Assuefatti come siamo ai nostri ricordi scolastici, il solo nominare Giacomo Leopardi fa venire in mente donzellette, siepi, malinconia, tanta noia e poco altro. Un vero peccato aver conosciuto uno dei Il giovane favolosomaggiori poeti italiani moderni quando si era troppo giovani per capire…pone fortunatamente un rimedio (e che rimedio) un’accoppiata perfetta: film più libro. Escono infatti oggi, in contemporanea, Il giovane favoloso, film di Mario Martone, e (per Mondadori Electa) la sua sceneggiatura, opera dello stesso Martone e di Ippolita di Majo, storica dell’arte che ha già collaborato con Martone per il film Noi credevamo, del 2010.
La sceneggiatura (arricchita da oltre trenta foto di scena scattate da Mario Spada) è profondamente legata agli scritti di Leopardi, dalle Operette Morali allo Zibaldone, dalle poesie alle tante lettere che svelano gli aspetti più intimi dell’animo del poeta, e ci aiutano a seguirlo dalla giovinezza a Recanati, nelle giornate trascorse nella biblioteca paterna (“Qui , amabilissimo signore mio – scrive all’amico Pietro Giordani – tutto è morte, tutto è insensataggine e stupidità […] unico divertimento a Recanati è lo studio, unico divertimento è quello che mi ammazza: tutto il resto è noia”)  fino a Napoli, passando per Firenze e Roma, città che Leopardi ama poco.
A questo punto sorge un dubbio: meglio il libro o il film? E leggere tutta la sceneggiatura non toglie il piacere di godersi il film nel buio della sala?
Niente affatto, anzi: il testo di Martone e di Majo permette di apprezzare al meglio le tante sfaccettature della pellicola, sentire più vicino un poeta (magistralmente interpretato da Elio Germano) che è insieme ironico e ribelle, emarginato ma caratterizzato da una sorprendente libertà di pensiero.
Resta solo da capire se andare prima al cinema o in libreria.

Didascalie immagini

In copertina:
Il giovane favoloso,
copertina del volume

Mario Martone, Ippolita di Majo

Il giovane favoloso

Mondandori Electa

pp. 144

Dove e quando