Date alcune assenze e cambi di cast, dovuti a indisposizioni e impegni improvvisi delle stelle ospiti, il Don Chisciotte in scena al Teatro alla Scala in settembre si è fatto particolarmente apprezzare al matinée, appuntamento imperdibile per assistere al battesimo di nuovi e giovani interpreti.
Una vera e propria “vetrina”, parola molto in voga di questi tempi, in cui ammirare la nascita delle promettenti stelle di domani, come Angelo Greco.

Classe 1995, di Nuoro, il neodiplomato alla Scuola di Ballo scaligera Angelo Greco ha calcato per la prima volta il palcoscenico del Piermarini nel ruolo Basilio, dimostrando sicurezza nei virtuosismi richiesti, agilità e un temperamento teatrale in linea con la parte. Con lui la suadente e mora Kitri di Lusymay Di Stefano.
Ripreso per la tournée estiva all’Astana Opera House in Kazakhstan, il Don Chiscotte di Rudolf Nureyev torna così sulle scena della Scala, adesso retta da un nuovo timoniere. Dopo i quasi dieci anni di Stéphane Lissner, ora alla guida dell’Opéra di Parigi, dal 1 settembre il nuovo sovrindente e direttore artistico dell’istituzione milanese è Alexander Pereira, già sovrintendente dell’Opera di Zurigo e direttore del Festival di Salisburgo.

Ricco di colori e suggestioni, di superbe danze spagnole- come jota, fandango e seguedille– e sfoghi virtuosistici in grande stile, il Don Chisciotte, creato da Marius Petipa su musiche di Ludwig Minkus nel 1869 per il Teatro Bolshoi di Mosca, continua a reggere il confronto con i tempi, come il più frizzante tra i titoli del repertorio.
L’ironico e melanconico hidalgo de la Mancha è qui una figura pantomimica necessaria a legare con le sue peripezie una solare piazza di Barcellona a un notturno accampamento di zingari e una locandala al favoloso regno delle Driadi, in cui lo attende la sognata Dulcinea. È però la storia d’amore tra Kitri, figlia dell’oste Lorenzo, e il barbiere Basilio ad essere protagonista dell’intero balletto.

Rappresentato alla Scala su coreografia di Nureyev dal 1980, Don Chisciotte per velocità e ritmo sostenuto di variazioni e passi d’insieme è un arduo banco che Angelo Greco ha saputo ben gestire ad ogni atto, con agili salti e forti tours. La calda e pepata Lusymay Di Stefano, invece, è sembrata trovarsi a suo agio più nella purezza eterea del Regno delle Driadi che nei i passi veloci sur pointe delle variazioni del solare Atto I.

Gemma incastona tra il folklore gitano al chiarore di luna e i lumi di una locanda, la scena del Regno delle Driadi, residuo dell’act blanc d’epoca romantica, ha visto come regina una musicale e precisa Antonina Chapkina, flessuosa e dalle belle linee.
Buona esecuzione anche da parte del Corpo di Ballo, elemento essenziale nella riuscita di qualsiasi titolo di repertorio.
Ultimo titolo della stagione, Romeo e Giulietta di Kenneth MacMillan sarà in scena dal 10 al 23 ottobre.
Didascalie immagini
- Angelo Greco e Lusymay Di Stefano come Basilio e Kitri in Don Chisciotte (cor. R. Nureyev) (© Brescia-Amisano/Teatro alla Scala)
- L’arrivo di Don Chisciotte e Sancho Panza al I atto (© Brescia-Amisano/Teatro alla Scala)
- Fabio Saglibene nel ruolo dello zingaro al II atto (© Brescia-Amisano/Teatro alla Scala)
- Lusymay Di Stefano come Dulcinea e Antonina Chapkina come Regina delle Driadi al II atto (© Brescia-Amisano/Teatro alla Scala)
In copertina:
Angelo Greco al sipario al termine di Don Chisciotte (cor. R. Nureyev) (© Brescia-Amisano/Teatro alla Scala)
Don Chisciotte
Balletto in un prologo e tre atti
coreografia di Rudolf Nureyev
musica di Ludwig Minkis (orchestrazione e adattamento di John Lanchbery)
scene di Raffaele Del Savio
costumi di Anna Anni
luci di Marco Filibeck
Orchestra e Corpo di Ballo del Teatro alla Scala
con la partecipazione degli Allievi della Scuola di Ballo del Teatro alla Scala
Dal 17 al 27 settembre 2014
Teatro alla Scala, Milano