Le immagini di un territorio spesso ne documentano anche la buona o cattiva gestione dal punto di vista normativo, amministrativo sono cioè testimonianza di come la politica ha agito su quel territorio. Un tempo tali “fotografie” erano costituite dai dipinti, dagli affreschi (si pensi a quelli celebri del Lorenzetti “effetti del cattivo governo” e “gli effetti del buon governo” nella sala dei Nove del Palazzo pubblico di Siena). Oggi tali testimonianze sono possibili soprattutto grazie ai video. E proprio ad un Festival internazionale di architettura in video, che si è svolto il 28 e 29 novembre a Firenze voglio dedicare il mio breve contributo mensile. Sto parlando del Festival internazionale di architettura in video – MEDIARC arrivato alla sua quattordicesima edizione – dedicata ai Paesaggi. Le parole d’ordine più citate durante il seminario di apertura al quale ho partecipato sono state un po’ quelle che sentiamo spesso evocare in questo periodo quando si parla di territorio e paesaggio e cioè ricucire, tutelare, preservare, non consumare.
Ma oltre a seminari e alle proiezioni dei video, il Festival ha ospitato anche altri eventi artistici: infatti al primo piano della sala delle Colonne, sempre presso Le Murate di Firenze, luogo certo testimone principale in città di questa politica del recupero di spazi urbani dimenticati, c’era anche una splendida mostra fotografica dedicata ai paesaggi urbani – Borderline landscape.
All’interno della mostra molte e varie fotografie mettevano insieme i graffiti di una metropoli come Londra (una didascalia delle foto recitava: “la street art come testimonianza di un segno antropologico borderline: al limite tra legale e illegale”) e i muri colorati di città brasiliane, i palazzi diroccati di Beirut e le forme avveneristiche di città come Dubai, le periferie di Tunisi e i palazzi di Amsterdam.
Naturalmente molte foto erano dedicate anche a Firenze, ai molti graffiti anche sui muri della città o a suoi scorci non proprio usuali (bellissima secondo me una foto notturna della passerella pedonale della Stazione del Campo di Marte). Naturalmente al paesaggio e alla sua tutela sono dedicate molte norme. Durante la serata del 28 novembre è stata ad esempio ricordata la Convenzione europea del paesaggio. Tale lemma non poteva mancare nei nostri archivi storici di documenti giuridici. Ricorre ben 19 volte: la troviamo nella Costituzione italiana così come negli Statuti delle Regioni.
Ma sapete anche dove potete trovarla? Nel Codice della Strada.
Noi conserviamo nell’archivio LLI (Lingua Legislativa Italiana) il Testo unico delle norme sulla circolazione stradale, nella versione pubblicata nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana, del 23 giugno 1959. L’articolo 11 commi 3 e 4 così disponeva sui cartelli pubblicitari:
(…) Qualora i cartelli ed i mezzi pubblicitari debbano essere collocati in zone nelle quali esistano vincoli a tutela delle bellezze naturali o del paesaggio o di cose di interesse storico ed artistico, l’ autorizzazione è data previa presentazione da parte del richiedente del nulla osta della competente autorità. Come prevedeva il comma 4 i “cartelli e gli altri mezzi pubblicitari” dovevano avere vari requisiti e osservare varie prescrizioni: non superare la superficie di sei metri quadrati; non essere collocati a distanza minore di tre metri dal confine della carreggiata; non essere collocati a distanza minore di duecento metri prima dei segnali stradali e di cento metri dopo i segnali stessi. La burocrazia come sempre imperversava e quindi molte autorità avevano voce in capitolo. Così la “distanza fra i cartelli sarà stabilita con decreto del Ministro per i lavori pubblici e, ove esistano vincoli a tutela delle bellezze naturali o del paesaggio o di cose di interesse storico ed artistico, di concerto con il Ministro per la pubblica istruzione”. Curioso poi che la norma chiarisse che tali cartelli non dovessero “essere collocati in corrispondenza delle curve, sulle rocce e pareti rocciose”. Chissà forse si pensava che il cartello pubblicitario in curva potesse distrarre il guidatore e causare incidenti (dovevano ancora venire i tempi dei telefonini in macchina …).
Io non so se tutta questa normativa sui cartelli ed i mezzi pubblicitari lungo le strade sia ancora in vigore, certo incuriosisce il fatto che in un paese che aveva queste sensibilità si sia poi arrivati ai dissesti che osserviamo oggi: insomma si pensasse a tutelare il paesaggio dalla pubblicità stradale e poi si costruissero i palazzi … in riva al mare.
Didascalie immagini
In copertina:
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