Atene 1962.
L’uomo d’affari americano Chester Mac Farland e la sua giovane moglie Colette viaggiano da turisti attraverso tutta l’Europa finché la loro strada incrocia quella di Rydal Keener, altro cittadino statunitense che nella capitale greca vive d’espedienti, facendo la guida turistica per i suoi connazionali e senza perdere occasione per mettere in atto piccole truffe ai loro danni.
Attratto dall’uomo più anziano per la straordinaria somiglianza col padre appena defunto il giovane Rydal subisce il carisma di entrambi i coniugi, una notte dopo averli appena incontrati, a causa di una serie di eventi e in modo del tutto accidentale, intreccerà per sempre indissolubilmente il suo destino con quello di questa coppia di sconosciuti.
Trascinati in una spirale senza controllo i tre saranno ‘vittima degli scherzi degli dei’ come usa dire Rydal raccontando ai turisti dall’alto del Partenone la triste fine di Egeo, padre di Teseo, suicida per la convinzione che il figlio sia morto ucciso dal Minotauro.

Esordio alla regia nel lungometraggio dell’affermato sceneggiatore, iraniano di nascita ma inglese d’adozione, Hossein Amini I due volti di Gennaio è la trasposizione dell’omonimo romanzo di Patricia Highsmith pubblicato nel 1964.
Con il suo adattamento per lo schermo il neoregista tradisce il testo originale cancellando l’ambientazione parigina e spostando l’azione tra Atene, Creta e Istanbul; una scelta azzeccata per una storia che prendendo il via nella terra degli Dei sottolinea i suoi forti legami con l’antica mitologia greca dichiarati fin dal titolo.1
Infatti la vicenda può anche essere letta anche come una moderna rielaborazione del mito di Edipo.

Il fascino esotico di luoghi che possono diventare ostili allo straniero, personaggi ambigui con un loro lato oscuro sempre pronto ad emergere, desideri e pulsioni inconfessabili, persino il timore delle autorità di pubblica sicurezza vissute come una minaccia; sono tutti temi comuni all’opera letteraria della Highsmith come al Cinema di Hitchcock al quale I due volti di Gennaio rende omaggio abbondantemente.
Contribuisce a richiamare le atmosfere del Maestro inglese del brivido la colonna sonora originale firmata dallo spagnolo Alberto Iglesias, compositore prediletto di Pedro Almodóvar, che raccoglie in modo efficace e sublime, con musiche ora nostalgiche ora incalzanti, la lezione del grande Bernard Herrmann.

Un tris di ottimi attori dà corpo alle emozioni contrastanti dei personaggi: Viggo Mortensen è Chester Mac Farland, Kirsten Dunst sua moglie Colette e Oscar Isaac la guida turistica Rydal Keener.
Quest’ultimo aveva letto la sceneggiatura del film già sul set di Drive di Nicolas Winding Refn, dove l’attore guatemalteco ha conosciuto lo sceneggiatore Hossein Amini, ma non pensava di poter aspirare al ruolo perché il suo era un nome ancora sconosciuto; poi la straordinaria interpretazione del protagonista Llewyn Davis nel bellissimo film dei fratelli Joel & Ethan Coen A proposito di Davis ha trasformato Oscar Isaac in una star emergente aprendogli possibilità fino ad allora precluse.
Il suo Rydal è meno passivo del personaggio nel romanzo e con il suo carisma naturale, amplificato sullo schermo, ruba la scena a i suoi illustri colleghi con un’ottima prova d’attore.

I due volti di Gennaio ha avuto una gestazione particolarmente lunga, testimoniata dal ringraziamento sui titoli di coda ai compianti Anthony Minghella e Sidney Pollack coinvolti nel progetto e scomparsi nel 2008.
Altri film hanno tratto ispirazione dai romanzi di Patricia Highsmith e anche se Il talento di Mr Ripley (1999) di Anthony Minghella resta la trasposizione migliore, I due volti di Gennaio è comunque un thriller raffinato arricchito da una perfetta ricostruzione d’epoca, che spesso sceglie di non mostrare alimentando ambiguità: un Cinema d’altri tempi che vorremmo vedere più spesso.
Didascalie immagini
- Locandina italiana
- L’incipit sull’Acropoli di Atene
- Istanbul / Viggo Mortensen è Chester
- Iscar Isaac è Rydal / Kirsten Dunst è Colette
- Altre immagini del film / Il regista Hossein Amini sul set
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(© 2014 StudioCanal)
In copertina:
I coniugi Chester e Colette Mac Farland, interpretati da Viggo Mortensen e Kirsten Dunst (© 2014 StudioCanal)
NOTE
1 Il Gennaio citato nel titolo è la figura mitologica del Giano Bifronte che con i suoi due volti orientati in opposte direzioni rappresenta la doppiezza dell’uomo e nel romanzo di Patricia Highsmith la dualità del rapporto tra Chester e Rydal.
SCHEDA FILM
- Titolo originale: The two faces of January
- Regia: Hossein Amini
- Con: Viggo Mortensen, Kirsten Dunst, Oscar Isaac, Daisy Bevan, David Warshofsky, Karayianni Margaux, Nikos Mavrakis, Socrates Alafouzos, Yigit Özsener, Ozan Tas, Prometheus Aleifer, Omiros Poulakis, Evgenia Dimitropoulou, James Sobol Kelly, Özcan Özdemir, Mehmet Esen, Okan Avci , Kosta Kortidis, Peter Mair, Ioannis Vordos, Brian Niblett, Pablo Verdejo
- Soggetto: Patricia Highsmith dal suo romanzo omonimo
- Sceneggiatura: Hossein Amini
- Fotografia: Marcel Zyskind
- Musica: Alberto Iglesias
- Montaggio: Nicolas Chaudeurge, Jon Harris
- Scenografia: Michael Carlin
- Costumi: Steven Noble
- Produzione: Tim Bevan, Eric Fellner, Robyn Slovo e Tom Sternberg per Timnick Films, Working Title e StudioCanal
- Genere: Thriller
- Origine: Gran Bretagna / Francia / USA, 2014
- Durata: 96’ minuti