– di Waldrada –

È uscito nelle librerie, appena presentato a Londra presso l’Istituto di Cultura Italiano il libro edito Rizzoli Ex Libris in inglese, Bompiani in italiano, di Michelangelo Pistoletto e Alain Elkann: La Voce di Pistoletto.
Michelangelo Pistoletto, compie 80 anni e ci regala un libro.
Uno dei più grandi esponenti dell’Arte Povera italiana, racconta attraverso citazioni, racconti, pensieri, archivi fotografici, gli incontri e le esperienze che hanno segnato le tracce del movimento dell’Arte Povera e che hanno influenzato il suo percorso personale come produttore e regista, artefice e pensatore di questo movimento.
La voce di PistolettoUn libro che aiuta a comprendere uno spaccato di una delle correnti tra le più importanti dell’arte del XX secolo nel nostro Paese.
Arte Povera: Michelangelo Pistoletto, artista, artigiano, pensatore e filosofo, uomo.
Il ritorno alla semplicità degli oggetti, il corpo e il loro atteggiamento nello spazio attraverso il tempo: tutto questo è arte.
Le parole di Pistoletto sono facili, lineari, comprensibili e chiare.
Sono semplici. Sono ricche di Arte Povera.
Spiegano grandi prospettive, ampi pensieri, infiniti profondi sentimenti e la realtà tutta, che si trasforma, con semplicità.
Trattano e tracciano la relazione tra gli oggetti e il campo spazio/tempo, dove prendono forma e identità.
Il quotidiano che prende vita quando esprime significato, delineato sia nella natura sia nell’artificialità. L’energia e il dinamismo racchiusi nel corpo di lavoro.
Una natura che viene documentata, raccolta, assemblata e spiegata attraverso processi di trasformazione fisici e chimici.
No Cultura. No Arte=Sistema, ma Arte=Vita.
Questa l’Arte Povera, espressa nelle opere dell’artista, riflessa e regalata agli spettatori del nostro tempo sugli specchi dello stesso Pistoletto.

Gli elementi che ci circondano, che circondano noi tutti, prendono vita nelle opere, interagendo sul campo sensibile dell’artista che si rivolge alla vita di tutti i giorni e comunica in un linguaggio che si divincola dagli stereotipi.
Come preparare un risotto, suggerisce Pistoletto.
Addizionare gli elementi in sequenza elevando allo stato di pura identità gli elementi stessi nella interazione reciproca. Cucinare come esempio.
Dove tutto trova il suo esatto luogo in giusta misura, in relazione al resto.
Battuto, soffritto, gocce di vino a sfumare e innalzare i sapori degli odori.
La scelta del cuoco su come utilizzare il brodo. Un po’ alla volta, a fuoco lento o tutto insieme a fiamma viva. Fa parte della personalità individuale.
Comporre una pietanza, buona per l’anima, il corpo, la mente, la vista.
Comporre un’opera che riflette gli elementi nella sua composizione complessiva e regala nutrimento, simbolo di trasformazione, origine, fine, mezzo e scopo di tutte le cose, in armonia con significato.
Perché intitolare il volume La Voce di Pistoletto?
Pistoletto dice che ama parlare. Ha sempre amato parlare, comunicare, anche con le parole.
Il libro sono le sue parole, pronunciano il percorso che ha reso l’artista uno dei più grandi comunicatori della storia d’arte italiana.
La voce come ulteriore elemento e mezzo allo stesso tempo di aggregazione di pensieri intenti a dare una forma alle cose.
Specchio dell’anima. Timbro del significato.
Il libro come una testimonianza che può essere verificata.
Michelangelo Pistoletto
Le parole, come infiniti segni, come simboli matematici che si dispiegano in una formula di visione artistica.” Dice l’artista.
Concetto dell’infinito dal punto di vista del reale.
Si ha la relazione Spazio/Tempo, la fisicità dell’esistenza che viene verificata, testimoniata, espressa, riflessa nello specchio.
Negli specchi di Pistoletto. E adesso nelle sue parole.
L’arte mi ha lasciato completamente solo, libero di esprimere e scoprire me stesso”.
Quando hai necessità di fare un autoritratto, hai bisogno di uno specchio. Certamente riprodurre me stesso non era sufficiente, non era abbastanza.
Mi dovevo identificare nella società per trovare la mia identità

E solo i termini di paragone aiutano in questo processo.
La società è mobile, avevo bisogno di qualcosa di mobile, in continua trasformazione” come del resto sono il corpo e la mente e il tutto.
Come rendere mobile la pittura? Come realizzare un’opera che esprima questo senso di cambiamento e trasformazione continuo che caratterizza la realtà che ci circonda?
“Ho trovato così risposta nello specchio.
 

Didascalie immagini

  1. La voce di Pistoletto
    copertina del volume
  2. Michelangelo Pistoletto
    foto di Stephan Röhl
    (fonte)

In copertina:
La voce di Pistoletto
copertina del volume

Michelangelo Pistoletto
Alain Elkann

La Voce di Pistoletto

301 pagine
Bompiani editore