Una nuova produzione di Hänsel und Gretel va in scena alla Oper Frankfurt.
Opera prima di Engelbert Humperdinck, su libretto della sorella Adelheid Wette basato sulla fiaba dei fratelli Grimm, Hänsel e Gretel andò in scena per la prima volta il 23 dicembre 1893 allo Hoftheater di Weimar, sotto la direzione di Richard Strauss. Il lavoro riscosse immediatamente un gran successo e da allora non è più uscito dai repertori operistici non solo tedeschi. L’opera, una  fiaba tardo-romantica in tre atti  che lo stesso Humperdinck chiamò un Kinderstubenweihfestspiel con chiara allusione al Parsifal, è spesso eseguita durante il periododell’Avvento.
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La messa in scena del regista britannico Keith Warner esce dalla comfort zone ricreata dai fratelli Humperdinck e si accosta decisamente al senso più aspro della favola dei fratelli Grimm.
Lo spettacolo si apre sulle note della Ouvertüre con un classico teatrino delle marionette che, al centro della scena, racconta la favola di Hänsel e Gretel a un gruppo di adoloscenti seduti in circolo.
La storia è infatti trasposta in una sorta di casa famiglia per adolescenti problematici in un tempo vagamente dickensiano. Due file di letti alle pareti. Ambiente di stenti e di privazioni. Hänsel e Gretel  si azzuffano scherzosamente e sognano manicaretti ad occhi aperti, quando torna a casa l’autoritaria istitutrice.
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Mise ottocentesca, vestito nero accollatissimo e bacchetta di legno di mano, si arrabbia vedendo i ragazzi baloccarsi e manda in mille pezzi la caraffa del latte, unica speranza di una possibile cena. Spedisce allora i due fratelli fuori  in cerca di cibo. E qui inizia la grande avventura di Hänsel e Gretel. Scese le tenebre i due ragazzi si addormentano nel bosco, complice anche il Sandman, non prima di aver recitato la preghiera della sera (“Abends, will ich schlafen gehn”), uno dei passaggi più toccanti dell’opera. La successiva Pantomima degli Angeli, di impronta wagneriana, chiude il secondo atto. Nella messa in scena di Keith Warner i 14 angeli che scendono a vegliare sul sonno di Hänsel e Gretel  sono sostituiti da 14 benefattori in costume d’epoca, che si prendono cura dei ragazzi della casa famiglia. Da Astrid Lindgren ai fratelli Grimm, da Albert Schweizer a Charles Dickens.
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Dopo la pausa il sipario si riapre sul terzo atto, si cambia registro e lo spettacolo vira verso il nucleo centrale della fiaba dei fratelli Grimm. L’opera diventa una favola per adulti.
Hänsel e Gretel  sono fatti prigionieri dalla strega, in realtà un essere androgino a metà fra un veccho pervertito e una virago che li rinchiude in uno scantinato  degli orrori. Hänsel è tenuto prigioniero in un cassone di alluminio macchiato di sangue. Un enorme forno. Manichini di adolescenti pendono incantenati dalle pareti bianche piastrellate. Scenario da camera di tortura. L’impatto visivo è forte e il tenore Peter Marsh dà un’interpretazione della strega straordinaria per voce e recitazione. La malvagità a tratti grottesca, l’assenza di ogni freno inibitore trasparoiono da ogni gesto e da ogni accento. Un mostro da cronaca horror. Strepitoso. Chiarissimi i riferimenti agli abusi, anche sessuali, che possono subire gli adolescenti, soprattuto quelli in condizione precaria. Ma i due ragazzi riescono a sconfiggere e a uccidere la strega e scappano.
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E in fondo qui sta il senso della storia dei Grimm. Hänsel e Gretel racconta un necessario passaggio di crescita. I due adolescenti ancora non padroneggiano le giuste dosi di autocontrollo e si lasciano vincere dalle tentazioni. Il risveglio è duro e la casetta di marzapane si rivela una trappola mortale. Per sopravvivere, i ragazzi devono crescere, sviluppare iniziativa, azioni coordinate e razionali. Per affrontare con successo le sfide della vita, la fantasia e il desiderio incontrollato devono cedere il passo al raziocinio.
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Hänsel e Gretel  escono vittoriosi da questa prova di maturazione e alla fine, dopo la loro grande avventura, anche i genitori vivranno una vita migliore. Alla partenza erano un peso per la famiglia. Al loro ritorno, divenuti dei giovani adulti, divengono la fonte di sostentamento della casa. Per marcare questo passaggio, nello spettacolo di Keith Warner, Hänsel e Gretel  tornano a casa dal loro viaggio iniziatico cresciuti di età e di abbigliamento. Non più due ragazzini. Hänsel un giovane distinto. Gretel una bella fanciulla elegante.
Il sipario cala sulla casa famiglia tirata a lucido e risplendente, piena di gioia. Un gran Natale per tutti, con tanto di abete scintillante.
La musica di Humperdinck, spesso intervallata da canzoni infantile e ritmi popolari, scorre briosa, piena di humour,  con accenti wagneriani, e l’orchestra diventa una presenza primaria dello spettacolo, sotto la direzione luminosa di Sebastian Weigle
All’ottimo risultato generale contribuisce la scelta felice del cast. Oltre agli splendidi virtuosismi della strega Peter Marsh, eccellenti i due fratelli. Nei panni di Hensel, il soprano britannico Louise Alder, da quest’anno in forza alla Oper Frankfurt, fornisce un’interpretazione esemplare dei sentimenti di un’adolescente; voce morbida, a volte quasi trattenuta, e una recitazione di notevole espressività. Allo stesso modo il mezzo soprano Katharina Magiera ricrea splendidamente un Hänsel adolescente irrequieto in cerca di avventure e di emozioni. Ottimi per voce e recitazione anche anche i Alejandro Marco-Buhrmester e Heidi Melton, gli istitutori, e gli altri comprimari.
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La rappresentazione creata da Keith Warner con le fantasiose scenografie di Jason Southgate e i bei costumi di Julia Müer funziona a meraviglia e regala due ore di teatro senza un attimo di noia.
Grande successo finale per tutti i protagonisti dello spettacolo, che sarà sicuramente ripetuto dopo questa stagione.

