L’urlo disperato, che riverbera dai tratti esasperati del protagonista di “I Touch a Red Button Man,” contiene in sé tutta la tensione di una generazione persa a inseguire qualcosa. Alla ricerca di quell’attimo da poter fermare, insieme allo scorrere del tempo. Quelle cose da salvare, persone, certezze, noi stessi. Si tratta di un video che Lynch ha scritto, in collaborazione con gli Interpol, per la loro performance al Coachella Festival del 2011.
Il testo di ‘Lights‘, assolutamente in simbiosi con le immagini, fa eco ad una deriva inarrestabile dichiarata nello sguardo allucinato del protagonista. E’ difficile non trarre un parallelo tra lo sguardo allucinato del video e quello di Lynch immortalato nella fotografia di Richard Dumas e che fa da sfondo a questa retrospettiva del cineasta, fotografo, autore, attore, compositore ed, essenzialmente, uomo.
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Certamente, in ‘Little Stories” la retrospettiva in esposizione al Cinema Galeries di Brussels fino al 1° Marzo 2015, Lynch ci impone un esercizio. Ci chiede di guardare dentro e fuori da noi stessi per darci la possibilità di ritrovarci. Questa doppia dimensione dello sguardo sembra surrealista come le immagini che compongono la mostra. Una carrellata di ‘essential Lynch‘ che ci proietta nel suo mondo impietoso e freddo, come l’asfalto delle autostrade americane, soggetto ricorrente nei film dell’autore. Dove cercano di condurci? dove finirà questo viaggio alla fine della notte, che sembra non terminare mai?

Per presentare la mostra, Lynch ha preferito sottolineare l’aggettivo che compone il titolo. Sono queste ‘piccole’ storie, infatti, che racchiudono l’essenza della sua dimensione, di quella che ha cercato di raccontarci attraverso la sua arte e che scaturisce da queste immagini. I sottili richiami a de Chirico e a Magritte sono interconnessi alla dimensione sovraumana e ultraterrena, che compongono la sua essenza.
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Una cosa è chiara: a Lynch non importa passare per dei mezzi già visti, accettati e rivisti, guarda oltre; – lui sì per davvero. La sua arte lo ha sempre fatto guardare avanti e oltre ed è questa la sua ricchezza. Il viaggio che ci invita a fare è dentro il suo mondo e il nostro, al contempo.
Ci presta la sua lente, attraverso la quale scopriamo un universo, che ci scuote nel più profondo di noi stessi ma che ci abita da sempre. Solo cedendo arrendevolmente a questa nuova realtà possiamo interpretarla, e renderla vera per noi stessi. Ci abbandoniamo come corpi fluidi nella galassia lunare che fa da sfondo all’uomo lynchiano e alla sua essenza. Cosa guadagniamo accettando questa scommessa. L’artista non ci promette nulla. Ma queste piccole storie hanno un tema in comune: il decadimento, la cancrena, qualcosa di simile alla morte, nemica dell’uomo.
David lynch
Guardando più attentamente, scopriamo che dentro questa ferita, c’è l’essenza di vita che accompagna la nostra esistenza. Fortissimo è il richiamo di mondi lontani, di vite che aspettano di nascere e divenire. Il dolore di oggi era la gioia di ieri, quello che ci ha resi felici, che ha dato senso alla nostra vita. Come non provare amore per questo dolore che ci fa sentire tanto vivi.
Riscoprire noi stessi, le nostre origini, scavando con gli occhi e con le unghia nella dimensione della nostra realtà.
Tutto quello che vedo sono vite pacifiche che mi sfuggono – vorrei poter guardarle – ed è per questo che ti stringo forte
                                                                                                                                Testo di “Lights” di Interpol.

Didascalie immagini

  1. David Lynch fotografato da Richard Dumas, particolare sulla locandina del Cinéma Galeries
  2. David Lynch, Interior 11 (courtesy David Lynch)
  3. David Lynch, Hello my name is (courtesy David Lynch)

In copertina:
David Lynch fotografato da Richard Dumas, particolare sulla locandina del Cinéma Galeries

Dove e quando

Evento: David Lynch – Small stories
  • Fino al: – 28 February, 2015
  • Sito web