Durante il New Deal, l’etnomusicologo statunitense Alan Lomax cominciò a viaggiare per il Paese registrando interviste e performance musicali di artisti – professionisti e dilettanti – legati alla musica folk. Conservato su dischi di alluminio e acetato, il lavoro di Lomax confluì nel fondo apposito della Library of Congress fino al 1942, anno in cui il Governo tagliò i fondi per la ricerca e la collezione del materiale musicale folklorico degli Stati Uniti. L’opera di Lomax ci ha permesso di conoscere, dalla viva voce degli interpreti, un genere musicale che diversamente sarebbe stato impossibile inquadrare a pieno a causa della – potremmo dire anche grazie alla – sua ontologia profondamente ancorata all’oralità.

Certo, queste ricerche sono state il punto di partenza per The Gutbuckets – duo formato dai chitarristi Antonio Speciale e Mario Evangelista – che nella loro opera prima “Kick Out the Lomax” hanno esplorato il repertorio folk americano, in particolare proprio quello del ventennio interessato dall’attività dell’etnomusicologo.
Il duo, oltre ad essere costituito da ottimi musicisti, ha come caratteristica il gusto per la ricerca filologica nell’esecuzione delle canzoni; il suono globale della registrazione, i timbri utilizzati (chitarre, mandolini, kazoo, cucchiai, banjo, grattugie), le pronunce dei testi sono studiati per restituire all’ascoltatore un prodotto che sia il più fedele possibile all’originale. Non potrebbe essere diversamente.

Antonio Speciale è un profondo conoscitore degli stili chitarristici e vocali folk del meridione degli Stati Uniti; Mario Evangelista, da canto suo, accoppia alla carriera di musicista quella di musicologo (è autore, fra l’altro, di un interessante lavoro su Sylvano Bussotti dal titolo Teatri Nascosti: gesto segno e drammaturgia nell’opera di Sylvano Bussotti) mostrandoci un esempio maturo di come la conoscenza accademica si possa riversare nella pratica arricchendola. Persino la grafica – semplice, fumettistica e spiritosa – riporta alla mente alcuni stilemi tipici della retorica blues e folk, fra i quali il macabro crocevia al quale i nostri due artisti hanno incontrato un buffo diavolo.

Le canzoni confluite nell’album sono tutte grandi classici (basterà forse citare su tutte St. James Infirmary) ma possono costituire una gradevolissima sorpresa per il grande pubblico che, soprattutto in Italia, non ha molte occasioni di confrontarsi con l’ascolto di questo genere e certamente scarsissime di farlo con questa qualità.
Una volta ebbi modo di sentire che il blues è come un medico: può tirarti su o abbatterti del tutto con quello che dice. La musica contenuta in “Kick Out the Lomax”, in un momento così buio della nostra storia politico-economica, se forse non può portare l’allegria potrà di certo confortarci così come ha fatto fra gli anni Venti e Quaranta in America.
Didascalie immagini
- The Gutbuckets: Antonio Speciale e Mario Evangelista
- ‘Kick Out the Lomax’
(cover) - The Gutbuckets – duo formato dai chitarristi Antonio Speciale e Mario Evangelista
In copertina:
The Gutbuckets in una realizzazione di Andrea Mancaniello
(per Arte e Arti Magazine)
Tracklist:
1) Blue Eyed Mama
2) Cocaine Habit Blues
3) Whitewash Station
4) Hard Times Killing Floor
5) My Pencil Won’t Write No More
6) St. James Infirmary
7) Got a Letter From My Darlin’
8) On The Road Again
9) Wayfaring Stranger
10) Took My Gal A-Walking
11) In the Pines
- Antonio Speciale:
voce, chitarra, banjo, kazoo, campanello - Mario Evangelista:
voce, chitarra, mandolino, cucchiai, grattugia