La musica, altro linguaggio caro ai pigri e alle anime profonde
che cercano lo svago nella diversità dell’occupazione,
vi parla di voi, vi racconta il poema della vostra vita.
(Charles Baudelaire)
Uno dei più antichi e ricchi musei di Bruxelles, un edificio dalla storia architettonica travagliata, il Mim (Musée des Instruments de Musique) vede la nascita il 1 febbraio 1877, quando già riunisce due fondamentali collezioni di strumenti musicali: quella del celebre musicologo belga François-Joseph Fétis (1784-1871) e quella donata a re Leopoldo II nel 1876 dal Rajah Sourindo Mohun Tagore (1840-1914), comprensiva di un centinaio di strumenti indiani. È soltanto, però, grazie alla collezione riunita dal suo primo conservatore, Victor-Charles Mahillon (1841-1924), che il museo si inserisce tra i primi a livello mondiale e accresce notevolmente il proprio patrimonio e il proprio valore. Grazie alle attività promosse e alle sue relazioni, il Mim conosce una rapida fama internazionale, non soltanto per l’importanza qualitativa delle opere ospitate, ma anche per la loro diversità, la loro qualità e la rarità dei pezzi raccolti.
Ed è proprio in occasione del bicentenario della nascita di Adolphe Sax (Dinant 1814 – Parigi 1894) che la capitale belga accoglie nel suo prestigioso museo l’esposizione temporanea SAX200, la quale resterà a disposizione del pubblico fino al prossimo 11 gennaio. La relazione tra Sax e il Mim è infatti unica: da ben 138 anni il museo è impegnato a collezionare e riunire gli strumenti della sua famiglia e possiede non solo una delle più grandi collezioni di strumenti che portano la firma del grande costruttore, ma anche circa una trentina di pezzi provenienti dalla sua collezione privata. Solamente una raccolta di tali dimensioni è in grado di offrire un’immagine rappresentativa della vasta produzione di Sax, così come dell’enorme influenza della sua opera.
Antoine-Joseph Sax nasce a Dinant, piccola cittadina sulle rive della Mosa, il 6 novembre 1814. Figlio di un costruttore di strumenti musicali, impara ben presto la tecnica di realizzazione delle corde nell’atelier del padre installato a Bruxelles. Perfeziona inizialmente il clarinetto e deposita il suo primo brevetto d’invenzione nel 1838. Intorno al 1840 lavora su un nuovo strumento che sarà di lì a poco conosciuto col nome di sassofono e che, presentato a Parigi nel 1842, riceverà grandi consensi. L’anno seguente si stabilisce definitivamente nella capitale francese dove si diletta nello sviluppo di una nuova famiglia di strumenti a fiato, in cuoio, i flicorni. Quest’ultimi sono soprattutto destinati a rendere omaggio alla musica militare francese che Sax contribuisce a rinnovare da cima a fondo. La sua produzione acquista velocemente una solida reputazione che gli permette di diventare direttore della Fanfare de l’Opéra e di mettere in scena tutta una serie di concerti che attirano le personalità più illustri della vita politica, militare e musicale dell’epoca. Nel corso della sua carriera, tuttavia, l’artista deve scontrarsi con la gelosia e l’animosità dei suoi concorrenti, organizzati in una vera e propria coalizione contro di lui: si trova infatti a dover affrontare diversi processi dai quali esce vincitore, ma piuttosto rovinato. Le esposizioni universali decisamente in voga nel suo tempo sono state l’indiscusso terreno di gioco dove Sax ha saputo presentarsi sempre in maniera efficace e professionale, arrivando a ottenere le migliori ricompense e assicurandosi la promozione delle proprie creazioni. Personaggio dalle molteplici sfaccettature, Adolphe Sax incarna perfettamente la figura dell’eroe romantico: se il suo campo d’azione lo colloca in una posizione a metà tra il compositore e lo strumentista, egli è senza dubbio da considerare come un artista a tutto tondo. Vero e proprio lavoratore instancabile, musicista, artigiano e collezionista, Sax muore il 7 febbraio 1894, ma non ha ancora lasciato la memoria contemporanea: egli è considerato tutt’oggi come un genio della manifattura strumentale e padre di uno degli strumenti più conosciuti e usati al mondo.

