Alla Galleria d’arte moderna di Palermo viene ospitata “Cagliari”, una mostra che nasce dalla collaborazione dell’artista piemontese Enzo Cucchi, protagonista della Transavanguardia, e del gruppo palermitano Laboratorio Saccardi (Marco Leone Barone e Vincenzo Profeta).

Protagonista dell’evento è la città di Palermo, chiamata Cagliari e oggetto di una passeggiata immaginaria vissuta mediante le sperimentazioni visive del Laboratorio e le caratterizzazioni simboliche della poetica di Cucchi. Ne derivano installazioni, sculture, video e dipinti che costituiscono i linguaggi distintivi della contemporaneità e si fanno largo in uno spazio istituzionale e storicizzato, determinando un’unione contrastante come quella tra la dimensione divina e la dissacrazione paganeggiante che beffeggia quest’ultima in alcune opere proposte. Palermo, infatti, è la culla di arte, storia e tradizione ma anche di eventi tragici come l’uccisione dei magistrati che hanno lottato contro la mafia e che viene perpetuata dai rossi e gialli allarmanti e allucinati che inquadrano l’uscita autostradale per Capaci; per questo sulle tessere di un mosaico, tecnica prediletta dall’arte cristiana, non si dispiegano rappresentazioni pacifiche di santi o figure “pantocratiche”, ma una creazione universale disastrosa generata da un’inquietante mano rossa che disegna un caos vandalico di segni siluranti, sopra la chiesa che richiama la Cattedrale della Santa Vergine Maria Assunta e le cupole estradossate che ricordano San Giovanni degli Eremiti. Su quel mosaico, posto a terra come i pavimenti romani della Villa del Casale di Piazza Armerina, si deve necessariamente camminare per accedere alla seconda sala espositiva, dove gli orrori della cronaca si accostano ai capolavori della storia dell’arte come il palermitano Trionfo della morte o Guernica di Picasso.

Palermo, la città delle delizie fruttate della Cuba e del sangue versato a fiotti dalla criminalità, è indicata con il nome di un altro capoluogo isolano, quello sardo, per sottolineare il carattere straniante delle opere in mostra, che offrono visioni spiazzanti del visibile. I contrappunti palermitani a volte si fanno macabri, seppur stemperati dai colori pop e da una serialità degna della Factory di Andy Warhol, o da intrusioni irridenti come i due occhi simili a tuorli d’uovo che si sovrappongono a un essere spiritico, scuro e diabolico ma dotato di aureola. Inoltre Palermo è anche il luogo dei sincretismi religiosi e culturali, per questo due statuette di Buddha sono affiancate alla Madonna e in un polittico si mescolano monaci francescani a figure orientali, mentre la veste satirica tinge il sacro di profano e di parodico mettendo un pallone da calcio in mano a Santa Rosalia in Edicola.

La satira dai toni noir, dunque, offre in “Cagliari” una visione smaliziata e impertinente di una Palermo inedita e agrodolce, amata e odiata, che gratta insistentemente la coscienza collettiva.
Didascalie immagini
- Immagine guida della mostra ‘Cagliari’ di Enzo Cucchi (fonte)
- Enzo Cucchi, Senza titolo (fonte)
- Laboratorio Saccardi, Senza titolo, 2014 (fonte)
In copertina:
Enzo Cucchi, Senza titolo
(particolare)
(fonte)
Orari
martedì- domenica ore 9.30 – 18.30, lunedì chiuso
Dove e quando
Evento: Cagliari
- Fino al: – 25 January, 2015
- Sito web