Quasi seimila spettatori e sold out in otto recite. Sono queste alcune cifre di Trilogia d’autunno appuntamento conclusivo del XXV Ravenna Festival che dal 2 al 8 ottobre ha presentato il Balletto e l’Orchestra Giovanile, diretta da Boris Gruzin, del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo.
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Oltre duecento tra ballerini e musicisti provenienti dalla Russia sono stati accolti al Teatro Alighieri per una rassegna che ha visto succedersi a ritmo serrato ben cinque titoli del repertorio di Otto e Novecento divisi in tre serate. Occasione imperdibile per vedere un ensemble che ha fatto la storia della danza, grazie alle innovazioni tecniche ed estetiche operate da molti coreografi, russi e non, all’interno della fucina pietroburghese.
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Lo stretto legame con la corte imperiale degli zar prima e la grande missione culturale e pedagogica dopo in epoca sovietica, in cui venne ribattezzato Kirov come il segretario del Partito Comunista assassinato nel 1934, fanno del Teatro Mariinskij un luogo strategico nel panorama della danza mondiale, sempre oscillante tra esigenze sperimentali e necessità di recupero della tradizione. Inagurato proprio il 2 ottobre del 1860 e dedicato alla moglie di Alessandro II, la zarina Maria Aleksandrovna da cui prese il nome, il Teatro Mariinskij ereditò l’effervescenza artistica voluta nel Settecento da Caterina la Grande che chiamò a raccolta a San Pietroburgo artisti di primario livello, impegnandoli tra eventi a corte e spettacoli al Teatro Bolshoi Kamennyi, scena imperiale distrutta poi da un incendio a metà Ottocento.
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Franz Hilverding, Gasparo Angiolini, Charles LePicq, Charles-Louis Didelot, Jules Perrot e Arthur Saint-Léon sono i nomi dei principali maitre impegnati nel balletto imperiale prima dell’arrivo a metà Ottocento del marsigliese Marius Petipa, l’artifex della grande tradizione russa.
Proprio partendo da Marius Petipa la Trilogia d’autunno ravennate ha presentato il Mariinskij del nuovo millennio, un teatro di una Russia ormai non più sovietica e aperta al mondo con un Balletto dal carattere cosmopolita, grazie alla presenza dei principals Xander Parish, inglese proveniente dal Royal Ballet di Londra, e Kimin Kim, coreano formatosi in patria e approdato poi a Pietroburgo.
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Dal titolo-icona Il lago dei cigni, quintessenza dello stile imperiale russo plasmato da Marius Petipa e negli atti bianchi dal suo assistente Lev Ivanov- che nell’ultima scena con un gran ballabile d’insieme ha mostrato un andamento coreografico differente rispetto a quello allestito dagli ensembles occidentali, al sempreverde Giselle, capolavoro nato all’Opéra di Parigi nel 1841 su coreografia di Jean Coralli e Jules Perrot che qui dichiara la funzione del Mariinskij nel preservare i classici della tradizione non solo russa ma anche occidentale, e sino a Trittico ‘900, dedicato a due coreografi della modernità formatisi proprio a Pietroburgo come Michail Fokin e George Balanchine, in una settimana sono state declinate le molteplici sfaccettature di questa compagnia in seno al teatro di Valery Gergiev e diretta dal 2008 da Yuri Fateyev.
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Grandi interpreti femminili come l’étoile ospite Olga Esina, formatasi al Mariinskij e adesso principal all’Opera di Vienna, Viktoria Tereshkina, Anastasia Kolegova, Kristina Shapran e Oksana Shoryk, senza dimenticare il maturo Yvgeny Ivanchenko, Honoured Artist of Russia e da più di vent’anni in compagnia, hanno completato un quadro dove l’alta precisione tecnica si coniuga ad uno stile nobile, limpido e cristallino che ridefinisce a sua immagine e somiglianza i più diversi titoli del repertorio antico e moderno, come per Trittico ‘900 composto da Chopiniana di Fokin, noto in Occidente come Les Sylphides, e due titoli di Balanchine, fondatore del New York City Ballet, su musica di Stravinskij, Apollo e Rubies.
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Se, infatti, in Chopiniana l’estrema delicatezza ed evanescenza del titolo è stata incarnata magistralmente restituendo appieno lo spirito e la linfa voluti da Fokin per questo titolo, presentato prima a San Pietroburgo e reso poi in Occidente dai Ballets Russes di Djagilev, il neoclassico Apollo e il jazzato Rubies, con i loro polsi spezzati, swing e disequilibri, sono stati resi “alla pietroburghese”, facendo tornare il loro ideatore Balanchine, georgiano di nascita e americano di spirito, al luogo della propria formazione, il russo Mariinsky.

Didascalie immagini

  1. Il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo (©Mariinsky Theatre)
  2. Olga Esina e Xander Parish ne Il lago dei Cigni (cor. M. Petipa-L. Ivanov) (© Silvia Lelli / Ravenna Festival)
  3. Kristina Shapran e Kimin kim in Giselle (cor. M. Petipa da J. Perrot-J. Coralli) (© Silvia Lelli / Ravenna Festival)
  4. Yevgeny Ivanchenko in Chopiniana (cor. M. Fokin) (© Silvia Lelli / Ravenna Festival)
  5. Xander Parish in Apollo (cor. G. Balanchine) (© Silvia Lelli / Ravenna Festival)
  6. Rubies (cor. G. Balanchine) (© Silvia Lelli / Ravenna Festival)

In copertina:
Il Teatro Mariinskij di San Pietroburgo
[particolare]
(©Mariinsky Theatre)

XXV RAVENNA FESTIVAL
Trilogia d’autunno

Balletto e Orchestra Giovanile del
Teatro Mariinskij di San Pietroburgo

Teatro Alighieri, Ravenna

Il lago dei cigni
balletto in tre atti e quattro scene
musica di Pëtr Il’icˇ Čajkovskij
libretto di Vladimir Begicˇev e Vasilij Gel’cer
coreografia Marius Petipa e Lev Ivanov
adattamento della coreografia e direzione dell’allestimento Konstantin Sergeev
scene di Igor’ Ivanov
costumi di Galina Solov’eva

Giselle
Balletto in due atti
musica di Adolphe Adam
libretto di Vernoy de Saint-Georges, Théophile Gautier e Jean Coralli
coreografia Jean Coralli, Jules Perrot e Marius Petipa
scene Igor’ Ivanov
costumi Irina Press
consulente per l’allestimento Yuri Slonimsky

Trittico ‘900
Chopiniana

musica di Frédéric Chopin
(suite per pianoforte, dirette da Alexander Glazunov e Maurice Keller)
coreografia di Michail Fokin nella versione di Agrippina Vaganova
ideazione scene di Michail Fokin dalle bozze originali di Orest Allegri

Apollo
Balletto in due atti
musica e libretto di Igor’ Stravinskij
coreografia di George Balanchine (1928), ripresa da Francia Russell
lighting design originale di Ronald Bates – luci di Vladimir Lukaseviˇ

Rubies
Seconda parte del balletto Jewels
musica di Igor’ Stravinskij (Capriccio per Pianoforte e Orchestra, 1929)
coreografia George Balanchine (1967)
allestimento Karin von Aroldingen, Sarah Leland, Elyse Borne e Sean Lavery
scene Peter Harvey (1967)
costumi originali Karinska (1967) – costumi Holly Hines
lighting design originale di Ronald Bates – luci di Perry Silvey