Il Musée des Instruments de Musique di Bruxelles ha così l’onore di ospitare alcune tra le collezioni più prestigiose e ricche al mondo, tra le quali le creazioni di Adolphe Sax costituiscono una delle attrattive principali fin dalla nascita dello stesso museo nel 1877. Le successive acquisizioni, portate avanti dai vari conservatori, hanno permesso di riunire un insieme rappresentativo di strumenti e documenti relativi ad Adolphe Sax e alla sua famiglia, che non ha rivali se non fosse per il Musée de la Musique di Parigi, città dove l’artista trascorre i momenti salienti della sua carriera. La mostra è dedicata, vista l’occasione, a questa emblematica figura, inventore e costruttore di strumenti musicali. Con l’obiettivo di ripercorrere i principali episodi della tormentata vita di Sax, il Mim e la città stessa intendono celebrare il suo straordinario ventaglio di creatività: gli strumenti ideati o perfezionati dall’artista sono, senz’altro, gli elementi più concreti e tangibili dell’esposizione, ma una presenza importante è riservata anche alla componente più umana e sentimentale della sua carriera. Un anniversario eccezionale per il quale il quarto piano del museo è stato completamente svuotato del suo contenuto abituale, per lasciare spazio alle creazioni di Sax, ai suoi pensieri e agli aspetti meno conosciuti della sua vita privata.
La mostra è inoltre un pretesto per mettere in evidenza e conferire prestigio alla ricca collezione che già il Mim possiede su Adolphe Sax, ma il tutto è ancor più arricchito da una serie di opere, eccezionalmente sottratte ai grandi musei e alle maggiori collezioni, pubbliche e private, del mondo intero (alcune delle quali mai mostrate al pubblico), al fine di presentare la più grande panoramica sull’artista mai realizzata finora. Nello specifico, il percorso espositivo offre al visitatore la possibilità di penetrare nell’universo di Adolphe Sax; un’immersione resa alquanto suggestiva non solo grazie agli oggetti e ai documenti a lui riconducibili, ma soprattutto grazie a uno straordinario insieme di suoni e immagini, fisse o animate. I pezzi esposti in ciascuna sezione comprendono, infatti, strumenti musicali, oggetti vari, documenti originali, estratti sonori, film e così via. SAX200 intende anche introdurre i diversi aspetti evocativi della vita e dell’opera del suo protagonista, contestualizzati e presentati grazie a un’articolazione tematica in più sezioni (Sax inventeur, Sax entrepeneur, Sax intime, Sax après Sax sono anche i quattro capitoli di un catalogo riccamente illustrato e il cui filo conduttore non potrebbe essere che la musica).

Questi specifici settori introducono le diverse sfaccettature del personaggio e fanno riferimento al posto che egli occupava all’interno della vita musicale parigina, ai suoi contemporanei, al sassofono (la sua invenzione per eccellenza) e alle numerose altre creazioni, alla sua personale collezione di strumenti musicali, ai membri della sua famiglia, alle moderne risonanze della sua produzione, senza dimenticare il jazz che, parecchio dopo la morte di Sax, ha conferito allo stesso sassofono una dimensione universale. Un nome che ha fatto la storia della musica e al quale sono associati in questa manifestazione unica circa 200 strumenti musicali che portano la sua firma o che in qualche modo possono essere a lui ricondotti. L’esposizione presenta, in questo senso, qualche pietra miliare della musica, come il più antico sassofono conservato (un baritono del 1846), un tenore donato da Bill Clinton nel 1994 (dai colori della bandiera americana), o ancora i Selmer con i quali Coleman Hawkins e Dexter Gordon hanno fatto ballare il mondo al ritmo jazz. Accanto a questi strumenti assai prestigiosi, alcuni documenti dell’epoca e altrettanti archivi multimediali mostrano ai visitatori tutto ciò che si può desiderare di sapere a proposito della storia di questo illustre belga.
Il servizio educativo del museo ha, inoltre, previsto un percorso per i più piccoli, che include bricolage e altre attività, insieme a tutta una serie di concerti, visite guidate e atelier realizzati per l’occasione. Sono state previste anche varie collaborazioni con i due conservatori della capitale, con la Société belge de musicologie e con l’Historic Brass Society. SAX200 è dunque uno spettacolo a 360 gradi, un evento esclusivo che getta una luce nuova sulla città e che funge da pretesto a un programma di eventi estremamente variegato.
Didascalie immagini
- Logo esposizione SAX200 (Bruxelles, Mim, 08/02/2014 – 11/01/2015)
- Adolphe Sax, incisione d’après Charles Baugniet (1814-1886), con dedica «à mon ami V. [alentin] Bender» e firma di Adolphe Sax
- a. Dinant, Maison Sax, © AIAS – Roland Jelli b. Dinant, statua raffigurante Adolphe Sax, © WBT – Alessandra Petrosino c. Dinant, sassofono realizzato in “dinanderie” (tecnica di lavorazione dell’ottone), © WBT – JP Remy
- Primo brevetto del sassofono (1846) (© Parigi, Archivio I.N.P.I.)
- a. Trombone a sei pistoni indipendenti e sette padiglioni, Adolphe Sax, Parigi, 1876. Mim, inv. 1288 b. Sassofono contralto, Garfton, Londra, 1950-1960. Mim, inv. 2002.026 c. Sassofono contralto, Adolphe Sax, Parigi, 1863. Mim, inv. JT0207
In copertina:
Dinant, statua raffigurante Adolphe Sax (© WBT – Alessandra Petrosino)