche semplici ma estremamente efficaci e suggestive, come le scene ambientate al buio disegnate in bianco su fondo nero ad esempio, che porta avanti quel Cinema d’animazione caparbiamente resistente allo strapotere del digitale e che trova in Francia un baluardo capace di regalare ancora tante opere interessanti e bellissime.
Purtroppo poi queste creature raffinate faticano a raggiungere il nostro pubblico per lo scarso coraggio della distribuzione nazionale, a rischiare su opere realizzate come espressione artistica anziché come articoli industriali messi su per far da traino alle vendite degli immancabili gatgets.
Grazie alla PFA Films per aver recuperato per noi questa chicca animata.
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Didascalie immagini

  1. Locandina italiana
  2. Nico e Dino sui tetti di Parigi
  3. La piccola Zoe e Dino con le sue lucertole secche, trofei di caccia notturna
  4. Jeanne nell’ufficio del suo vice Lucas / Jeanne e il Colosso di Nairobi / La signora Claudine / Zoe e Dino tra le guglie di Notre Dame
  5. Jeanne combatte i suoi incubi a colpi di Tai-chi / Inverno parigino / Zoe e Dino soccorsi da Dino / Victor Costa e la sua banda / Fuga nell’oscurità
  6. La scia di profumo antropomorfa come le figure volanti nei quadri di Marc Chagall
  7. Fotogrammi dai bellissimi titoli di testa e di coda
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    (© 2010 Folimage / Lunanime / Lumière / Digit Anima / France 3 Cinéma / Rhône-Alpes Cinéma / Agora / RTBF Télévision Belge)

In copertina:
Dino sui gargoyles di Notre Dame
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(© 2010 Folimage / Lunanime / Lumière / Digit Anima / France 3 Cinéma / Rhône-Alpes Cinéma / Agora / RTBF Télévision Belge)

SCHEDA FILM

  • Titolo originale: Une vie de chat
  • Regia: Jean-Loup Felicioli, Alain Gagnol
  • Con le voci originali di: Dominique Blanc, Bernadette Lafont, Bruno Salomone, Jean Benguigui, Oriane Zani, Bernard Bouillon, Jacques Ramade, Jean-Pierre Yvars, Patrick Ridremont, Patrick Descamps, Yves Barbaut, Line Wiblé,
  • Sceneggiatura: Alain Gagnol, Jacques-Rémy Girerd
  • Disegno dei personaggi: Jean-Loup Felicioli
  • Musica: Serge Besset
  • Montaggio: Hervé Guichard
  • Produzione: Jacques-Rémy Girerd per Folimage con Annemie Degryse, Jan De Clerco e Alexander Vandeputte per Lunanime Lumière, Arnaud Demuynck per Digit Anima con Daniel Goudineau e Alice Girard per France 3 Cinéma con Grégory Faes, Nathalie Huchard e Mireille Ferrand per Rhône-Alpes Cinéma e Arlette Zylberberg per RTBF Télévision Belge
  • Genere: Animazione
  • Origine: Francia / Belgio / Olanda / Svizzera, 2010
  • Durata: 64’ minuti