Definita da Guy de Maupessant la più bella del mondo, la Cappella Palatina di Palermo è uno dei più straordinari edifici di culto in Italia.  Non ancora purtroppo inserita nella lista del Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, la Cappella è l’esempio più elevato, dal punto di vista storico-artistico, di convivenza tra diverse culture e religioni avute durante il regno di Ruggiero II (1095-1154) e del coinvolgimento, sapiente e armonioso, di maestranze bizantine, musulmane e latine.  Ubicata al primo piano del Palazzo dei Normanni, la Cappella fu edificata dal 1132 e consacrata dall’Arcivescovo di Taormina il 29 giugno 1143, essenzialmente, per sintetizzare le necessità liturgiche del rito latino e di quello greco.
1cappella palatina palermo
La stessa struttura a pianta basilicale (latina) a tre navate e il presbiterio sopraelevato (bizantino), sormontato da una cupola ne testimonia l’origine. Sorta come oratorio privato del Re entro il palazzo reale, oggi Palazzo dei Normanni, la Cappella era un tempo isolata, se ne poteva vedere, infatti, la cortina muraria esterna. Oggi essa è interamente inglobata nelle strutture del Palazzo, vi si accede attraverso un’elegante scalinata che gira intorno ad un superbo loggiato e varcata una piccola porta e si presenta come uno straordinario ambiente interamente decorato di mosaici dorati e di pregiatissime decorazioni scultoree
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Appena entrati, l’immagine di maggiore impatto è il Cristo Pantocratore, presente nel catino nell’abside, realizzato secondo i più classici canoni bizantini al di sotto il mosaico raffigurante la Madonna tra santi, risale al XVIII secolo. Ai lati si trovano due arcangeli e, sotto, i santi Gregorio e Silvestro. Il presbiterio è centrato su una campata quadrata coperta dalla cupola e delimitata da ampi archi ogivali che ricadono su colonne. Al vertice della cupola si trova un altro Cristo Pantocratore circondato da angeli e arcangeli.
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Nel tamburo sono raffigurati profeti e, nelle nicchie di raccordo, gli Evangelisti. Sull’arco trionfale è raffigurata l’Annunciazione mentre sull’arco opposto si trova la Presentazione al Tempio. Una stretta campata rettangolare precede l’abside centrale, su di essa, archi a sesto acuto, che ne testimoniano la derivazione da tipologie arabe, ricadono su colonne in porfido.  Di grande importanza è l’ambone costituito da due casse affiancate e sorrette da colonne. Una delle fronti delle casse è in porfido mentre l’altra è intarsiata. I leggii rappresentano l’aquila di S. Giovanni e il leone di S. Marco. Il candelabro di marmo per il cero pasquale, addossato all’ambone, è un’elegante scultura ricoperta da più ordini di rilievi. La base è decorata con leoni nell’atto di azzannare uomini e animali, seguono una fascia decorata a tralci abitati e una in cui appare il Cristo in una mandorla sorretta da angeli al suo fianco la figura inchinata di Ruggero II, la quarta fascia è decorata con aquile e tralci fioriti, alla sommità il disco del candelabro è sorretto da tre figure seminude. L’opera, capolavoro assoluto della scultura medievale, è da attribuire probabilmente ad artisti legati alla cultura dell’Italia settentrionale. 
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Due file di quattro colonne dividono il braccio longitudinale in tre navate. Nella navata centrale le decorazioni musive sono distinte in due ordini dedicate a scene dell’Antico Testamento, dalla Creazione alla lotta di Giacobbe con l’Angelo. Il soffitto della navata centrale è una meraviglia dell’artigianato magrebino del Medioevo.
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Le maestranze arabe eseguirono il soffitto a muqarnas, cassettoni in forma di stelle affiancati da una struttura finemente lavorata composta di elementi stalattitici e alveolari, che ricordano una grotta. Il legno è ricoperto da una tela sulla quale sono dipinti soggetti che rimandano alla vita delle corti arabe, il tutto circondato da iscrizioni in caratteri cufici, unico esempio al mondo di decorazioni pittoriche islamiche con rappresentazioni di figure umane all’interno di un luogo di culto
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Il soffitto, pur restaurato nel XV secolo, si mantiene sostanzialmente integro Le navate laterali, decorate sotto Guglielmo I (1194-1250), si presentano con un alto zoccolo di marmo con inserti in porfido e decorazioni a intarsio.  Sopra la fascia a mosaico sono narrati episodi della vita di San Pietro e di San Paolo.
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Il soffitto delle navate laterali è più semplice essendo costituito da assi trasversali che delimitano delle conche nelle quali sono ripresi i soggetti visti nella navata centrale.
La controfacciata è occupata dal soglio reale, sollevato da cinque gradini rispetto al pavimento della navata. 
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La parte inferiore è occupata da una decorazione marmorea intarsiata al centro con lo stemma aragonese, inserito durante il regno di Ludovico d’Aragona nella metà del XIV secolo.  Ai lati della cuspide due leoni all’interno di cerchi sono avvolti da una decorazione a motivi floreali con due uccelli. Nella parte superiore è raffigurato il Cristo in trono tra i santi Pietro e Paolo.

Didascalie immagini

  1. Veduta interna Cappella Palatina Palermo
  2. Veduta interna Cappella Palatina Palermo
  3. Veduta interna Cappella Palatina Palermo
  4. Veduta interna Cappella Palatina Palermo
  5. Veduta interna Cappella Palatina Palermo
  6. Veduta interna Cappella Palatina Palermo
  7. Veduta interna Cappella Palatina Palermo
  8. Veduta interna Cappella Palatina Palermo

In copertina:
Veduta interna Cappella Palatina Palermo

La Cappella e visitabile da lunedì a sabato dalle ore 8.15 alle ore 17.40. La domenica dalle ore 8.15 alle ore 13.00. Resta chiusa, poiché ancora consacrata, durante le funzioni religiose e i giorni di Natale e Capodanno.