Vittorio Sgarbi cura l’esposizione palermitana Artisti di Sicilia. Da Pirandello a Iudice, che illustra un secolo di arte siciliana; è un periodo paragonabile, secondo il critico, a un secolo di arte italiana, perché la Sicilia ha generato un numero notevole di talenti letterari e artistici: “Tante vite, tante esperienze al centro del mondo in un’isola fuori dal mondo”.
Presso la sede della Fondazione Sant’Elia, dunque, possiamo ammirare l’ingente produzione di noti artisti siciliani del ‘900; un progetto che, dopo aver aperto i battenti a Favignana in estate, ha ora raggiunto dimensioni museali e calamitato l’attenzione di noti musei nazionali e internazionali.

Come nel fregio di una colonna coclide si susseguono davanti agli occhi del visitatore le opere che narrano scrupolosamente le vicende salienti della storia dell’arte isolana più recente e ne costituiscono un esemplare compendio: agli inizi si collocano i paesaggi trasognati di Francesco Trombadori, le prefigurazioni iperrealiste dei corpi sfatti e cedevoli di Fausto Pirandello, i risvolti futuristi di Pippo Rizzo, che ha saputo agganciarsi alle vicende artistiche nazionali; inevitabile è la presenza di Renato Guttuso con la sua sfavillante Vucciria, che scardina qualsiasi accenno di spazialità ordinata tramite l’accatastamento opulento degli alimenti e coinvolge tanto lo spettatore da far percepire persino le acri esalazioni delle olive in salamoia, del pesce spada appena pescato e delle carni macellate, mentre uno spazio di soli colori e suggestioni cubiste si stende sui Tetti di Roma, e rovine e detriti perpetuano il macabro ricordo del devastante terremoto del Belice in Rovine di Gibellina: tutti affreschi civili e storici, che con ragione Sgarbi rapporta alle opere di Alessandro Manzoni.

Straniante, invece, il realismo di Bruno Caruso, sino a raggiungere echi di espressionismo esistenziale e “munchiano”. Curiose e fiabesche come gnomi e streghe le figure dell’esoterico Casimiro Piccolo. Lirici e puri i paesaggi di Piero Guccione, come Carrubbo, in cui la resa sensibile dei valori atmosferici profuma di Leonardo.
Silvestre Cuffaro recupera l’arcaicità siciliana, sentimentale e virgiliana, in Sogno del pastore, che rivela una resa sintetica della figura, memore della ”Vecchia assetata” di Arnolfo di Cambio, mentre con Pietro Consagra forme elementari e astratte si aggregano in composizioni inesplicabili.
Non manca la ricerca dei ceramisti, quella della tradizione calatina di Andrea Parini e quella più contemporanea di Giacomo Alessi, nelle cui Finestre sul Mediterraneo rivediamo l’installazione di Tano Festa sul lungomare tirrenico (Monumento per un Poeta Morto) e l’essenzialità suprematista di Malevič.

La fotografia raggiunge vertici drammaticamente attuali con i corpi annientati dei clandestini ai bordi del mare a Sampieri, 30 settembre di Gianni Mania, o con le sensazioni nostalgiche di viaggio e attesa nel bianco e nero di Alì Terme di Carmelo Bongiorno.
Così a Palermo convivono meditazione e conflitto, elegia e solarità, visionarietà e realismo, in un’olimpica summa dell’arte siciliana novecentesca, attesa anche a Catania a gennaio.

Didascalie immagini
- Fausto Pirandello Nudo in prospettiva, 1923,
Olio su tela, 132,5 x 74,5 cm Roma, collezione famiglia Pirandello - Renato Guttuso, La Vucciria, 1974,
Olio su tela, 300 x 300 cm Palermo - Piero Guccione, Tramonto a punta Corvo, 1974,
Olio su tela, 25 x 50 cm Palermo, collezione privata - Vittorio Corona, Dinamismo aereo, 1926,
Tempera su cartone, 250x390mm, Roma, collezione privata
In copertina:
Renato Guttuso, La Vucciria, 1974,
Olio su tela, 300 x 300 cm Palermo [particolare]
Orari: da martedì a venerdì 9.30 – 19.00
Sabato e domenica: 9.30 – 22.00
25 dicembre: chiuso
26 dicembre: 16.00 – 22.00
Dove e quando
Evento: Artisti di sicilia. Da Pirandello a Iudice
- Fino al: – 26 December, 2014
- Sito web