Negli spazi espositivi di Villa Zito a Palermo è in mostra “Di là del faro. Paesaggi e pittori siciliani dell’Ottocento”, a cura di Sergio Troisi e Paolo Nifosì. L’evento, che mira a valorizzare l’arte siciliana, verte sul tema del paesaggio, fulcro della pittura isolana dell’800 e veicolo della rappresentazione identitaria della Sicilia. Le opere esposte sono state realizzate nel lungo periodo che intercorre tra la costituzione del Regno delle Due Sicilie e la Prima Guerra Mondiale e si legano a motivi vari e spesso antitetici, come le tendenze culturali europei del Neoclassicismo e del primo Romanticismo da un lato e il verismo della letteratura siciliana dall’altro.
1 francesco lojacono dopo il tramonto 1880
Sono innanzitutto i racconti letterari del Grand Tour e le stampe che li corredano a far conoscere le bellezze naturali della terra che si estende al di là del faro di Messina, punto convenzionale di separazione delle “due Sicilie” del Regno borbonico. Ma negli artisti siciliani l’adesione al genere paesaggistico, già di successo nell’ambito nazionale ed europeo, è assente o secondaria nell’isola fino al ‘700. I paesaggi del XIX secolo nascono dagli scambi nazionali e internazionali messi in moto dal sistema di mostre che collega le principali città italiane, oltre che dagli stimoli emulativi o competitivi alimentati dal successo della fotografia e infine dai racconti dei letterati isolani come Verga, De Roberto, Capuana, Pirandello; non a caso la mostra è scandita da pannelli che recano citazioni dei più grandi scrittori dell’800.
2 francesco scarpinato tramonto sulla costa 1890-1893
L’esposizione valorizza anche gli artisti della Sicilia orientale (meno noti rispetto a quelli della zona occidentale) ed è articolata in sei aree tematiche afferenti ai luoghi prediletti dalla pittura siciliana dell’800, come le coste e l’entroterra, mentre una sezione è dedicata ai disegni e un’altra alla fotografia.
Nelle prime opere del secolo, come quelle di Giuseppe Patania, Francesco Zerilli e Tommaso Riolo, ravvisiamo la coesistenza di modelli accademico-classicheggianti e minuzia descrittiva: la natura è armonica, equilibrata, florida e di rado tradisce emozioni soggettive, mentre il paesaggio sensibile alle influenze romantiche mostra una vocazione più vedutista e pastorale, ma anche ideologica, legata all’esaltazione di stampo romantico delle specificità locali e popolari; le influenze del Grand Tour sfociano  gradualmente in intenzioni storiche più oggettive e naturaliste, rivelate da rappresentazioni paesaggistiche e cittadine concrete, che non escludono la sfera dei mestieri e delle attività umane come la pesca, l’agricoltura e il lavoro nelle miniere.
3 antonino-leto saline di trapani 1881
Lo vediamo nei pescatori a lavoro nelle acque distese e dorate del Golfo di Palermo di Michele Catti o in Pescatori di telline di Francesco Lojacono; quest’ultimo in Dopo la pioggia concentra la sua attenzione su una dimensione rurale e climatica insolita: la campagna siciliana, in genere assolata e ardente, assume un aspetto malinconico e uggioso, accentuato dai toni di luce autunnali e dai viaggiatori che si allontanano, inquadrati di spalle. L’ambiente rurale in Lojacono elude il contesto della modernità ne L’estate di Sicilia, immagine arcaizzante di una giornata d’afa siciliana assorta quasi a manifesto del paesaggio isolano, mentre in L’arrivo inatteso il repertorio paesaggistico si coniuga ai valori dell’Italia post-unitaria tramite il richiamo alla leva militare obbligatoria, anche se infine è soprattutto la campagna biondeggiante sotto il cielo turchino a conquistare i consensi degli intellettuali. Per Lojacono, come per altri pittori naturalisti dell’800, il tema della marina è centrale, non solo perché emblematico della terra dalle tre punte ma perchè nella seconda metà del secolo vengono aperte e migliorate le strade litoranee: ciò facilita gli spostamenti lungo la costa e offre agli artisti inediti punti di vista; il punto di vista, a proposito, si allontana in Tramonto sulla costa di Francesco Scarpinato, valorizzando luci e colori marini.
4 francesco lojacono l arrivo inatteso 1883 foto paolo soriani roma
Non mancano le vedute di città, come in Taormina. Veduta di San Domenico di Mario Mirabella, ove le mura pastose di una costruzione vista di sguincio fanno assurgere la chiesa e l’Etna a veri protagonisti del dipinto, mentre le attività umane imperano nella maggior parte delle opere, dagli imprevisti quotidiani di Incidente a mezzogiorno di Antonino Leto, al lavoro domestico di Al sole di Ettore De Maria Bergler e a quello negli scintillanti tappeti di sale in Saline di Trapani di Antonino Leto.
5 ettore de maria bergler al sole 1881
L’esposizione comprende anche un’area didattica dedicata allo studio e al diletto.

Didascalie immagini

  1. Francesco Lojacono, Dopo il tramonto, 1880, olio su tela, Courtesy Galleria Beatrice, Palermo
  2. Francesco Scarpinato, Tramonto sulla costa, 1890-1893, olio su tela, collezione Antonello Governale, Palermo
  3. Antonino Leto, Saline di Trapani, 1881 ca, olio su tela, Galleria d’arte moderna, Palermo
  4. Francesco Lojacono, L’arrivo inatteso, 1883, olio su tela, Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, Foto Paolo Soriani, Roma
  5. Ettore De Maria Bergler, Al sole, 1881, olio su tela, Courtesy Galleria Beatrice, Palermo

In copertina:
Francesco Lojacono, Dopo il tramonto, 1880, olio su tela, Courtesy Galleria Beatrice, Palermo
[particolare]

Orari di apertura:
martedì – domenica ore 10 – 13, 16-20.
Lunedì chiuso

Dove e quando

Evento: Di là del faro. Paesaggi e pittori siciliani dell’Ottocento
  • Fino al: – 09 January, 2015