Dopo un tour internazionale il noto fotografo brasiliano Sebastião Salgado presenta “Genesi” al Palazzo della Ragione di Milano, antica sede dell’esercizio della giustizia in piazza Mercanti (cuore dell’attività commerciale ed economica nell’età comunale), oggi spazio espositivo dedicato permanentemente alla fotografia e inaugurato come tale a partire dalla mostra di Salgado. Si tratta di un progetto ispirato al tema della sostenibilità ambientale, in consonanza con Expo 2015 che rende Milano protagonista del dibattito che verte sulle emergenze del pianeta.
Salgado 1 brasile 2009
“Genesi” è un inno d’amore per la natura e un ammonimento all’umanità, che come lamenta Pasolini nei suoi Scritti Corsari a proposito della realtà sociale italiana conseguente al boom economico degli anni ’50, ha perso di vista il legame primordiale e genuino con la natura e gli usi locali per aderire ai valori omologanti dello sviluppo consumistico e industriale: Pasolini constata che “le lucciole sono scomparse” e forse anche Salgado, come lui, darebbe la Montedison per una lucciola. Lo leggiamo nelle 245 immagini in bianco e nero che raccontano le bellezze incontaminate della natura terrestre e che sono suddivise in cinque sezioni, corrispondenti alle zone in cui sono avvenuti gli scatti: Il Pianeta Sud, I Santuari della Natura, l’Africa, Il grande Nord, l’Amazzonia e il Pantanàl. Leggiamo la sensibilità verso l’umanità primigenia, che con la natura stabilisce ancora un legame intimo e armonico, in scenari terrestri e marini puri e magnificenti come selvagge foreste pluviali, aridi deserti e savane sterminate.
Salgado 2 penisola antartica 2005
In quei seducenti paesaggi la vita è aspra e solitaria, resa possibile solo da un adeguamento mai irruente e prevaricatore, ben lontano dalle consuetudini contemporanee di asfalto e cemento. Le superfici taglienti e frastagliate di rocce ghiacciate ci abbagliano e si accalcano in archi rampanti e pareti ondulate come le architetture di Gaudì in Penisola Antartica, mentre in Penisola di Valdes quasi riusciamo ad avvertire la morbidezza della lucida pelle del cetaceo natante e in Brasile rivediamo l’esotismo dell’umanità dipinta da Paul Gauguin: le figure posano su letti di foglie di palme come modelli, nudi e rilassati, privi di abiti griffati e corpi statuari; hanno solo monili e ghirlande. Salgado infatti ha da sempre immortalato le popolazioni indigene più vergini (con le quali ha trascorso anche diversi mesi) come i Pigmei del Congo, i Boscimani del Kalahari in Sudafrica o le tribù delle foreste della Nuova Guinea, allo scopo di rappresentare l’integrazione di successo tra uomini e natura.
Salgado 3 penisola di valdes argentina 2004
Tema privilegiato della fotografia di Salgado sono le popolazioni più emarginate come quelle di profughi, migranti e rifugiati, che si sono mossi come le zebre e gli animali che migrano al richiamo della natura in Kenya e in Tanzania. Anche gli animali, infatti, sono impressi nell’obiettivo del fotografo brasiliano, che ha vissuto persino tra le tartarughe giganti delle Galapagos e altri animali nella savana per mostrare l’armonia perfetta che si stabilisce tra essi e il loro habitat.
Salgado 4 isole south sandwich 2009
Il messaggio delle fotografie di Salgado è potente: la presentazione di un viaggio globale tra le meraviglie naturali e le realtà antropologiche non si esaurisce nella sua fascinosa qualificazione estetica ma si fa portavoce allarmata di un grido sociale che mira a perseguire il rispetto ambientale e la salvaguardia del pianeta dalla distruzione, così come l’excursus antropologico non ha solo un fine didascalico quanto l’intento di far assurgere a exempla realtà semplici e intatte come quelle dei Cayapó dell’Amazzonia brasiliana.
 

Didascalie immagini

  1. S.Salgado, Brasile, 2009, 1024×749
  2. S.Salgado, Penisola Antartica, 2005, 1024×748
  3. S.Salgado, Penisola di Valdes, Argentina, 2004, 1024×749
  4. S.Salgado, Isole South Sandwich, 2009, 1024×748

In copertina:
S.Salgado, Brasile, 2009, 1024×749
[particolare]

Orario:
martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30 – 20.30,
giovedì e sabato 9.30 – 22.30;
chiuso il lunedì.
Aperto il 1 novembre;
ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.

 

Dove e quando

Evento: GENESI. Sebastião Salgado
  • Fino al: – 02 November, 2014
  • Sito web