Parlare con i demoni interiori che in maniera occulta spingono le nostre azioni nel difficile tentativo di discernere il bene dal male, il buono dal cattivo. Sono questi gli assi portanti di Talk to the demon, ultima creazione del fiammingo Wim Vandekeybus per la sua compagnia Ultima Vez che lo scorso 15 ottobre ha inaugurato in prima nazionale la stagione di danza del Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado”.
Una tra le personalità artistiche più in vista del panorama internazionale ritorna così sulle scene del teatro ferrarese, coproduttore dello spettacolo e luogo d’elezione dal quale diffondere la sua estetica in Italia.

Classe 1963, figlio di un veterinario e con un passato da studente di psicologia, Vandekeybus abbandona gli studi per unirsi nel 1985 a Jan Fabre, del quale interpreta The Power of Theatrical Madness. Un urgenza creativa che non dà tregua porta Vandekeybus a fondare l’anno seguente la propria compagnia Ultima Vez e ad essere acclamato da critica e pubblico con la sua prima creazione What the Body Does Not Remember, nata nel 1987 e recentemente ricostruita.
Tenere performer e spettatori sempre in equilibrio precario, spingendoli sino al limite, affrontare tematiche crude e irruente, difficilmente digeribili anche sul piano estetico, sono alcuni dei tratti dell’universo Vandekeybus, una fucina in continuo fermento dove anche il tassello più banale e scontato nasconde una rete di rimandi impressionanti.

Sei performer, due bambini, in totale assenza di musica, per più di cento minuti officiano un rituale apocalittico dove consueti atteggiamenti di fanciullezza e maturità si colorano di sfumature sadomasochistiche. Così Talk to the demon sprona gli spettatori ad una non comoda riflessione, ispirata da scene e momenti dove il rapporto causa-effetto non segue le regole del mondo esteriore ma di quello interiore, quello animato dai demoni.
Accompagnati da un testo suggestivo e sibillino i performer, diversissimi tra loro sia nella corporatura sia nella qualità del movimento, vivificano una scena scarna, ma ricca di improbabili strumenti di tortura come cappi penzolanti dall’alto, mostrando la grande maestria nell’arte del gesto posseduta dalla compagnia.

Figure di clown tristi e dolenti evocano poi l’esistenza post mortem concludendo uno spettacolo non facile da seguire ma utile a riflettere sulle modalità sceniche sviluppatesi in area fiamminga qualche decennio fa e che tanto hanno influito nel ricodificare i concetti di teatralità e coreografia contemporanea.
Didascalie immagini
- Talk to the demon
(cor. W. Vandekeybus)
(© Marco Caselli Nirmal) - Talk to the demon
(cor. W. Vandekeybus)
(© Marco Caselli Nirmal) - Talk to the demon
(cor. W. Vandekeybus)
(© Marco Caselli Nirmal)
In copertina:
Talk to the demon
(cor. W. Vandekeybus)
(© Marco Caselli Nirmal)
Wim Vandekeybus/Ultima Vez
Talk to the demon
direzione, coreografia, scene Wim Vandekeybus
creazione e performance Elena Fokina, Luke Jessop, Jerry Killick,
Gala Moody, Yassin Mrabtifi, Manuel Ronda, Laso Dankambary, Samuel De Lille
assistente artistico e drammaturgia Greet Van Poeck
stilista Isabelle Lhoas
assistente Isavelle De Cannière
luci Francis Gahide, Davy Deschepper, Wim Vandekeybus
suono Bram Moriau
prima italiana
15 ottobre 2014, Teatro Comunale di Ferrara “Claudio Abbado