Un altro evento arricchisce le manifestazioni per il centenario della Galleria d’Arte Moderna di Palazzo Pitti.
La mostra Il colore dell’ombra. Dalla mostra internazionale del Bianco e Nero. Acquisti per le gallerie. Firenze 1914 è una bella occasione per ripercorrere la storia di un’esposizione che, un secolo fa, diede un nuovo e forte impulso alla grafica d’arte.
Fu infatti a Firenze, precisamente nei locali della Società di Belle Arti di via della Colonna, che cento anni fa si aprirono le porte una importante esposizione internazionale dedicata alla grafica ad ampio spettro: disegni, acqueforti, xilografie, litografie.
La peculiarità dell’esposizione oggi a Pitti è nel suo essere non soltanto una mostra di opere d’arte, ma la riproposizione di un contesto culturale essenziale per lo sviluppo in seguito intrapreso dall’arte grafica italiana.
Adolfo De Carolis (1874-1928), Copertina del Catalogo della 1a Esposizione Internazionale di Bianco e Nero,
Con l’aprirsi del Ventesimo Secolo varie mostre dal respiro nazionale ed internazionale nascevano da quel nuovo fervore verso la grafica, legata a filo doppio all’editoria libraria di pregio, e che proprio da quell’ambito muoveva i passi per diventare espressione artistica indipendente.
Alla primaverile fiorentina del 1914 era già stata anticipata, ad esempio, la Mostra Xilografica di Levanto del 1912 alla quale parteciparono molti degli artisti in seguito protagonisti dell’esposizione toscana.
Gerald Spencer-Pryse (1822-1956), Alle corse, 1912,
Il successo e l’attrattiva di tali eventi si misurava, secondo una modalità d’operare che oggi sfortunatamente non sembra più essere all’ordine del giorno, nell’interesse da parte delle Gallerie pubbliche che, attraverso commissioni preposte all’acquisto delle opere d’arte, incrementarono le collezioni del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e della nascente Galleria d’arte Moderna, da subito in stretto e diretto rapporto con la contemporaneità.
Basta leggere i numeri per comprendere come la grafica, anche nel Ventesimo Secolo, abbia occupato un posto di privilegio: su un totale di 8300 opere conservate nella Galleria, più di 4500 sono infatti realizzate su carta.
Edgardo Rossaro (1882-1972), Ritratto della pittrice Evangelina Alciati, 1911,
Il nuovo fare artistico proposto da tali eventi era ormai così tecnicamente complesso e variamente declinato, persino sperimentale in alcune sue vie, da interessare un sempre maggior numero di artisti che, sotto l’egida dei loro maestri, decidevano di intraprendere la strada della grafica. Uno degli esempi più significativi fu quello di Adolfo De Carolis, riconosciuto come padre della rinascita della xilografia in Italia, sulla scia di quanto stava già avvenendo in Europa ed in particolare in Inghilterra sotto l’egida di William Morris. Insegnante accademico, De Carolis forgiò una schiera di allievi divenuti adepti di tale rinata forma d’arte, e spesso attivi per le maggiori case editrici.
Adolfo De Carolis (1874-1928), Autoritratto, 1904,
L’esposizione, visibile fino all’8 marzo, presenta un centinaio di opere tra quelle allora acquisite dalle Gallerie utilizzando il contributo economico versato dal Re, dallo Stato e dal Comune.
Interessante notare come la selezione non rispecchi solamente parte delle presenze alla Primaverile del 1914, ma fornisca inoltre informazioni sul gusto e sulle modalità operate dalle istituzioni fiorentine per arricchire le loro raccolte. Le scelte furono le più varie, dagli artisti affermati ad altri quasi sconosciuti, passando attraverso opere economicamente onerose, come ad esempio gli Ostaggi di Crema di Gaetano Previati pagati 3.000 lire. Di De Carolis furono acquistate ben 8 xilografie, ed anche la Scuola d’incisione fiorentina di Celestino Celestini, all’epoca neonata di due anni, fu rappresentata dagli accorti acquisti della Galleria.
Gaetano Previati (1852-1920), Gli ostaggi di Crema, 1900 circa,
Le scelte del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi si indirizzarono prevalentemente verso le opere di artisti stranieri, muovendosi tra i nomi noti della grafica tardo ottocentesca quali Alphonse Legros e Robert Goff, ad altri che avevano riscosso particolare menzione alle Biennali veneziane, fino a giovani pressoché sconosciuti come Ernest Callebout, le cui opere, poetici paesaggi delle Fiandre, sono esemplari di come la stampa d’arte potesse mantenere anche un ruolo di opera d’arte autonoma.
John Copley (1875-1950), Spettatori attenti, 1910 circa,
Il mezzo espressivo dominante è, nelle tante opere presentate, il “bianco e nero”, vero e proprio “colore” protagonista dell’esposizione. Di questo danno conto le 9 sezioni tematiche entro le quali si struttura l’esposizione “variopinta” per generi e soggetti che spaziano dai ritratti ai paesaggi urbani, a quelli d’acqua, le vedute, sino al tema del lavoro declinato in grande varietà di volti e situazioni che, allora, iniziavano ad affacciarsi anche al mondo dell’arte.

Didascalie immagini

  1. Adolfo De Carolis (1874-1928), Copertina del Catalogo della 1a Esposizione Internazionale di Bianco e Nero,
    xilografia, Firenze, Biblioteca del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi
  2. Gerald Spencer-Pryse (1822-1956), Alle corse, 1912,
    litografia a colori, Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi
  3. Edgardo Rossaro (1882-1972), Ritratto della pittrice Evangelina Alciati, 1911,
    disegno a matita rossa, Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi
  4. Adolfo De Carolis (1874-1928), Autoritratto, 1904,
    xilografia a colori, Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi
  5. Gaetano Previati (1852-1920), Gli ostaggi di Crema, 1900 circa,
    disegno a matita su carta, Firenze, Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti
  6. John Copley (1875-1950), Spettatori attenti, 1910 circa,
    litografia, Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

In copertina:
Edgardo Rossaro (1882-1972), Ritratto della pittrice Evangelina Alciati, (particolare) 1911,
disegno a matita rossa, Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi

Dove e quando

Evento: Il colore dell’ombra
  • Date : 25 November, 201408 March, 2015
  • Indirizzo: Galleria Palatina di Palazzo Pitti, Firenze
  • Sito web