“La vita di Leopardi è tutt’uno con la sua scrittura, si potrebbe dire che non c’è un suo verso, non c’è un suo rigo che non sia autobiografico.”
Mario Martone
Dopo aver esplorato il Risorgimento col bellissimo Noi credevamo, Mario Martone continua a indagare e riportare a galla frammenti di memoria collettiva rimossi o ampiamente distorti da una certa storiografia, con Il giovane favoloso ci racconta un inedito e più vero Giacomo Leopardi tentando di sottrarre la sua figura a quel retorico luogo comune che lo dipinge triste e pessimista perché malato.
Grazie alla prova d’attore di Elio Germano, estremamente impegnativa anche sul piano fisico, il film ci consegna la figura di un giovane colto e ribelle, incapace di sottomettere il suo brillante intelletto ai ciechi dogmi della Chiesa, ostile all’ipocrita falsità dei salotti ottocenteschi e incapace di accettare incarichi che avrebbero potuto imbrigliare la sua libertà di pensiero.
Per questo suo caparbio voler vivere contro ogni omologazione, reazionaria quanto rivoluzionaria, la sua figura è rimasta ai margini della società, guardata con sospetto tanto dai cattolici come dagli illuministi per l’impietoso lucido ritratto della condizione umana che dai suoi scritti ancora ci arriva con tanto nitore.
Attingendo dalle opere e dall’insieme del suo epistolario Mario Martone e Ippolita Di Majo hanno costruito la splendida sceneggiatura che sarebbe riduttivo considerare solo semplice biografia.

Cresciuto attorniato dai volumi della ricca biblioteca di famiglia Giacomo, figlio primogenito del conte Monaldo e della marchesa Adelaide Antici, già all’età di nove anni inizia a scrivere le prime composizioni e come Mozart prima di lui è esibito come un fenomeno da un padre esigente, intento attraverso la precocità del figlio a nutrire il proprio orgoglio.
Il giovane poeta trascorre l’infanzia e l’adolescenza in ostaggio della piccola Recanati, sottomesso coi fratelli alle imposizioni del volere paterno, sempre teso alla ricerca di contatti con quell’universo esterno che palpita fuori dai limiti delle mura domestiche e di una morale religiosa imposta.
La prima parte del film di Martone ci introduce alla ‘prigione’ dorata in cui Leopardi è cresciuto, coltivando slanci alla libertà e fallimentari tentativi di fuga, la corrispondenza col letterato Pietro Giordani è occasione per un racconto diretto della sua stessa voce che non si fa mai didascalico.

Nella seconda parte Il giovane favoloso, che trae il titolo da uno scritto di Anna Maria Ortese1, racconta le peregrinazioni di Giacomo Leopardi finalmente libero di viaggiare, prima a Firenze dove s’innamora della dama Fanny Targioni-Tozzetti, poi a Roma con l’ostilità degli ambienti papali, infine a Napoli alla ricerca di un clima più salubre per la sua fragile salute; sempre accompagnato dall’amico e convivente Antonio Ranieri, rivoluzionario napoletano in fuga, bello e romantico, che gli resterà a fianco fedelmente per tutta la vita.
Con l’onestà intellettuale e l’integrità propria del suo Cinema Martone ritrae sullo schermo la complessità del rapporto tra Leopardi e Ranieri, interpretato dal bravissimo Michele Riondino, senza offrire mai il fianco a illazioni moderne che tendono a ridurre sentimenti d’affetto e solidarietà semplicemente a una volgare carnalità.

Il giovane favoloso restituisce la poesia dell’opera di Leopardi attraverso la bellezza delle sue immagini, l’attenzione alle piccole meraviglie della natura, con un ritratto del poeta che è prima di tutto interiore e perciò universale e moderno.
Una colonna sonora originale e dissonante da quella che è l’accurata ricostruzione storica d’ambiente contribuisce a schivare ogni rischio oleografico: musica elettronica, il berlinese Sascha Ring ha rielaborato per il film delle sue composizioni già edite, che accostata a brani del contemporaneo pesarese Gioacchino Rossini conferisce attualità a una parabola umana che appare solo accidentalmente ambientata due secoli fa.

Presentato in concorso all’ultima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Il giovane favoloso è un film la cui visione non richiede una conoscenza specifica di Leopardi e della sua opera, prova ne è il successo internazionale riscosso al Toronto Film Festival, e segna per Mario Martone il naturale punto d’arrivo di uno studio iniziato una decina d’anni fa con le rappresentazioni teatrali L’opera segreta, che univa il poeta di Recanati a Caravaggio e a Anna Maria Ortese che a Napoli sono andati a trovare ispirazione per le loro opere, e con l’adattamento per il palcoscenico di Operette morali.
Il giovane favoloso offre il ritratto affascinante di un uomo troppo avanti per il suo tempo, coraggioso, caparbio e tenace nel portare avanti il suo pensiero e nel coltivare con intelligenza il valore del dubbio, perché come afferma con forza nel film: “Chi dubita sa!”
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- Giacomo Leopardi, adolescenza prigioniera a Recanati
- I tre piccoli Leopardi: Giacomo, Carlo e Paolina, bambini e adolescenti / Isabella Ragonese è la sorella di Giacomo, Paolina / Massimo Popolizio è il conte Monaldo Leopardi, il padre / Elio Germano e Valerio Binasco sono Giacomo Leopardi e Pietro Gio
- Giacomo Leopardi e Antonio Ranieri, interpretato da Michele Riondino, alle pendici del Vesuvio, ultima meta del loro viaggio insieme
- Mario Martone sul set con i suoi attori
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(© 2014 Palomar)
In copertina:
Uno straordinario Elio Germano è Giacomo Leopardi (© 2014 Palomar)
NOTE
1 “Così ho pensato di andare verso la Grotta, in fondo alla quale, in un paese di luce, dorme, da cento anni, il giovane favoloso.”
Anna Maria Ortese
(Pellegrinaggio alla tomba di Leopardi dalla raccolta Da Moby Dick all’Orsa Bianca – scritti sulla letteratura e sull’arte, Adelphi 2011)
SCHEDA FILM
- Titolo originale: Il giovane favoloso
- Regia: Mario Martone
- Con: Elio Germano, Michele Riondino, Massimo Popolizio, Anna Mouglalis, Valerio Binasco, Paolo Graziosi, Iiaia Forte, Sandro Lombardi, Raffaella Giordano, Edoardo Natoli, Giovanni Ludeno, Federica De Cola, Giorgia Salari, Gloria Ghergo, Isabella Ragonese
- Sceneggiatura: mario Martone, Ippolita Di Majo
- Fotografia: Renato Berta
- Musica: Sasha Ring
- Montaggio: Jacopo Quadri
- Scenografia: Giancarlo Muselli
- Costumi: Ursula Patzak
- Produzione: Carlo Degli Esposti, Patrizia Massa e Nicola Serra per Palomar con Rai Cinema
- Genere: Moderno
- Origine: Italia, 2014
- Durata: 135’ minuti