Didascalie immagini

  1. Louise Alder (Gretel) e Katharina Magiera (Hänsel) (© Monika Rittershaus)
  2. im Vordergrund v.l.n.r. Louise Alder (Gretel) und Katharina Magiera (Hänsel) sowie im Fenster stehend Peter Marsh (Die Knusperhexe) (© Monika Rittershaus)
  3. Peter Marsh (Die Knusperhexe) (© Monika Rittershaus)
  4. Peter Marsh (Die Knusperhexe) (© Monika Rittershaus)
  5. Heidi Melton (Mutter) und Louise Alder (Gretel) sowie auf den Betten sitzend Kinderstatisten der Oper Frankfurt (© Monika Rittershaus)
  6. Alejandro Marco-Buhrmester (Vater), Katharina Magiera (Hänsel; mit dem Rücken zum Betrachter) und Heidi Melton (Mutter; in pinkem Kostüm) sowie im Hintergrund den Kinderchor der Oper Frankfurt (© Monika Rittershaus)

In copertina:
Louise Alder (Gretel) e Katharina Magiera (Hänsel)
[particolare]
(© Monika Rittershaus)

ENGELBERT HUMPERDINCK: HÄNSEL UND GRETEL
Märchenspiel in drei Bildern
Libretto di Adelheid Wette, tratto dalle Novelle dei fratelli Jacob e Wilhelm Grimm

Direttore: Sebastian Weigle
Regia: Keith Warner
Scene: Jason Southgate
Kostüme: Julia Müer
Costumi: John Bishop

Cast
Peter, Besenbinder: Alejandro Marco-Buhrmester
Gertrud, sein Weib: Heidi Melton
Hänsel: Katharina Magiera
Gretel: Louise Alder
Die Knusperhexe: Peter Marsh
Sandmännchen: Elizabeth Reiter
Taumännchen: Nora Friedrichs

Kinderchor und Statisterie der Oper Frankfurt
Frankfurter Opern- und Museumsorchester